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SUDAFRICA Una ricerca su violenza sessuale e HIV

Pubblicato il 22 giugno 2009 da redazione

Il Medical Research Council ha pubblicato in questi giorni un rapporto intitolato “Understanding men’s health and use of violence: interface of rape and HIV in South Africa”,Comprendere la salute degli uomini e il loro ricorso alla violenza: interfaccia tra la violenza e l’HIV in Sud Africa.

Lo scopo della ricerca era quello di comprendere l’uso della violenza sessuale in un campione casuale di uomini e descrivere il legame tra stupro, violenza sulla partner e HIV. Gli studiosi si aspettavano di trovare un tasso di sieropositivi tra gli stupratori nettamente superiore rispetto a chi non aveva commesso abusi sessuali, ma così non è stato. Il valore della ricerca non è comunque stato inficiato, perche sono emersi dati preoccupanti sull’altissimo numero di violenze sessuali, sull’altissimo numero di malati di HIV e anche un dato inaspettato: l’alto tasso di sieropositivi tra gli uomini violenti nei confronti della partner, ma non hanno commesso abusi all’esterno.

Lo studio è stato condotto in tre distretti nelle province di Eastern Cape e di Kwa Zulu Natal estendendosi sia nelle aree rurali che in quelle urbane e nelle città. I ricercatori hanno selezionato casualmente le unità familiari in cui svolgere la ricerca e in ogni unità familiare è stato intervistato un uomo tra i 18 e i 49 anni. Ogni intervista è stata seguita da un questionario e da un prelievo del sangue per il test dell’HIV (i campioni di sangue sono stati analizzati nei laboratori del National Institute for Communicable Diseases a Joannesburg).

Dalla ricerca è emerso che il 27,6% degli intervistati è stato autore di abusi sessuali. Molti di loro  hanno violentato più di una volta e la violenza ai danni di una sconosciuta o comunque di una donna che non sia la loro fidanzata o moglie è più frequente dello stupro della propria partner.

L’8,9% ha ammesso di aver abusato di una donna con la complicità di uno o più uomini, quando la donna opponeva il suo rifiuto ad avere un rapporto sessuale o quando era ubriaca da non potersi difendere. Sono stati riferiti casi di violenza anche su uomini o ragazzi, il 2,9% degli intervistati dice di esserne stato autore, il 16,8% dice di aver fatto un tentativo a riguardo e il 5,6% di aver provato a violentare uomini o ragazzi negli ultimi 12 mesi.

Tra gli uomini che hanno ammesso di aver violentato una donna, almeno la metà ha ripetuto il crimine su altre donne. Interrogati sull’età il 9,8% degli intervistati ha ammesso di aver forzato per la prima volta una donna ad un rapporto sessuale, quando non aveva ancora dieci anni, mentre la maggior parte (46,5%) ha commesso il primo stupro intorno ai 15 anni.

Gli autori della ricerca ritengono che l’età sia significativa, così come i bassi livelli di istruzione, l’assenza di genitori, i traumi subiti e le differenze razziali (eminenti uomini di colore rappresentano una porzione considerevole tra gli autori di stupri). Altri fattori significativi su cui il rapporto richiama l’attenzione sono le idee profondamente radicate sulla virilità dell’uomo sud-africano.

Per quanto riguarda il legame tra uso della violenza sessuale e HIV, come ho accennato, non si nota un significativo distacco tra stupratori e non stupratori, emerge, infatti, che hanno contratto il virus in una percentuale del 19% gli autori di violenze e il 18% degli uomini che non ne ha mai commesse. La percentuale di sieropositivi tra gli stupratori scende tra quelli che hanno commesso violenze nel passato mentre è molto alta tra coloro che hanno abusato di uomini. Un livello molto elevato di sieropositivi si trova tra gli uomini violenti con la propria partner, almeno il 40% ha l’HIV anche se solo il 14% di essi ammette di aver commesso violenze anche fuori dal rapporto di coppia.

Sebbene non vi sia una differenza considerevole, nella contrazione del virus, tra chi ha commesso stupri e chi non ne ha commessi, resta impressionante la percentuale dei malati di HIV nel campione di uomini presa in esame. Gli autori della ricerca si dicono allarmati per l’alto tasso di violenza sessuale e l’alto tasso di HIV, soprattutto negli uomini tra i 25 e i 45 anni.

Nel rapporto si legge che, per un’efficace lotta contro lo stupro, la società deve debellare le idee di mascolinità e virilità, basate sul riconoscimento di diritti sessuali ai soli uomini. È necessario inoltre un insieme di cure più completo per le vittime di stupro che non presti attenzione solo alla profilassi per prevenire i rischi di contagio da HIV, ma sia in grado di fornire anche un supporto psicologico alle donne. Gli autori concludono il rapporto insistendo che la prevenzione all’HIV deve incorporare la promozione di rapporti di genere più equilibrati, per la riduzione di modelli di mascolinità che espongono a comportamenti sessuali rischiosi. Lo studio del MRC descrive una situazione che non accenna a migliorare e sulla quale non esiste ancora un’attenzione adeguata nella nostra società.
(Fonte: http://www.mrc.ac.za/gender/men_exec_smry.pdf )

(Delt@ Anno VII, N. 133 del 22 giugno 2009) Carla Fronteddu

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