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VIOLENZA. Perugia: un Centro in ricordo e nel nome di “Barbara Cicioni”

Pubblicato il 27 febbraio 2009 da Redazione Delt@

(Perugia) E’ in ricordo e in nome di Barbara Cicioni, uccisa nel 2007 dal marito che è stato fondato il nuovo centro anti-violenza di Perugia, rivolto alle donne vittime di qualsiasi forma di maltrattamento e violenza.
L’esigenza morale e culturale di dedicare a Barbara Cicioni il centro contro la violenza è nata proprio nell’Aula del tribunale, in occasione del processo all’assassino, per l’esortare le donne in situazioni difficili, a uscire dal cerchio della violenza prima, molto prima di giungere alle estreme conseguenze così com’è successo a Barbara.
Il progetto in particolare si pone gli obiettivi specifici di sostenere le donne nel loro percorso di affrancamento dalle condizioni che hanno generato le situazioni di disagio e di violenza, e nell’elaborazione di percorsi alternativi da cui le donne ripartano per riappropriarsi della propria dignità e del ruolo di protagoniste della propria vita;
- mantenere e sviluppare le attività e i servizi offerti in questa prima fase di vita del Centro attraverso la realizzazione di una serie di servizi volti sia al sostegno delle donne temporaneamente ospitate dal centro sia alla formazione professionale delle operatrici e delle volontarie che vi svolgono attività di accoglienza nel momento dell’apertura e quelle che vi si aggiungeranno strada facendo.
- Incrementare la sua funzionalità perfezionando il centro attraverso una serie di processi tra i quali l’avvalersi di collaborazioni non più soltanto volontarie, rendendolo in grado – a tappe progressive – di ospitare per un periodo relativamente lungo e non più soltanto per pochi giorni, finché il percorso di riappropriazione della propria autonomia psicologica non sia stato portato a compimento.
Un rapporto importante è stato costruito con “Differenza Donna”, l’ormai storica associazione appartenente alla Rete Nazionale Antiviolenza e che agisce da molti anni in tutta la penisola con servizi alle donne in Centri e Case di Accoglienza Antiviolenza.Uno stretto rapporto è stato ed è il processo contro l’assassinio di Barbara Cicioni, all’ottavo mese di gravidanza di Elena. Processo in cui il Comitato internazionale 8 marzo si è costituito parte civile, con il supporto di una rete di donne appartenenti a associazioni, gruppi e donne singole. Al processo contro Roberto Spaccino il “Comitato 8 marzo” è rappresentato dall’avvocata Teresa Manente di D.D. In questi giorni è stato attivato un corso per la formazione di operatrici del centro che proseguirà fino ad aprile.
Nei mesi successivi le operatrici andranno a piccoli gruppi nei centri romani di “Differenza Donna” a fare esperienza diretta per 15 giorni ognuna.
(Delt@ Anno VII, N. 41 – 42 del 27 – 28 Febbraio 2009)

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