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INFORMAZIONE. Rai: Dopo Santoro e Saviano via anche Dandini

Pubblicato il 15 settembre 2011 da redazione

(Roma) Sembrava fatta (dopo che martedì scorso si era tenuto un incontro a Viale Mazzini, nel quale Fandango aveva confermato di accettare lo ’sconto’ del 5% rispetto al contratto del 2010, che avrebbe portato il costo a puntata a circa 32.000 euro contro i circa 34.500 del contratto dello scorso anno), e invece ieri, a sorpresa, con 5 voti contrari ( dei consiglieri di maggioranza, Petroni, Rositani, Verro, Bianchi Clerici e Gorla) e 4 a favore (i consiglieri di opposizione Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis, ai quali si sarebbe aggiunto il voto del presidente Garimberti) è saltato il contratto tra Rai e Fandango per la produzione di “Parla con me”, il  talk show di Rai 3, condotto da Serena Dandini.

In disaccordo con la scelta del Cda, si sono espressi ieri molti esponenti politici e colleghi della conduttrice, che, con amarezza ha dichiarato: “L’unica soddisfazione di una giornata amara è di averli stanati … Mi hanno accusato di essere avida, di volere troppi autori, ecc. E, pezzo a pezzo, abbiamo smontato ogni pretesto. Ora e il re è nudo e tutti hanno capito perché non andiamo in onda!”.

“Mi dispiace per l’azienda in cui abbiamo lavorato per decenni che, mai come adesso, è sotto occupazione politica e per gli abbonati che ci hanno dimostrato sempre un enorme affetto. E che – lo prendiamo come impegno, conclude – ci ritroveranno presto altrove”. ‘Post Scriptum’: “Visto che ho regalato alla Rai il format ideato da me, potrei almeno riavere il divano?”.

“E’ una responsabilità di chi ha compiuto quella scelta”, ha affermato Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della commissione di Vigilanza Rai, accusando il vertice dell’azienda di “continuare a sottovalutare le potenzialità che può esprimere un servizio pubblico credibile e serio nel nostro Paese”.

“Berlusconi parla con ‘Lei’ e la Dandini non va più in onda sulla Rai”, attacca senza mezzi termini il capogruppo dell’Italia dei valori in commissione di Vigilanza Rai, Pancho Pard. “Berlusconi -aggiungev- fa sapere quali sono i conduttori e i programmi sgraditi e il direttore generale subito si affretta a mandarli via. La Rai non può continuare con questo assurdo autolesionismo – conclude Pardi- chi paga il canone ha il diritto a un servizio pubblico pluralista e di qualità invece di essere vittima dei continui ‘editti bulgari’ di Berlusconi”.

“Personalmente – ha commentato il presidente della Rai Paolo Garimberti – ho votato sì per coerenza con i palinsesti approvati praticamente all’unanimità dal Cda prima dell’estate, palinsesti all’interno dei quali era prevista la trasmissione di Serena Dandini. Ho votato sì per coerenza con quanto annunciato insieme a Sipra agli investitori pubblicitari quando abbiamo presentato i programmi autunnali. E ho votato sì per tutelare l’immagine della Rai, già scossa, e per evitare segnali di incoerenza”. ”E’ alla luce di queste riflessioni – conclude – che ritengo aziendalmente incomprensibile il no a ‘Parla con me’ tanto più quando, nella stessa seduta, si è dato il via libera alla riproposizione dell’Isola dei famosi – contro cui ho votato – un programma che è certamente meno di Servizio Pubblico rispetto a quello condotto dalla Dandini”.

 “Questa Rai è ormai una parte delle proprietà del presidente del Consiglio e nessuno può fingere di non vedere o di non sapere.  Così Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 che ha partecipato, ieri sera al sit in indetto dal comitato per la libertà di informazione davanti alla sede Rai di via Teulada, occasione per “indire una grande manifestazione unitaria contro ogni bavaglio”. “La Rai ha scelto di divorziare dal proprio pubblico: i programmi di maggior successo vengono chiusi, oppure rinviati nel tempo e spesso poco pubblicizzati, mentre si perdono professionalità, artisti, testate e con essi l’intera storia del servizio pubblico”, sottolinea Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, mentre la senatrice del Pd Vittoria Franco, parla apertamente di “decisione tutta politica, il cda ha cancellato dai palinsesti uno dei programmi più intelligenti della storia recente della Rai. E’ una scelta che renderà la televisione pubblica più povera e meno appetibile”. “Quello dei consiglieri di maggioranza -  conclude Franco – e un atto miope che sa di vendetta nei confronti della liberta di pensiero non solo degli autori del programma e della stessa Serena Dandini, ma anche degli

abbonati affezionati alla trasmissione. Un atto che si ritorcerà inesorabilmente contro il servizio pubblico, anche in termini di audience. Spero che la commissione di Vigilanza Rai si occupi presto del caso”.

”Io personalmente e tutta Rai3 abbiamo lealmente lavorato in questi mesi perché il programma di Serena Dandini potesse andare in onda così come era previsto dai palinsesti che la rete ha disegnato, che il direttore generale ha condiviso e che il cda ha approvato all’inizio dell’estate e che successivamente sono stati presentati agli investitori pubblicitari – ha spiegato in serata il direttore di Rai3, Paolo Ruffini.

La Fandango, partner sempre leale della Rai, aveva accettato una riduzione del proprio compenso”.

”Serena Dandini è uno dei personaggi più rilevanti e strategici del panorama televisivo italiano – aggiunge -. I suoi programmi hanno caratterizzato la storia della Rai. Parla con me in particolare ha dato identità alle seconde serate di Rai3.

Non può quindi non destare preoccupazione e sconcerto la decisione di non approvare il programma nelle modalità di realizzazione che erano state individuate”. La cancellazione di ‘Parla con me’ costituisce un inaspettato grave problema per la rete e per l’identità della sua offerta”.

 (Delt@ Anno IX, n. 172 – 173 del 16 – 17 settembre  2011) 

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