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VIOLENZA. Il mio nome è mai più

Pubblicato il 30 gennaio 2009 da Redazione Delt@

(Roma) Niente di nuovo sul fronte occidentale: un altro stupro, l’ennesimo, e un’altra donna che deve subire una violenza senza potersi difendere. Questo è successo a Roma qualche giorno fa, quando una donna è stata violentata da due malviventi vicino a una fermata dell’autobus, ma continua a verificarsi ogni giorno per milioni di vittime in tutta Italia. I dati Istat relativi alle violenze subite dalle donne parlano chiaro: nel 2007 in Italia il numero delle vittime ammonta a 1 milione e 150 mila (5,4%). Sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 25 ai 34 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate e il “sommerso” è elevatissimo, raggiungendo circa il 96%. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%) ed è consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle del partner e 24% per quelle di altri uomini). Una situazione, a dir poco, preoccupante che trova pochi spiragli per venire alla luce: alcuni casi di cronaca accendono per un attimo i riflettori sul problema ma molto spesso solo per il tempo necessario per le solite polemiche di rito. Destra e Sinistra “l’una contro l’altra armata” per fare rivendicazioni e accuse reciproche, nell’evidenziare una strutturale mancanza di Sicurezza. Intanto le donne continuano a subire violenze, sia fisiche che psicologiche, troppo spesso in silenzio. Il fenomeno degli abusi perpetrati sulle donne è in costante crescita ma si tende a dimenticare che il luogo in cui si consumano i soprusi, nella maggior parte dei casi, è l’abitazione. Tra le mura domestiche convivono vittima e carnefice e, giorno dopo giorno, i maltrattamenti diventano più feroci e frequenti. Sono i partner i responsabili della maggioranza degli stupri: il 69,7% delle violenze sessuali, infatti, è opera loro e solo il 6,2% è imputabile ad estranei. Dietro ogni percentuale ci sono centinaia di volti, di sogni infranti, di paure, di donne sole che non trovano il coraggio per denunciare chi utilizza la forza come strumento di offesa e di abuso. Per ognuna di loro l’Associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino – ha creato lo Sportello Tutela Donna, un servizio disponibile gratuitamente tutti i giorni 24 ore su 24 con un numero verde attivo, pronto a ricevere le segnalazioni e le richieste d’aiuto. Un modo per dare ascolto alle vittime di violenza e fornire soluzioni concrete, mettendo a loro disposizione un gruppo di esperti che sappia aiutarle a sostenere i diritti negati. Lo Sportello non è che una goccia nel mare, necessaria ma non sufficiente; la consapevolezza delle vittime di poter ricevere un supporto effettivo è di fondamentale importanza perché queste ultime di fronte alle violenze possano alzare la voce e dire “mai più”.
(Delt@ Anno VII, N. 17 -18 del 30-31 Gennaio 2009) Lidia Mancini

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