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VIOLENZA. La questione è maschile

Pubblicato il 25 giugno 2010 da Redazione Delt@

(Roma) “Esiste una questione maschile che ha bisogno di una parola e di una pratica pubblica. Non basta dire che siamo contro la violenza maschile sulle donne. Crediamo in un’altra civiltà delle relazioni tra le persone, in una diversa qualità di vita, libera dalla paura e dal dominio, con una sessualità che sia altro dalla conferma della virilità e del potere dell’uomo sulla donna”.

L’intervento di Alessandra De Marco, Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri,  ha aperto la conferenza stampa organizzata presso la “Sala della Pace Giorgio La Pira” de la Provincia di Roma in occasione della presentazione del Progetto di Ricerca- Intervento per il recupero dell’uomo autore di violenza da titolo “Colpire non è virile”, ideato dall’Associazione-Onlus “Donna e Politiche Familiari”, con il patrocinio di  Solidea, Istituzione di genere femminile e solidarietà della Provincia di Roma.

“Aiutare non soltanto le donne vittime di violenza ma anche gli uomini autori della violenza- spiega Maria Grazia Passuello, Presidente di Solidea- è necessario per combattere il fenomeno della violenza di genere nella sua totalità”.

Individuare tra gli uomini che hanno agito violenza sulle donne quali potrebbero essere interessati a rileggere il loro comportamento con altre chiavi di lettura ed introdurre dei cambiamenti nel loro modo di pensare, sentire e agire, questa la mission del progetto “Colpire non è virile” con l’obbiettivo di mettere in discussione la cultura maschile. “Si tratta di scommettere- secondo Chiara Gambino, Vicepresidente Associazione Donna e Politiche familiari- su un cambiamento culturale e sociale che passi attraverso una messa in questione  degli uomini”. Il progetto prevede una ricerca-intervento sulle caratteristiche psicologiche dell’aggressore in un’ottica diversa rispetto a quella della “vittima”, con l’obbiettivo di riabilitare l’uomo.

Gli uomini autori di violenza e gli operatori del settore, Asl, Municipi e Associazioni di volontariato, potranno rivolgersi a degli esperti attraverso una linea telefonica per chiedere un supporto. “Il progetto è innovativo- sottolinea De Marco- perché permetterà di recepire la risposta degli uomini di fronte a questa novità”, uomini che saranno inseriti in dei gruppi pilota,  iniziando un percorso finalizzato a dare un  aiuto per affrontare un cambiamento, con incontri a cadenza settimanale, per un totale di 12 incontri in circa tre mesi, con il sostegno di due psicoterapeuti. “Una coppia di psicoterapeuti, formata da un uomo e una donna- spiega Simona Stefanile, Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Università La Sapienza-  li guiderà nel corso del progetto fornendo loro una nuova dimensione di coppia”.

Il conflitto coniugale, lo stress economico, la depressione, la giovane età, le violenze subite da bambini, sono soltanto alcuni dei fattori individuali, sociali e relazionali alla base del comportamento violento dell’uomo nei confronti della donna. “Gli uomini violenti- spiega Stefanile- non sono soltanto drogati o alcolizzati, non vivono per forza in condizioni socio-economiche svantaggiate”, bisogna superare gli stereotipi sulle caratteristiche degli aggressori “spesso la violenza- continua Stefanile- si nasconde dietro la coppia perfetta, dietro il professionista affermato e stimato da tutti”.

“La difficoltà maggiore è far ammettere agli uomini la violenza messa in atto- chiarisce Stefanile- perché nella maggior parte dei casi la colpa viene scaricata sulla moglie o compagna che meritava le percosse”. La violenza sulle donne in Italia è soprattutto violenza domestica, come rilevato dall’indagine Istat del 2006, entro le mura le donne sono vittime invisibili dell’uomo, gigante dai piedi d’argilla, che ha paura, vacilla, entra in crisi e non conosce altra relazione con la donna se non quella basata sul dominio. “Il lavoro, lungo ma da fare- secondo Passuello- è sulla cultura, sulla mentalità della gente. Bisogna dire no alla cultura del dominio per affermare la reciprocità, la parità anche nel rapporto”.

Già nelle Metamorfosi Ovidio descrive Apollo che caccia Dafne, lei non cede e viene trasformata in albero di alloro. Apollo le dirà “amor est mihi causa sequendi”, ovvero “è per amore che ti tratto così”. Amore è ben altro.

(Delt@ Anno VIII, n. 135-136 del 25-26 giugno 2010)                             Anna Lonìa

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