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USCIRE DALLA VIOLENZA IN TEMPO DI CRISI – Coord. dei Centri regionale dei Centri antiviolenza

Pubblicato il 25 novembre 2015 da redazione

“Uscire dalla violenza in tempo di crisi”
Camst, l’associazione nazionale D.i.Re. – Donne in rete contro la
violenza e la Regione Emilia-Romagna al fianco del Coordinamento
regionale dei Centri antiviolenza per indagare l’impatto della crisi
economica sui percorsi delle donne che subiscono violenza.
Bologna, 25 novembre – In occasione della giornata internazionale contro
la violenza sulle donne, il Coordinamento dei Centri antiviolenza della
Regione Emilia-Romagna lancia il progetto di ricerca-azione “Uscire
dalla violenza in tempo di crisi”, in collaborazione con la Regione
Emilia-Romagna, l’Associazione nazionale D.i.Re. (Donne in Rete contro
la violenza) e Camst – azienda leader nel settore della ristorazione -
da sempre impegnata in progetti volti a sostenere l’universo femminile.
Il progetto si pone l’obiettivo di indagare quanto sta accadendo oggi in
Italia, a seguito della crisi economica, in relazione al fenomeno della
violenza di genere.
L’attuale crisi economica incide e se sì in che misura sulle violenze
che le donne subiscono e in generale, sui comportamenti degli
aggressori? Che cosa ha spostato nella vita delle donne, che si trovano
in una situazione di violenza, la presenza di condizioni di vita così
dure e difficili, determinate dall’attuale crisi economica? Che cosa va
cambiato negli interventi dei soggetti che compongono le reti di
sostegno per far fronte alle sfide che la situazione pone e dare
risposte utili e appropriate alle donne che subiscono violenza? A queste
e ad altre domande la ricerca cercherà di rispondere, colmando un vuoto
conoscitivo su questo tema.
Da qui la rilevanza del progetto di ricerca-azione, coordinato da
Giuditta Creazzo, che nasce da un’idea del Gruppo Osservatorio, composto
dalle referenti delle associazioni del Coordinamento regionale dei
Centri antiviolenza. La ricerca si basa sulla comparazione dei dati
raccolti dai Centri antiviolenza della regione Emilia-Romagna, prima e
dopo l’inizio della crisi, diretta a verificare la presenza di
cambiamenti. I dati quantitativi saranno accompagnati da interviste in
profondità e focus groups a testimoni privilegiati, che coinvolgeranno
operatrici e operatori dei servizi generali e dedicati, condotti in
alcune aree urbane, secondo il metodo del case-study.
L’impegno di Camst – prima azienda italiana ad aver attivato in
collaborazione con D.i.Re. percorsi di inserimento lavorativo di donne
vittime di violenza presso le proprie strutture, con al suo attivo 32
donne assunte – si pone come elemento di continuità all’interno di un
percorso, che ha l’obiettivo di sostenere le donne che ancora oggi si
trovano a dover affrontare pregiudizi, ostacoli e situazioni di
violenza. “La nostra è una Cooperativa che investe sulle persone spiega
Antonella Pasquariello, Presidente Camst. Dei nostri circa 12.000
lavoratori, il 92% è rappresentato da donne, da qui un riguardo
particolare all’universo femminile”. Aiuti concreti ma allo stesso tempo
attività di sensibilizzazione e di ricerca. “È in questa direzione,
dunque, che abbiamo deciso di appoggiare la ricerca del Coordinamento
regionale, rinnovando il dibattito su questo tema, conclude
Pasquariello, nell’attesa dei risultati che saranno resi pubblici nel
2016”. “Il progetto, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, si
inserisce con coerenza nel percorso di conoscenza e studio del fenomeno
della violenza di genere che l’ente sostiene da anni. La
conoscenza – ha sottolineato l’assessore regionale alle Pari opportunità
Emma Petitti – di un fenomeno ancora per molti aspetti sommerso, è un
presupposto fondamentale per la messa a punto di politiche e pratiche di
prevenzione e contrasto efficaci. L’impatto della crisi economica sui
percorsi di uscita dalla violenza delle donne che ne sono vittima, che
rappresenta l’oggetto della ricerca, risulta utile alla comprensione
delle criticità e delle ulteriori sfide cui sono chiamate in questi anni
le istituzioni. Ciò per identificare i cambiamenti intervenuti in
relazione alla situazione di violenza vissuta, alle risorse disponibili
per la fuoriuscita nonché agli interventi e alle nuove domande che in
relazioni ad essi si pongono”. D.i.Re., l’associazione che raccoglie 73
Centri antiviolenza presenti in tutto il Paese, sostiene il progetto con
l’obiettivo di allargare la prospettiva, portando la riflessione sul
territorio nazionale.
Attraverso la divulgazione dei risultati della ricerca-azione, il
Coordinamento regionale dei Centri antiviolenza, la Regione
Emilia-Romagna, Camst e D.i.Re. intendono aprire il dibattito su questo
tema e sulle iniziative dirette a farvi fronte, in diversi contesti e
realtà italiane. Il progetto prevede la realizzazione in itinere di
pubblicazioni di carattere scientifico-divulgativo e di un volume finale
di approfondimento, la cui presentazione avverrà in occasione di eventi
organizzati in collaborazione con i Centri antiviolenza in diverse città
italiane. Gli eventi saranno diretti a coinvolgere sia operatrici e
operatori che lavorano sul tema, sia responsabili di politiche
istituzionali di intervento, sia la cittadinanza.


Casa delle donne per non subire violenza Onlus
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