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VIOLENZA. La Camera dei Deputati approva nuova legge contro violenza sessuale

Pubblicato il 15 luglio 2009 da Redazione Delt@

(Roma) E’ stata approvata ieri dalla Camera, con un voto trasversale, la nuova legge sulla violenza sessuale. Il provvedimento, che ora va al Senato, è passato a scrutinio segreto con 447 sì e 29 no. Tra le novità più importanti la reclusione da sei a dodici anni di carcere per chi commette violenza sessuale e tempi di prescrizione raddoppiati. Ergastolo se lo stupro provoca la morte della vittima. Pene inasprite se la violenza viene commessa su minori. Inoltre, il progetto di legge prevede la possibilità per la presidenza del Consiglio e gli Enti locali di costituirsi parte civile nei processi. Starlciato, invece, l’articolo che prevedeva di affiggere le foto del ricercato, che molto probabilmente finirà in un provvedimento ad hoc sui rilievi fotografici. “Soddisfatta della decisione l’Udc: “Diamo atto alla relatrice di aver risolto l’unico punto dirimente rimasto nel provvedimento”, ha commentato Roberto Rao. Anche dal Pd è stato accolto con favore lo stralcio, che per la capogruppo in Commissione Donatella Ferranti, “ è un segnale positivo di uscita dalla logica della sola repressione”.
Per il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, “Il Governo ha ottenuto un eccellente risultato a favore delle donne e della loro libertà di autodeterminazione con la legge approvata. Si tratta di un pacchetto di norme senza precedenti che regolamentano materie delicate e complesse, a difesa anche dei minori e di contrasto ai maltrattamenti perpetuati ai danni di familiari e conviventi”.
La nuova legge nuova sulla violenza sessuale completa le disposizioni già inserite nel decreto sicurezza sullo stalking e sulle misure cautelari nei confronti dei responsabili di violenze sessuali, nonché il disegno di legge già approvato dal Consiglio dei Ministri che ratifica la Convenzione di Lanzarote in materia di adescamento dei minori. “Tale complesso normativo, che interviene ad appena 13 anni dalla modifica delle disposizioni del codice penale in materia, risponde all’impegno del Governo per la realizzazione di un effettivo rispetto della donna. In quest’ottica – prosegue Alfano – sono state riscritte sia le fattispecie di violenza sessuale che di violenza di gruppo, sono state individuate in maniera più efficace le aggravanti ed è stato inserito un nuovo reato relativo alla molestia sessuale, con la previsione di sanzionabili’ di un comportamento a esplicito contenuto sessuale, così come è stato modificato il reato di maltrattamento contro familiari e conviventi. Una particolare attenzione è stata rivolta ai minori tanto che, nella disciplina delle aggravanti, si è considerato il minore di anni 16, elevando così il limite di età che prima si riferiva al minore di anni 14″. Con queste norme, conclude Alfano, il Governo ha posto un altro importante tassello nella tutela della sicurezza dei cittadini”.
Ma vediamo in dettaglio cosa prevede la nuova legge:
AGGRAVANTI: scatteranno le circostanze aggravanti, cioè la reclusione da sette a 15 anni, quando la violenza sessuale è commessa sui minori di sedici anni (nel codice attuale la soglia d’età è quattordici anni); nel caso venga commessa con l’uso di armi, di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti; o da persona travisata o che simula la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; su una persona sottoposta a limitazioni di libertà personale; su una donna incinta; su persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica; su un disabile. Pene più severe anche se la violenza sessuale viene commessa da un ascendente, da
un genitore anche se adottivo o da un tutore o nel caso in cui il delitto avvenga sul luogo di lavoro con abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d’opera. Aumentano gli anni di reclusione fino a 16
anni se il fatto è commesso su un minore di dieci anni. Per quanto riguarda i maltrattamenti contro familiari e conviventi, la reclusione è dai due ai sei anni. La pena è maggiore se la vittima ha meno
di 14 anni; da 12 a 20 anni di reclusione, poi, se la vittima muore.
LESIONI GRAVI: La pena non può essere inferiore a otto anni se dalla violenza deriva una lesione
personale grave e se la lesione è gravissima la reclusione non può essere inferiore ai dieci anni.
MOLESTIE SESSUALI: Chiunque arreca molestia a qualcuno mediante un atto o un comportamento dai contenuti esplicitamente sessuali è punito con la reclusione dai sei mesi ai due
anni e con la multa da mille a 3mila euro.
VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO: Questo reato prevede la reclusione da sette a sedici anni (la
pena massima attuale e’ di 12 anni). Se ricorrono le circostanze aggravanti, la pena può arrivare a 20 anni e non può essere comunque inferiore a dodici anni se la vittima ha meno di dieci anni o se dalla violenza deriva una lesione personale grave, se la lesione personale è gravissima la pena non può essere inferiore a quindici anni. La pena è aumentata fino alla metà nel caso di recidiva mentre diminuisce per il partecipante che abbia avuto una minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato. Il provvedimento, infine, prevede la possibilità di promuovere, nell’ambito di programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione contro la violenza e discriminazione sessuale e la rilevazione dei fenomeni di stalking e di violenza sessuale.
(Delt@ Anno VII, N 152 del 15 luglio 2009)

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