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VIOLENZA. Fermate gli orchi!

Pubblicato il 26 febbraio 2009 da Redazione Delt@

(Napoli) Lo si deve soprattutto al coraggio e alla lucidità della piccola vittima – un bambino di 12 anni!, ora in ospedale, dov’è assistito da uno psicologo – se ieri, nella città partenopea si è potuto chiudere il cerchio sul mostro che lunedì scorso ha violentato il minore in una delle tante stradine buie nei pressi della Stazione Centrale.
Suscita orrore e indigna ancora di più il fatto che l’uomo, recidivo (aveva tre anni fa abusato di un’altra bambina), fosse ancora a piede libero…libero di stuprare.
Gli agenti della Sezione Minori subito dopo avere ricevuto la denuncia della violenza subita dal 12enne hanno cercato innanzitutto i fascicoli di tutti i pedofili o sospetti che risiedono nella zona dell’Arenaccia. Successivamente hanno ascoltato decine di persone (gli amichetti, i famigliari della giovane vittima e le persone che lavorano nelle vicinanze del luogo dove è avvenuto lo stupro), grazie alle quali è stato possibile individuare e arrestare Pasquale Modestino, non uno sbandato ma una persona con un lavoro e una casa.
Una “ferita” e una vergogna, quest’ultima violenza, come dichiarato da Sandra Cioffi, esperta di infanzia e adolescenza, “che Napoli tutta sente sulla propria pelle”.
Quanto accaduto è orribile, inumano, e “l’arresto del carnefice non alleggerisce però il dolore che proviamo noi tutti per questo bambino dilaniato dalla violenza di un essere che di umano ha ben poco: né la pietà né gli istinti”, continua Cioffi, che avanza una proposta istituzionale forte ”a contrasto della situazione indifesa in cui troppe volte versano i bambini contro gli ‘orchi’ che ne insozzano l’innocenza”. “Di fronte a questi fatti reiterati – continua Cioffi – occorre una straordinaria mobilitazione politica e civile affinché la tutela dell’infanzia e adolescenza conquisti sempre di più un posto prioritario non solo nell’agenda del Paese ma anche della nostra regione e della città. Propongo pertanto un’iniziativa incisiva quale la convocazione di una seduta comune della Regione, del Comune e della Provincia alla presenza di uno o più rappresentanti del governo e integrata dagli interventi del prefetto, del questore, dei responsabili delle forze dell’ordine al fine di studiare una strategia d’azione concreta e condivisa e provvedimenti d’urgenza atti a tutelare al meglio l’infanzia di una città come Napoli già così fortemente provata”.
Sul caso si è espressa anche la Ministra delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, definendo “ uno scandalo quanto avvenuto a Napoli, dove un pedofilo, già denunciato per lo stesso reato tre anni fa, ha stuprato un bambino di dodici anni.
“Fortunatamente – aggiunge la Ministra – episodi come questi non potranno avvenire più. La Convenzione di Lanzarote, ratificata recentemente dal Consiglio dei Ministri, prevede, infatti, l’istituzione di una banca dati del Dna per gli stupratori e pene più severe per chi osa commettere violenze contro i più piccoli. Il Governo sta facendo tutto il possibile per prevenire questi crimini orrendi, fermare l’escalation.
Un particolare ringraziamento alle forze dell’ordine che, con tempestività, hanno individuato il colpevole”.
”Accolgo con un sospiro di sollievo l’arresto del presunto autore dello stupro avvenuto a Napoli ai danni di un bambino di 12 anni. Una violenza che non esito a definire barbara e che mi auguro venga sanzionata con il massimo rigore, se le responsabilità dell’uomo saranno confermate in sede processuale”, afferma ancora Barbara Saltamartini, capogruppo del Pdl e responsabile delle Pari Opportunità di An. ”La pedofilia è una piaga devastante – prosegue la parlamentare – per la quale non può che esistere un’unica parola d’ordine: tolleranza zero. Fermare questi ‘orchi’ che senza scrupoli abusano di bambini e bambine, rubandone l’infanzia e distruggendone per sempre l’esistenza, rimane la nostra fondamentale priorità”.
Proprio ieri Telefono Azzurro ha diffuso i dati sulla violenza ai minori, sottolineando che “ L’abuso sessuale rappresenta il 15% dei casi di abuso gestiti dalle linee d’ascolto di Telefono Azzurro. Il 73,3% dei casi riguarda ragazze, e la classe d’età maggiormente esposta è quella sotto i dieci anni. La cerchia familiare (madre, padre, parenti) è quella all’interno della quale avvengono la maggior parte degli abusi sessuali. Nel 30,7% dei casi (percentuale maggiore) l’abusante è il padre. Nel 19,6% dei casi un conoscente. Nel 9,2% dei casi un estraneo”.
”In casi come questo di Napoli emergono ancora una volta alcune priorità che tutti, istituzioni in primis, ci dobbiamo dare” – sottolinea Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro -.’Bisogna che la presa in carica terapeutica delle vittime segua dei protocolli di dimostrata efficacia: servono percorsi formativi appropriati e risorse adeguate per qualificare tutte le figure professionali coinvolte nei casi di abuso”. A giudizio di Caffo, ’manca poi una seria riflessione sul trattamento degli autori degli abusi, per i quali ci si limita alla sola risposta carceraria. E’ chiaro che così ci si può esporre a casi di recidiva. Soprattutto, non va dimenticato che al centro del processo c’e’ un bambino, e che la priorità assoluta deve essere quella della prevenzione”.
(Delt@ Anno VII, N. 40 del 26 Febbraio 2009)

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