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WELFARE. 5×1000, la denuncia delle Mamme H

Pubblicato il 30 novembre 2010 da redazione

(Roma) “Un anno sta per concludersi, il più difficile per noi che apparteniamo al mondo della disabilità. Purtroppo occorre ancora fare questa distinzione tra normalità e non perché, nonostante l’Italia abbia ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, continuiamo ad assistere ad un totale disinteresse dei bisogni fondamentali per una vita piena.

Si parla di bisogni fondamentali che è più facile garantire a chi si trova a migliaia di chilometri da noi, più che ad un nostro concittadino che progressivamente vede ridursi le possibilità di vita indipendente,l’assistenza adeguata, le cure appropriate, che vanno dalla semplice carrozzina a progetti individualizzati che portino al conseguimento di autonomie, tipo vestirsi da solo, potersi allacciare le scarpe, mangiare correttamente e tanto altro.

Ci si batte per il diritto alla vita e questo aspetto viene costantemente disatteso.

L’ultima manovra finanziaria, con il nuovo nome di Legge di Stabilità per camuffarla di ragionevolezza, è l’ennesimo sopruso che viene perpetrato a noi e ai nostri figli.

Non solo vengono ad essere fortemente ridotti, se non azzerati, i fondi per la non autosufficienza, ma si dà un brusco taglio al 5 per mille che il Ministro Tremonti ha prima istituito e poi eliminato, contraddicendo se stesso (ulteriormente contraddetto dalla ultima volontà di ripristinarlo ndr)

Il volontariato è un settore importante della nostra società senza il quale le ultime speranze per i nostri figli si riducono al lumicino. È poi assurdo operare un’ingiustizia di questo tipo a poco più di un mese dal 2011, proclamato Anno del Volontariato.

Ci accorgiamo di essere su una barca che, non solo fa acqua da tutte le parti, ma naviga a vista in un mare in tempesta. In una situazione di emergenza viene l’impulso di gesti eclatanti, tipo sit-in davanti a palazzo Chigi o sciopero della fame.

Noi Mamme H non lo faremo, sia perché, in una barca in balia delle onde, agitarsi la può anche far rovesciare, sia perché non possiamo lasciare i nostri figli. Siamo però ferme ad adottare tutte le misure perché si possa arrivare in porto.

Chiediamo perciò a tutto il mondo della disabilità una maggiore coesione di intenti, una vera solidarietà tra noi.

Stiliamo un elenco di cose fondamentali per una vita dignitosa. Siamo consapevoli della grave crisi economica che stiamo attraversando e proprio perché Mamme, abituate a gestire il budget familiare, crediamo che si debba partire da una razionalizzazione delle risorse assicurando però a tutti il necessario per avere Pari Opportunità.

Sediamoci ad un tavolo e vediamo quali sono i trattamenti riabilitativi efficaci e quelli obsoleti, se non dannosi. Non dobbiamo aspettare che sia la politica a farlo perché ignorante, nel senso che non sa.

Un protocollo, da noi tutti condiviso con grande senso di responsabilità, è la base da cui partire verso un nuovo giorno per noi e i nostri figli”.

(Delt@ Anno VIII, n. 233 del 30 novembre  2010)

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