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VIOLENZA. Mozione Pdl-Lega per portare il tema all’attenzione del G8

Pubblicato il 24 giugno 2009 da Redazione Delt@

(Roma) E’ stata presentata in occasione del G8 e sottoscritta da 54 parlamentari, una mozione dalle deputate Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del PdL, Carolina Lussana, responsabile del Gruppo politico femminile della Lega Nord, e Beatrice Lorenzin, viceresponsabile delle Pari opportunità del PdL e relatrice del documento in Aula, per portare all’attenzione del mondo il tema della violenza contro le donne e della piena affermazione dei loro diritti umani e civili.
“Con la presidenza italiana – affermano Saltamartini e Lorenzin – abbiamo la straordinaria opportunità di inserire al centro dell’agenda politica il problema della libertà delle donne da ogni forma di abuso e del rispetto della loro dignità. Un problema di vastissime dimensioni e che assume molteplici manifestazioni a seconda del contesto geopolitico: dalla violenza familiare alle discriminazioni e al mobbing sul lavoro, dalla prostituzione forzata agli stupri di massa, dalle morti per parto causate dalla mancanza di un’assistenza medica alle mutilazioni genitali, dai matrimoni forzati alla sterilizzazione coatta. Si tratta di un fenomeno drammatico che rischia di essere esacerbato dall’attuale crisi economica poiché, in condizioni di recessione, la vulnerabilità delle donne cresce sia dal punto di vista lavorativo che all’interno delle mura domestiche”. “Perciò – continuano le parlamentari – con questa mozione chiediamo all’Esecutivo che le conclusioni raggiunte nell’ambito del convegno internazionale sulla violenza contro le donne, che si terrà a
Roma il 9 e 10 settembre prossimi nel quadro delle attività del G8, divengano parte integrante degli impegni della comunità internazionale. E’ un traguardo molto importante – concludono – e noi crediamo che l’Italia possa e debba farsi promotrice di questa grande battaglia di civiltà”.
Lella Golfo, deputata del PdL e presidente della Fondazione Bellisario, tra le firmatarie della mozione ha auspicato un voto ampio per la mozione discussa ieri alla Camera. “Nel nome di Neda,
e di tutte le donne che nel mondo si battono contro l’oppressione e la tirannia rischiando la propria vita”, ha detto Golfo, sottolineando che “il Parlamento deve avviare una seria riflessione sul ruolo politico e civile delle donne, che si affermano anche in Marocco con l’elezione della prima sindaca, e cogliere la provocazione lanciata dal presidente francese Sarkozy sulla natura degradante del burqa, tenendo presente che se da un lato, in contesti come l’Iran, esso è divenuto simbolo di differenziazione femminile scelto autonomamente dalle donne, in contesti secolarizzati e laici come
i Paesi Europei indossarlo è quasi sempre un atto obbligato, una scelta di quieto vivere. La strada da seguire non è quella del divieto legale, bensì quella dell’educazione dei gruppi familiari islamici al rispetto dei nostri valori costituzionali e delle scelte che a essi si conformano, come quella delle donne di svestirsi del burqa. Da qui – conclude Golfo – passa la sfida dell’integrazione e oggi più che mai abbiamo il dovere di affrontarla”.
(Delt@ Anno VII, N. 135 del 24 giugno 2009)

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