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VIOLENZA. Lo spazio multiarte SOLCHI. Iniziativa Telefono Rosa Piemonte

Pubblicato il 07 marzo 2010 da redazione

(Torino) Nell’ambito delle iniziative organizzate per celebrare la Giornata Internazionale delle donne, Telefono Rosa del Piemonte, con il contributo della Fondazione CRT, con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Torino, e con l’adesione delle Consigliere di Parità della Provincia di Torino,  invita il 12 marzo, alle ore 20,30 al Teatro Vittoria, allo spazio multiarte SOLCHI. Tracce di sofferenza. Origine di speranza. Suggestioni tratte dal Forum “DE-FINIRE! LA VIOLENZA”(sul sito: www.telefonorosatorino.it/), lanciato il 25 Novembre scorso,  Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne sui temi Parole chiave, idee, convinzioni, pregiudizi e stereotipi: queste le possibili risposte.

L’iniziativa conclude il lavoro comune di tutti coloro che hanno contribuito, con compiti diversi, alla sua realizzazione. “Ma non parliamo solo di autori, artisti e sostenitori.  Ci riferiamo – si legge in un comunicato – invece a tutti quelli (utenti del sito del Telefono Rosa, navigatori di internet, fruitori di accessi casuali) che hanno portato voci, pareri, esperienze, utilizzando il forum promosso sul sito della nostra Associazione.

Uno spazio aperto lo scorso novembre e strutturato su alcune domande con risposta a scelta multipla che ha avuto, finora, centinaia di accessi. Una lente di ingrandimento che ci ha consentito di analizzare ciò che accade intorno, ma soprattutto dentro le dinamiche legate alla violenza contro le donne.

Quanto emerso è eloquente e significativo: donne e uomini divisi da convinzioni apparentemente ferree, ma anche da idee che separano un individuo dall’altro. Molto probabilmente, abbiamo accolto i pareri di donne vittime e di donne che, per loro fortuna, non lo sono. Ma le divisioni che emergono sembrano elicitare (che significa estrarre ndr.)una legge di natura. Non è così: la violenza, invece, è la dimensione culturale della prevaricazione e della sopraffazione di un genere contro l’altro.

Nasce proprio dall’analisi della grandissima mole di dati raccolti la suggestione di SOLCHI: TRACCE DI SOFFERENZA, ORIGINE DI SPERANZA. Si tratta di solchi profondi: a volte simili a baratri, altre volte però molto vicini alla parte più ricca della terra, da cui nascono germogli vitali. Ed è su questa base che intendiamo rappresentare  il contenuto, positivo e negativo, dei solchi. Se anche dobbiamo riscontrare divisioni e idee non proprio attuali, ne dobbiamo prendere atto e considerare che forse proprio per questi motivi la violenza è un fenomeno attuale e non ancora espulso dalle dinamiche relazionali che governano i rapporti tra uomini e donne.

Abbiamo raccolto le opinioni: verifichiamo la presenza di convinzioni che portano con sé la rimozione. I violenti, per molti, sono sempre gli altri. Abbiamo osservato dolenti  rassegnazioni e altrettanto violente reazioni. Ma da questi estremi nasce una base sicura: il progetto di condivisione tra coloro che, donne e uomini, contrastano attivamente la violenza di genere. Una alleanza che avrà diffusione nel corso della serata multi artistica del 12 marzo 2010, al Teatro Vittoria di Torino: parole, suoni, voci e rappresentazioni grafiche.

Alla ricerca della parte più fertile dei SOLCHI.

Nel corso della serata verrà presentato il report sul rilevamento DE-FINIRE! LA VIOLENZA.  

Tutti i dati di un sondaggio da leggere e su cui riflettere.

Un altro passo, tra i molti possibili, per lasciarci alle spalle retaggi e pregiudizi e cambiare azioni e comportamenti”.

