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VIOLENZA. Italia chiede a ONU entro il 2010 una risoluzione per contrasto MGF

Pubblicato il 28 settembre 2009 da Redazione Delt@

(New York) Il governo italiano, che venerdì scorso ha partecipato a New York a una riunione allargata per stabilire i prossimi passi in difesa dei diritti delle donne, ha chiesto formalmente all’ONU di approvare entro il 2010 una risoluzione sulle mutilazioni genitali femminili.
Il progetto presentato dall’Italia si fonda su due pilastri: promuovere l’istruzione e reinserire socialmente coloro che praticano queste mutilazione per ‘disinnescare’ il ruolo negativo che potrebbero giocare contro gli sforzi per combattere il fenomeno. Secondo le statistiche, tra 100 e 140 milioni di donne sono state vittime di mutilazioni genitali e 3 milioni di bambine ogni anno in Africa rischiano di subirla. Si tratta di un fenomeno globale, praticato anche in alcuni Paesi asiatici e mediorientali e, attraverso i flussi migratori, in Europa, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti.
Al termine di una riunione con gli sponsor dell’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di rappresentanti di 15 Paesi africani, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha spiegato che in particolare oltre al documento che porti alla risoluzione entro fine anno delle Mgf, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ne approvi un altro sui diritti delle bambine.
“L’Assemblea Generale non ha mai votato una risoluzione sulle Mgf e entro la fine di questa sessione dell’Assemblea all’aula sarà sottoposto un testo”, ha detto Frattini ricordando come l’Italia
sia in prima fila nella lotta alle violenze sulle donne.
Frattini ha anche annunciato che nei prossimi mesi si terranno due vertici regionali in Africa sui due
documenti. Gli appuntamenti, già fissati, si terranno a novembre in Burkina Faso e in Senegal a gennaio per “allargare la partecipazione all’iniziativa a un numero più ampio di Paesi”.
“Non bastano le leggi, dobbiamo lavorare dall’interno e a livello globale, senza imporre soluzioni dall’alto”, ha detto il responsabile della Farnesina, sottolineando che l’Italia è a tutt’oggi tra i maggiori sostenitori economici delle iniziative internazionali contro le mutilazioni, che riguardano in
primo luogo le bambine”.
(Delt@ Anno VII, N 174 del 28 settembre 2009)

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