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VIOLENZA. 25 NOVEMBRE IN EMILIA-ROMAGNA: DONNE CONTRO LA VIOLENZA

Pubblicato il 21 novembre 2017 da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

Martedì 21 novembre 2017

25 NOVEMBRE IN EMILIA-ROMAGNA: DONNE CONTRO LA VIOLENZA
Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne fornendo i dati
dei centri relativi al 2017 (al 31 ott.)

Negli ultimi mesi il tema della violenza contro le donne è salito
nuovamente agli onori della cronaca: le molestie sessuali perpetrate da
grandi personaggi del cinema internazionale hanno scandalizzato
l’opinione pubblica. La scia di denunce è arrivata anche nel nostro
paese, dove molte donne hanno denunciato molestie e violenze di cui
avevano taciuto per paura o vergogna.

Anche quest’anno ricorre la Giornata internazionale contro la violenza
sulle donne e una riflessione è d’obbligo: le donne continuano a subire
violenze e soprusi ma aumenta il numero di coloro che decidono di
parlarne apertamente e/o di denunciare, nonostante la colpevolizzazione
che spesso devono subire a livello personale e mediatico.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, come ogni
anno, celebra il 25 Novembre con una riflessione a partire dai dati di
monitoraggio sulla violenza relativi al 2017 (dati al 31 ottobre) che
quest’anno ha coinvolto 14 centri, uno in più rispetto allo scorso anno:
l’UDI di Bologna.

Le donne che in Emilia-Romagna si sono rivolte a un centro antiviolenza
al 31/10/2017 sono in totale 3506. Nello stesso arco temporale dell’anno
precedente, il 2016, erano state 2930. Del totale delle donne accolte,
3139, pari all’89,5%, hanno subito violenza. Di queste, 2360, il 75,2%,
sono nuovi contatti. Aumenta quindi nel 2017 il numero complessivo delle
donne che si sono rivolte ad un centro antiviolenza, in parte perché un
nuovo centro ha partecipato alla rilevazione; in parte perché anche in
Emilia-Romagna le donne che decidono di parlare e di uscire dalla
situazione di violenza sono sempre di più. Merito di una maggiore
consapevolezza e anche del lavoro di sensibilizzazione che i centri
antiviolenza svolgono da sempre.

Significativo il dato relativo alla provenienza delle donne nuove
accolte che hanno subito violenza, le donne provenienti da altri paesi
sono infatti per il 64,6%, (1497) italiane e per il 35,4% (821)
straniere. Le donne straniere continuano a costituire più di un terzo di
tutte coloro che chiedono aiuto ai centri antiviolenza della regione
(dato in linea con l’anno precedente).

Per quanto riguarda le forme di violenza subite dalle donne accolte, le
più diffuse sono le violenze psicologiche (2102 donne pari all’89,1%),
seguite dalle violenze fisiche (1505 donne, il 63,8%), dalle violenze
economiche (935 donne, il 39,6%) e da quelle sessuali (339 donne, il
14,4%%).

La grande maggioranza delle donne che si rivolgono ai centri
antiviolenza della regione per chiedere aiuto subisce violenza da
partner o ex partner, nel contesto quindi di una relazione di intimità:
si tratta infatti per lo più di donne sposate o conviventi con figli/e.
Considerando la presenza di figli/e, le donne accolte con figli/e al
31/10/2017 sono 1644 e rappresentano il 75,1% delle donne nuove accolte
che hanno subito violenza.

Quando si parla di violenza contro le donne spesso ci si dimentica che
la violenza si estende ai figli e alle figlie delle donne che la
subiscono. I minori che subiscono violenza diretta o assistita al
31/10/2017 sono 1481, pari al 55,2% di tutti i figli/e delle donne
accolte.

Cosa spinge le donne a rivolgersi a un centro antiviolenza? Stando ai
dati al 31/10/2017, al primo posto fra i bisogni espressi dalle donne
accolte figurano: la richiesta di informazioni (1269 donne il 53,8%); la
richiesta di un colloquio successivo di accoglienza (1103 donne, il
46,7%%); di strategie e consigli (907 donne, il 38,4%); il bisogno di
raccontare e sfogarsi (797 donne il 33,8%); di assistenza o consulenza
legale (517 donne il 21,9%).

Nei casi in cui le violenze sono più gravi, e vi è una situazione di
pericolo, le donne chiedono ospitalità nelle case rifugio. Le donne
ospitate al 31/10/2017 sono state complessivamente 226 (nello stesso
frangente di tempo, nel 2016 erano state 192), i figli/e 236 (nello
stesso frangente di tempo, nel 2016 erano stati 191), per un totale di
462 donne e figli/e ospitati. Al 31/10/2016, le donne e figlie/e
ospitati complessivamente erano 383. Rispetto al 2016 si nota quindi un
aumento delle donne ospitate, probabilmente dovuto all’aumentare delle
donne che vengono ospitate in strutture di emergenza.

Per quanto riguarda la forma di violenza più estrema, il femicidio, i
dati ci dicono che nel 2016 sono state 12 le donne uccise dalla violenza
maschile in Emilia-Romagna. È ancora in corso di elaborazione il dato
relativo al 2017. L’assenza di un Osservatorio nazionale sul
femminicidio rende prezioso il paziente lavoro di ricerca di volontarie,
come il Gruppo femicidio della Casa delle donne per non subire violenza
di Bologna.

Dichiara Samuela Frigeri, Presidente del Coordinamento dei centri
antiviolenza dell’Emilia-Romagna: “Per contrastare efficacemente la
violenza contro le donne, è necessario il lavoro di tutti/e, a partire
dalle istituzioni. Anche i media hanno una responsabilità, perché spesso
le loro narrazioni del femicidio vittimizzano e colpevolizzano le donne
invece di innescare quel processo di trasformazione culturale di cui
tanto il nostro paese ha bisogno. La grande manifestazione nazionale che
si terrà a Roma il prossimo 25 novembre rappresenta una presa di parola
delle donne in Italia contro la violenza e contro la cultura della
violenza che alimenta discriminazioni e soprusi contro le donne”.

Samuela Frigeri
Presidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

cell. 334 6152733

Coordinamento dei Centri antiviolenza
dell’Emilia-Romagna

• Casa delle donne per non subire violenza – Bologna
• Sos Donna – Bologna
• Udi – Bologna
• Vivere Donna – Carpi
• SOS Donna Onlus – Faenza
• Centro Donna Giustizia – Ferrara
• Trama di Terre – Imola
• Demetra Donne in aiuto Onlus – Lugo
• Casa delle donne contro la violenza – Modena
• Centro Antiviolenza Onlus – Parma
• La Città delle Donne – Piacenza
• Linea Rosa Onlus – Ravenna
• Nondasola – Reggio Emilia
• Rompi il silenzio Onlus – Rimini
Referente per la stampa:

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