ANALISI SINTETICA – MONITORAGGIO ATTIVITA’ TELEFONO ROSA 2009

Nel corso del 2009, la violenza subìta ha obbligato 604 donne a rivolgersi al Telefono Rosa. Per la maggior parte di loro (più dell’80% dei casi) è la prima volta che si rivolgono all’Associazione. Quindi, altre centinaia di nuovi casi. Se per l’80,63% di loro la violenza segnalata è quella psicologica, nel 52,15% dei casi si tratta di violenza fisica e in quasi l’11% si parla, senza mezzi termini, di violenza sessuale. Importante il dato sullo stalking: lo segnalano il 17,72% delle donne. Si dimostra quindi che una normativa adeguata e una definizione precisa del fenomeno consente a molte donne di poter nominare esattamente la violenza subita e di accedere a norme di tutela, in primis, in campo giudirico.

Nel 78,48% si parla di violenza intrafamiliare; ma sono il 18,54% le violenze consumate al di fuori della famiglia. Pochissimi gli sconosciuti (solo l’1,49%).

Pochissime le donne che hanno subìto violenza o abusi nell’infanzia o nell’adolescenza: il dato è essenziale, tenendo conto che la letteratura, anche scientifica, evidenzia un aumento della vulnerabilità alla violenza nell’età adulta in donne già vittime di atti violenti nelle età più precoci della vita.

Devastanti gli effetti: problemi alimentari nel 40,58%, del sonno nel 52,38%, fisici in generale nel 34,37%, emozionali nel 60,25% delle donne accolte. In sostanza, cefalee, disturbi all’apparato gastrico, ansia, panico: oppure depressione, rabbia, angoscia. Numeri che significano costi personali elevatissimi ma anche costi sociali di grandissimo impatto.

FORUM-SONDAGGIO 2009/2010 – DE-FINIRE! LA VIOLENZA

Nei mille contributi finora analizzati, molti (41,30%) appartengono a uomini: ancora più interessante verificare che poco meno del 20% degli uomini che hanno portato il loro parere siano stati di età inferiore ai 18 anni.

Se per quasi il 36% delle donne la violenza è un retaggio culturale, solo per il 16% degli uomini è così. 

Non stupisce, purtroppo, il 28,57% di uomini che ritengono che la violenza si manifesti per la troppa libertà femminile; piuttosto, è strano che questo appartenga ancora al 13,12% delle donne.

Se poi andiamo a verificare le risposte che analizzano i termini che meglio descrivono la violenza contro le donne, se l’11,62% degli uomini la considera inevitabile, sono il 21,64% delle donne che la pensano così!

La violenza è “provocata” secondo il 7,67% delle utenti donne, ma ben dal 38,01% degli uomini. Imprevedibile, poi, che la violenza di genere sia considerata shoccante solo per il 6,30% degli uomini, contro il 27,60% delle donne: evidentemente, sono pochi gli utenti che comprendono e si sanno sintonizzare sul dolore, sull’angoscia e sull’incredulità delle vittime. Dati ancora più significativi nelle motivazioni alla violenza: ancora oggi, il 54% degli uomini pensa che la spinta sia il sesso e il 37,05% ritiene sia causa di un raptus; per le donne, le cause sono invece il dominio (52,64%) e l’odio (per il 41,91%).

Secondo gli uomini il maltrattatore o il violentatore sono soli (37,77%), stranieri (37,05%), malati (34,62%) e sadici (30,99%): appare ipotizzabile un ancestrale contesto di marginalizzazione e di rimozione della violenza, che appartiene, evidentemente, ad individui soli, stranieri o malati. Ma le donne non hanno convinzioni molto diverse: secondo loro, sono individui sadici (48,89%), rabbiosi (36,63%) ma anche malati (27,60%).

Come repressione verso lo stupro, su tanti questionari risulta la circostanza che vi sono uomini (20,58%) e donne (17,38%) che si sentirebbero più tranquilli con uno stupratore a piede libero purché castrato chimicamente.

Lo stigma sociale sarebbe utile per il 39,52% delle donne, e per il 23,73% degli uomini. Azioni terapeutiche psicologiche avrebbero invece senso per il 31,01% delle donne e solo per l’11,14% degli uomini.

A quanto pare, in conclusione, il potere maschile è ancora considerato del tutto naturale: con tutto quello che ne consegue……………anche come prezzo pagato, ogni giorno, dalle donne.

(Delt@ Anno VIII, n. 49  dell’8 Marzo 2010)   (Telefono Rosa – Piemonte)

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