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POLITICA. Al via mobilitazione democratiche contro recessione civile ed economica del Paese e per dimissioni Premier

Pubblicato il 30 settembre 2011 da redazione

(Roma) Care donne la manifestazione del 13 febbraio non è bastata. Vogliamo ripeterla?” Così nei giorni scorsi la senatrice del Pd Vittoria Franco, auspicando ancora il ricorso delle donne alla piazza per chiedere al Governo di andarsene.  Detto, fatto, e così ieri, conferenza stampa alla Camera, delle donne del Pd, per illustrare il programma di mobilitazione delle democratiche nelle prossime settimane in moltissime città, nelle piazze, nei mercati, a partire da ieri, e che culminerà nella grande manifestazione nazionale del prossimo 5 novembre, organizzata dal PD, passando per il forum delle amministratrici democratiche fissato a Orvieto il 21 e 22 ottobre.

Obiettivo dell’iniziativa delle democratiche, sensibilizzare contro la recessione civile ed economica che il Paese sta vivendo, e per chiedere, con una raccolta firme, che il Premier vada a casa, perché “chi umilia le donne non può governare”. Lo hanno scritto su una cartolina che sarà distribuita in tutt’Italia, e spiegato ieri in conferenza stampa, tra le altre, Rosy Bindi, presidente nazionale dell’Assemblea del Partito, la senatrice Anna Finocchiaro e Roberta Agostini, portavoce della Conferenza nazionale delle Donne del PD, insieme a tante deputate, senatrici, responsabili di settore e amministratrici del PD.

“Si protesta, unite, contro le ripercussioni negative della manovra economica di un governo che colpisce la vita e la dignità delle donne e la risorsa economica che rappresentano. Il rischio di un arretramento – ha spiegato Agostini – è ormai purtroppo serio e tangibile”.

”La favola bella del partito delle libertà che doveva far salire l’Italia sul treno della modernità, l’ha invece portata nel Medio Evo, e le donne – ha aggiunto Finocchiaro.  pagano di più la crisi. Una crisi usata dal governo per mettere in atto politiche dissuasive dal lavoro mentre si profila una vera e propria questione sulla dignità, che non riguarda più solo l’immagine delle donne, gravemente compromessa dal presidente del Consiglio, ma tutta l’Italia”.

“Noi donne non dobbiamo essere timorose, dobbiamo fare la nostra parte, avere coraggio, rompere qualche timidezza – ha aggiunto ancora Bindi – e con le nostre proposte: un piano straordinario di asili nido; la tutela della maternità, indipendentemente della condizione di lavoro; il congedo di paternità obbligatorio, per condividere le responsabilità; sostegno al lavoro femminile anche con ‘incentivi e sgravi fiscali’; più politiche sociale per l’assistenza ad anziani, malati e disabili, e la reintroduzione della norma contro le dimissioni in bianco, eliminata da questo governo, dimostrare che dalla crisi si esce riformandolo il welfare, non tagliandolo”.

Sul sito del Pd le iniziative nelle piazze interessate alla raccolta firme delle democratiche.

(Delt@ Anno IX, n. 184 – 185 del 30 settembre – 1 ottobre  2011) 

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