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Un web appello per un trattato mondiale contro la pedofilia on line

Pubblicato il 21 dicembre 2009 da Redazione Delt@

(Roma) Un invito a scrivere al presidente del Consiglio (redazione.web@governo.it) per chiedergli che al prossimo G8 dell’Aquila siano gettate le basi per un trattato mondiale di regolamentazione della rete capace davvero di arginare il fenomeno della pedopornografia online. Lo ha lanciato su facebook e it.netlog Aurelia Passaseo, presidente del Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori. Nel trattato – spiega Passaseo – dovrebbero essere “fissati dei paletti, come l’obbligo per i provider dei paesi firmatari di chiudere i siti pedopornografici, filopedoculturali e di istigazione e incitamento alla pedofilia presenti sui propri server; l’obbligo di certificare i contenuti delle pagine da parte dei fornitori; la necessità di regolamentare e responsabilizzare la figura del webmaster, cioè di colui che materialmente cura il sito”.

La presidente di Ciatdm invita inoltre il popolo della rete a chiedere che in attesa del trattato si stipulino e si firmino degli accordi o dei protocolli bilaterali di intesa tra gli stati membri del G8″. Accordi e protocolli “che prevedano gli stessi punti che si chiede di fissare nel trattato mondiale di autoregolamentazione. Anche questo – dichiara Passaseo – é un modo per spegnere le orrende, repellenti candele azzurre con le quali la comunità pedofila due volte l’anno, in occasione del Boyloveday’ (l’ultimo il 27 giugno scorso) ,’festeggia’, così dicono, il proprio amore per i bambini” (un’autentica vergogna, alla faccia di tutti i controlli internet!)

Complimentandosi poi con la Polizia postale e delle comunicazioni per la sempre maggiore efficacia dimostrata nell’azione di contrasto alla pedofilia on line (vedi ultima maxioperazione “Smasher, con 14 arresti e 253 indagati in tutta Italia), che “è solo la punta di un iceberg”, “la minima parte di un fenomeno gestito a livello internazionale da organizzazioni che si dimostrano sempre più tecnologicamente avanzate delle forze dell’ordine e che hanno buon gioco a sfruttare i vuoti legislativi, comuni in materia a tanti paesi”, Passeo è convinta che ora “E’ arrivato il momento di accelerare l’iter di approvazione di alcuni progetti di legge all’esame della commissione giustizia, compreso quello che introduce il reato di pedofilia culturale”.

In questo contesto spiace venire a conoscenza del respingimento da parte del governo (ieri, in merito alla proposta di legge sulla violenza sessuale, varata dalla commissione Giustizia, e con l’astensione colpevole del Pd, pur riconoscendone l’assoluta validità, come denuncia Pietro Palomba dell’Idv), di un emendamento del partito di Di Pietro, che intendeva introdurre una norma per punire l’adescamento dei minori attraverso Internet”. “La maggioranza- spiega Palomba- con una motivazione pretestuosa, ha preferito rinviare la questione a un successivo provvedimento, non prendendo in considerazione quanto da noi sostenuto, ovvero le ragioni d’urgenza, visti gli odiosi e brutali episodi di adescamento di minori per via telematica sempre più frequenti”.

Anche la psicopedagogista Maria Rita Parsi, presidente della fondazione Movimento Bambino, dal 1990 in trincea nella lotta alla pedofilia, ha invitato a uno sforzo straordinario non solo le forze dell’ordine, ma la società civile e politica: “E’ aberrante che il fenomeno si espanda con una velocità e una forza di contagio tale da coinvolgere persone anche giovani, visto che le indagini hanno riguardato uomini fra i 20 e i 50 anni”. “La nostra fondazione, in alleanza con la Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, sin dallo scorso novembre ha elaborato la ‘Carta di Alba’, disciplinare che stimola ad aderire a un’autoregolamentazione etica tutti i soggetti attivi su Internet, che ne determinano i contenuti e provvedono alla messa in Rete”. “L’insediamento del nuovo Parlamento Europeo – per Parsi – è il momento giusto per inserire nella sua agenda legislativa l’emanazione di una normativa forte e omogenea nei 27 Stati membri”. “Chiedo, in nome dei bambini del mondo stuprati, molestati, violati per soddisfare le morbose frustrazioni che alimentano il traffico delle immagini pedopornografiche, ai 72 parlamentari europei eletti in Italia di farsi promotori di un’iniziativa legislativa urgente e d’immediata realizzazione, dedicando alla questione, che rappresenta un’emergenza improcrastinabile, una sessione dei lavori del Parlamento stesso”.

Anche Sandra Cioffi, responsabile nazionale commissione Pari opportunità e m minori Mpa – è convinta che la pedofilia che si diffonde sempre di più attraverso la rete non può essere combattuta solo a livello nazionale, viste le caratteristiche di internet ma solo attraverso accordi internazionali tra i diversi paesi che devono monitorare e bloccare ogni tipo di violenza sui minori anche attraverso i server”.

Stefano Pedica (parlamentare di Idv, che ha depositato un disegno di legge che prevede l’ergastolo come pena per chi si è macchiato del crimine di pedofilia e contemporaneamente elimina la possibilità per il pedofilo di ricorrere al patteggiamento), di fronte allo stillicidio continuo di notizie che giornalmente apprendiamo di segnalazione di abusi sui minori o di movimenti culturali che tentano di legittimare questo abominio o ancora dell’ennesima denuncia di nuovi siti sulla rete internet creati per diffondere e vendere immagini e video pedopornografici, commenta con amarezza quanto ancora poco si faccia a livello politico per contrastare questa piaga, “troppo poco soprattutto in considerazione della comprovata repentina crescita negli ultimi tempi di questo fenomeno angosciante”. “Dovere essenziale della politica, davanti a questi momenti di buio morale, dovrebbe essere uno scatto giusto e fermo per la difesa di tutti i bambini italiani e del mondo, che deve riflettersi non tanto e non solo nelle parole, ma ancor prima nell’individuazione e nella valutazione dei problemi e nella consecutiva produzione legislativa per intervenire quanto più possibile efficacemente”.

(Delt@ Anno VII, N. 141 del 1° luglio 2009) Ca. G.

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