VIOLENZA. In Congo centinaia le donne violentate in pochi giorni
Pubblicato il 04 settembre 2010 da Redazione Delt@
(Roma) Uno stupro di massa spaventoso: 384 donne violentate in quattro giorni da bande di miliziani che hanno saccheggiato e devastato Luvungi, un villaggio nell’est della Repubblica Democratica del Congo – classificato dalla rivista Fund for Peace and Foreign Policy tra i cinque Paesi del mondo dove lo Stato è praticamente inesistente – sulla strada che da Walikale porta a Kisangani. Il villaggio è stato attaccato da mezzo migliaio di miliziani, di appartenenza, secondo fonti ONU, ai ribelli hutu ruandesi e ai gruppi di guerrieri tradizionali mai-mai. Uno scenario definito “terribile” dai primi soccorritori: “Le donne, violentate e bastonate davanti ai loro bambini e ai mariti, erano terrorizzate; piangevano a dirotto, quasi non badavano alle loro ferite. Alcune durante lo stupro sono state morsicate, altre selvaggiamente picchiate”, ha dichiarato Giorgio Trombatore capomissione e incaricato della sicurezza dell’organizzazione non governativa americana IMC (International Medical Corp).Gli aggressori non hanno ucciso nessuno e non hanno distrutto niente, volendo terrorizzare gli abitanti del villaggio e costringerli all’obbedienza a qualche capo milizia locale (la zona è molto ricca di minerali e il raid potrebbe essere una rappresaglia nella guerra per il controllo delle risorse)
Solo a metà agosto, in grave ritardo rispetto all’episodio criminoso, le truppe della MONUSCO (la Missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione del Congo), che hanno una base a 15 chilometri dal centro degli stupri, sono arrivate a Luvungi , adducendo come giustificazione che “nessuno dei civili che abbiamo incontrato in quei giorni o le autorità che abbiamo visto ci hanno detto nulla”, come ha dichiarato Madnodje Mounoubaye, portavoce della MONUSCO a Kinshasa. Ma è stato smentito subito dopo dalla portavoce di IMC, Margaret Aguirre secondo cui il coordinatore locale dell’organizzazione, Willie Cragin, già il 6 agosto aveva informato degli stupri a tappeto l’Ocha, l’ufficio dell’Onu che coordina gli affari umanitari. Dalle testimonianze dell’IMC due o trecento uomini sono entrati nel villaggio agendo con sangue freddo; hanno prima tranquillizzato la popolazione, raccontando che cercavano solo del cibo e volevano riposarsi, convincendola a non fuggire. Hanno così raccolto la fiducia della gente. Poche ore dopo, di notte e di soppiatto, è arrivato un altro gruppo di miliziani armati fino ai denti che ha iniziato a seviziare la gente e stuprare le donne. Dopo Luvungi, altri 16 piccoli villaggi intorno hanno subito la stessa sorte. Oltre alla violenza, le mogli dei villaggi hanno dovuto subire il ripudio dei mariti; le altre non troveranno più un uomo che voglia sposarle. Davvero, il minore dei mali.
(Delt@ Anno VIII, n. 161 del 6 settembre 2010)



