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25 NOVEMBRE: I DATI DELLA VIOLENZA SULLE DONNE IN EMILIA-ROMAGNA

Pubblicato il 25 novembre 2015 da redazione

25 NOVEMBRE: I DATI DELLA VIOLENZA SULLE DONNE IN EMILIA-ROMAGNA
Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne fornendo i dati
dei centri relativi al 2014 e 2015

Anche quest’anno è arrivato il momento di celebrare la Giornata
internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,
istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999.
In tutta Italia si terranno manifestazioni ed eventi per sensibilizzare
l’opinione pubblica sui temi del femicidio e della violenza di genere.
Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, come ogni
anni, celebra il 25 Novembre con una riflessione a partire dai dati di
monitoraggio sulla violenza relativi al 2014.
Quante sono le donne che si rivolgono a un centro antiviolenza in
Emilia-Romagna? Le donne accolte dai 13 centri antiviolenza aderenti al
Coordinamento, fra il 1° gennaio e il 31 dicembre del 2014, sono state
complessivamente 3301. Fra di esse, coloro che hanno subito violenza
sono 2978 pari al 90,2% di tutte le donne accolte. Le donne nuove
accolte nel corso del 2014 sono state 2763, di cui 2473 (pari all’89,5%)
hanno subito violenza. Rispetto alle indagini svolte nel 2014, vi sono
piccole variazioni connesse più all’entità e alle modalità dell’offerta
di risorse che a variazioni nel numero delle donne che subiscono
violenza.
Per quanto riguarda il dato della provenienza geografica, le donne
accolte nel corso del 2014 che provengono da altri paesi sono 868 e
rappresentano il 35,7% di tutte le donne nuove accolte che subiscono
violenza. Si tratta di più di un terzo di tutte coloro che chiedono
aiuto ai centri antiviolenza della regione. Una percentuale rilevante,
la cui spiegazione va ricercata sia nell’aumento delle donne straniere
fra le residenti; sia nella maggiore identificabilità del centro
antiviolenza, come luogo in cui trovare risorse appropriate in una
situazione di violenza; sia nella gravità della situazione di bisogno in
cui si trovano le donne provenienti da altri paesi, spesso prive di una
rete informale di sostegno. Si aggiunga che, secondo l’ultima indagine
svolta dall’ISTAT nel 2014, emerge che le straniere, pur subendo
violenze fisiche o sessuali nell’arco della vita nella stessa
proporzione delle italiane, patiscono più spesso violenze fisiche e le
forme più gravi di violenze sessuali come stupri e tentativi di stupro
(ISTAT, 2014).
La presenza di donne straniere risulta al di sopra alla media regionale
nei Centri di Imola, Carpi, Lugo, Parma, Reggio Emilia e Modena, presso
cui le donne accolte provenienti da altri paesi variano dal 40% al 43%.
Si tratta di città in cui la presenza di donne straniere fra la
popolazione residente risulta tendenzialmente più alta che altrove; ma
soprattutto, in alcune di esse, i centri hanno posto in essere
iniziative specifiche ad esse rivolte.
Un dato costante nel tempo è che la grande maggioranza delle donne che
si rivolgono ai centri antiviolenza della regione per chiedere aiuto
subisce violenza da partner o ex partner, nel contesto quindi di una
relazione di intimità: si tratta infatti per lo più di donne sposate o
conviventi con figli/e. Nel 2014, le donne accolte con figli/e sono 1814
e rappresentano il 79,1% delle donne nuove accolte, che hanno subito
violenza. I/le figli/e delle donne accolte sono in totale 3173. I/le
figli/e che subiscono violenza diretta o assistita sono 1619, pari al
51% di tutti i figli/e delle donne accolte.
Ma quali forme di violenza subiscono principalmente le donne? Le donne
che subiscono violenza psicologica sono il 91,2% (2255 donne); quelle
che subiscono violenza fisica sono il 67,8% (1677 donne); quelle che
subiscono violenza economica sono il 41,2% (1018 donne); quelle che
subiscono violenza sessuale sono il 14,3% (353 donne). Rispetto al 2013
sono aumentate di 2-4 punti percentuali le donne che subiscono violenze
fisiche, psicologiche ed economiche. Rimane stabile il numero di coloro
che hanno subito violenze sessuali. Le violenze più diffuse fra le donne
accolte sono quindi le violenze psicologiche.
I bisogni e le richieste espresse dalle donne variano dalla richiesta di
informazioni al bisogno di sfogarsi, dalla ricerca di strategie per
uscire dalla violenza alla richiesta di una consulenza legale. Nei casi
in cui le violenze sono più gravi, e vi è una situazione di pericolo, le
donne chiedono ospitalità nelle case rifugio: nel corso del 2014, le
donne ospitate dai centri antiviolenza del Coordinamento regionale sono
state 187, di cui 129 (il 69%) con i figli/e. I figli/e ospitati sono
stati 205. Rispetto al 2013 si registra un aumento tanto delle donne
ospitate che dei figli/e: di 23 unità le prime, di 18 i secondi.
Per quanto riguarda la violenza estrema, il femicidio, da gennaio 2015 a
oggi sono 5 le donne in Emilia-Romagna uccise dalla violenza maschile.
Il Coordinamento ha reso pubblici anche i dati relativi al 2015,
raccolti dal 1 gennaio al 31 ottobre 2015. Le donne accolte in questo
periodo sono già 2884, di queste il 91%, 2636, ha subito violenza e si
registrano 1999 nuovi contatti. Confermata anche la percentuale di
straniere, che si assesta al 36%. La forma di violenza più diffusa resta
la violenza psicologica (92%) seguita dalla violenza fisica (65%). A
questo link le tavole con tutti i dati relativi al 2014.
In conclusione, i dati ci raccontano che la violenza sulle donne in
Emilia-Romagna si mantiene un fenomeno piuttosto costante. Numeri e
cifre che devono sì servire ai centri antiviolenza a migliorare la
risposta, ma che possono e devono aprire gli occhi sul fenomeno della
violenza, un fenomeno ancora troppo spesso sottostimato, mal
interpretato e strumentalizzato. Un dato certo è che la diffusione di
una corretta informazione e campagne di promozione di una cultura del
rispetto e della parità uomo-donna aiutano a delegittimare socialmente
la violenza maschile.
Buon 25 Novembre a tutte e tutti!

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