Categorizzato | MONDO-NEWS

SUDAN Diritti umani, pantaloni a rischio frustate

Pubblicato il 14 luglio 2009 da redazione

Lubna Ahmed al Hussein, una giornalista locale, insieme ad altre 12 donne, il 3 luglio scorso, dopo essere state fermate in un ristorante, sono state arrestate con l’accusa di indossare dei pantaloni, e quindi per abbigliamento indecente.

Dieci delle donne arrestate – ha raccontato alla Bbc la giornalista che lavora anche per la missione delle Nazioni Unite in Sudan – dopo essersi dichiarate colpevoli hanno ricevuto dieci frustate. Per le altre tre, tra cui la giornalista, la polizia ha inviato il dossier alla magistratura che deve però ancora fissare una data per la prima udienza. Intanto Lubna ha deciso di distribuire 500 inviti a giornalisti e ad alte personalità del Paese invitandole ad assistere all’esecuzione della sua pena che, in caso di condanna, dovrebbe essere di 40 frustate.

Lubna Ahmad al-Hussein, che scrive per il giornale di sinistra ‘al-Sahafa’, come alcune delle donne arrestate, vive a Khartoum dove vige invece la legge islamica, che prevede 40 frustate per abbigliamento “indecente”. In un’intervista mandata in onda dalla tv al Arabiya, Lobna Ahmed al Hosseini appare vestita con l’abito ‘incriminato’ che per l’accusa equivale a “un atto osceno”. La donna, che indossava un paio di pantaloni marroni e una grande sciarpa color verde a coprirle la testa, ha affermato di “non avere mai smesso questi abiti dal mio arresto”, avvenuto quattro giorni fa.

Al Hossein, nota attivista per i diritti umani, ha mostrato in tv i biglietti d’invito che ha inviato a “amici e organizzazioni” per assistere al suo processo: “sono cartoncini come gli inviti per le nozze – ha affermato Lobna – perché voglio che la gente veda con i propri occhi e ascolti con le proprie orecchie quale atto osceno avrei commesso con questi vestiti, che indosserò anche in tribunale”. La donna ha spiegato che l’articolo 152 del codice penale sudanese per cui è stata rinviata a giudizio “parla di atti osceni in luogo pubblico”, quando invece “il battaglione della polizia che ha fatto irruzione alla festa, dove eravamo in 300 tra uomini e donne, ha portato via solo le donne che portavano pantaloni”, come lei. Lobna, ha anche denunciato che le 10 ragazze che hanno subito la flagellazione pubblica e un’ammenda sono state “processate per direttissima senza la presenza di un legale”. Tra l’altro tra di esse ci sono 4 ragazze “non musulmane” e “altre tre che sono minorenni”, ha detto la giornalista. “La fedina penale di queste tre minorenni” ha concluso la giornalista “sarà quindi macchiata da una condanna per atti osceni in luogo pubblico, e chi spiegherà ai ben pensanti che non hanno fatto niente di illecito?”

(Delt@ Anno VII, N 151 del 14 luglio 2009)

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Current
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT

Tags |, , ,

    • VIOLENZA. Farnesina: Terzi celebra Giornata mondiale contro mutilazioni femminili
    • VIOLENZA. Carfagna: non fermare impegno contro mgf
    • VIOLENZA. Nirenstein (pdl), mutilazioni genitali femminili intervento barbarico
    • VIOLENZA. Germontani (FLI), infibulazione inammissibile in Italia
    • VIOLENZA. Fornero, contrastare atteggiamenti violenza donne
    • VIOLENZA. Mgf, progetto pilota nelle scuole toscane
    • RAPPRESENTANZA. Fornero: vigilerò sulla presenza di donne nei cda
    • SALUTE: a Roma Centro Fecondazione per donne affette da endometriosi
    • LUTTI. Morta Anna Maria Longo, storica dirigente di sinistra
      novembre 2019
      lun mar mer gio ven sab dom
       123
      45678910
      11121314151617
      18192021222324
      252627282930 

      Archivio anni