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DIRITTI UMANI. Commissione Donne Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana condanna morte attivista Haleh Sahabi

Pubblicato il 05 giugno 2011 da redazione

(Roma) La notizia della sua morte (il 1 giugno), mentre partecipava ai funerali del padre, noto oppositore del regime, ha fatto in pochissimo tempo il giro del mondo.

Haleh Sahabi, 54 anni, attivista per i diritti umani, era stata autorizzata ad uscire dal carcere, dove sta scontando due anni di reclusione per aver partecipato nel 2009 alle manifestazioni di protesta seguite alla rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad,  per partecipare al funerale del padre,  81enne morto per  un’emorragia cerebrale due giorni prima e, durante i tafferugli  tra le forze dell’ordine che cercavano di disperdere le numerosissime persone accorse in massa per rendere omaggio a Ezatollah Sahabi, sarebbe caduta (secondo il sito dell’opposizione, Kaleme), rimanendo vittima di un infarto. Versione, quest’ultima, smentita da un alto funzionario iraniano, responsabile della sicurezza presso l’ufficio del governatore di Teheran, secondo cui non ci sarebbero stati scontri, e la donna sarebbe morta per “problemi cardiaci, acuiti dallo stress e dal caldo”.

Secondo il sito di un’organizzazione per la tutela dei diritti umani, www.rahana.org, le forze di sicurezza hanno bloccato la strada a Lavasan (sobborgo di Teheran tentando di disperdere brutalmente la folla che voleva partecipare al corteo funebre. Alle proteste di Haleh sarebbe seguita una colluttazione fra la stessa e gli agenti.  Colluttazione che ne ha causato l’ infarto.

Sarvnaz Chitsaz, presidente della CNRI –  Commissione Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – ha condannato l’assassinio di Haleh Sahabi, aggredita e percossa insieme ai suoi familiari dagli agenti, che in seguito  avrebbero anche costretto la famiglia dell’attivista che si batteva anche per i diritti delle donne,  a seppellirla segretamente di notte.

Chitsaz ha invitato tutte le organizzazioni internazionali che si battono per i diritti umani, insieme alle organizzazioni per i diritti delle donne a condannare l’assassinio  di Sahabi,  così come le atrocità del regime dei mullah contro i prigionieri politici, in particolare le donne. La Presidente del Comitato delle donne del CNRI ha dichiarato che “il silenzio e l’inazione nei confronti della brutale violazione dei diritti umani del regime in Iran, incoraggerà solo i mullah al potere a continuare e intensificare questi crimini”.

Anche per il dipartimento di Stato americano “Testimoni e resoconti affidabili sulla morte di Haleh Sahabi ai funerali di suo padre in Iran mostrano chiaramente che la signora Sahabi è morta a seguito di atti condannabili delle forze di sicurezza iraniane”.

(Delt@ Anno IX, n. 125  del 6 giugno  2011) 

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