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ROMA. Che genere di programmi? Percorsi e canoni per una scuola che cambi

Pubblicato il 07 dicembre 2012 da redazione

19 febbraio 2013 13:00a21 febbraio 2013 13:00

Che genere di programmi?

Percorsi e canoni per una scuola che cambi

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che-genere-di-programmi_cfp

corso di formazione su sguardi di genere e didattica rivolto a docenti delle scuole

19-20-21 febbraio 2013

Sapienza Università di Roma

Facoltà di filosofia, lettere, studi umanistici, studi orientali – Aula Odeion

piazzale Aldo Moro, 5 – Roma

Le istituzioni e i programmi scolastici continuano a presentare l’illusione di un sapere neutro e asessuato, ma chi lavora nella scuola si confronta già, quotidianamente, con le trasformazioni in atto nei ruoli di genere e con la necessità di affrontare in classe il tema delle relazioni tra donne e uomini.

Il corso di formazione Che genere di programmi? Percorsi e canoni per una scuola che cambi si propone di fornire il bagaglio di competenze necessarie per affrontare questi temi, promuovendo la diffusione della metodologia degli studi di genere nella didattica delle diverse discipline scolastiche.

Il corso, rivolto al corpo docente della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, è organizzato dal Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze» (Sapienza-Università di Roma), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio provinciale di Roma.

Esistono discipline per maschi e altre per femmine? Quali strategie sono oggi possibili per mettere in discussione gli stereotipi di genere e i ruoli sessuali riprodotti nei programmi e nei libri di testo? Quali strumenti didattici possono essere utilizzati a scuola per affrontare la questione della differenza sessuale, del sessismo nella lingua e della sessuazione del sapere in generale?

Come mostrare a studentesse e studenti la fondamentale importanza della differenza di genere nel mondo in cui vivono, e quanto essa incida sulle possibilità che vengono offerte loro? In che modo la scuola può favorire la libera espressione delle diverse identità sessuali, promuovendo le pari opportunità e il rispetto delle differenze? Quali buone pratiche potrebbero trasformarsi in linee guida per i programmi scolastici?

È sufficiente riconoscere il ruolo del femminismo nella storia, e il contributo delle donne nelle diverse discipline, tramite un meccanismo che includa i nomi femminili in un canone che finora è stato costruito solo al maschile? Oppure è necessario introdurre gli studi di genere come una prospettiva critica che attraversi ogni ambito disciplinare?

Il corso si propone come un’occasione per rispondere a questi interrogativi, fornendo gli strumenti utili per affrontarli in classe. I lavori si articoleranno in tre giornate, dedicate a diversi ambiti disciplinari: una per letterature, linguaggi, arte; una per storia, geografia, cittadinanza, diritto, economia; una per filosofia, scienze, matematica, fisica e scienze motorie.

Ogni giornata sarà suddivisa in una sessione antimeridiana, in cui si alterneranno le relazioni di insegnanti ed esperte/i che affronteranno il tema dell’insegnamento in una prospettiva di genere, e una sessione pomeridiana, destinata ai lavori di gruppo, che avranno l’obiettivo di produrre materiali didattici ed eventuali proposte di revisione dei programmi scolastici.

Le relazioni, selezionate anche tramite una call for papers (con scadenza 8 gennaio 2013), si concentreranno sia su questioni teoriche e metodologiche, sia su casi di studio, esperienze di buone pratiche, percorsi didattici. Dopo il 15 gennaio 2013 sarà disponibile il programma dettagliato.

Programma provvisorio

9.30 registrazione

10.00 – 13.30 relazioni

13.30 – 14.30 pausa pranzo

14.30 – 17.00 workshop

Il Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze» è impegnato da più di dieci anni nella diffusione degli studi delle donne e di genere nell’università e nella scuola.

Per maggiori informazioni: www.sguardisulledifferenze.org

E-mail: sguardisulledifferenze@gmail.com

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CALL FOR PAPERS / INVITO A PRESENTARE PROPOSTE

(scadenza 8 gennaio 2013)

Che genere di programmi?

Percorsi e canoni per una scuola che cambi

Corso di formazione su sguardi di genere e didattica rivolto a docenti delle scuole

19-20-21 febbraio 2013

Sapienza Università di Roma

Facoltà di Filosofia, Lettere, Studi Umanistici, Studi orientali – Aula Odeion

piazzale Aldo Moro, 5 – Roma

Destinatari/e:

Personale docente delle scuole di ogni ordine e grado.

È previsto l’esonero dal servizio secondo le normative vigenti.

Organizzazione:

Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze» (Sapienza-Università di Roma) con il patrocinio della Presidenza del Consiglio provinciale di Roma.

Articolazione e finalità del corso:

Il corso di formazione ha l’obiettivo di introdurre uno sguardo di genere nella didattica delle diverse materie scolastiche (letterature, lingue, arte, diritto, storia e cittadinanza, filosofia, scienze, matematica, fisica, geografia, scienze motorie, economia).

Al mattino sono previsti interventi di insegnanti ed esperte/i delle discipline; il pomeriggio è destinato ai lavori di gruppo, con l’obiettivo di produrre materiali didattici.

Una parte delle relazioni sarà scelta tra le proposte di intervento inviate in risposta al presente invito.

Come e quando inviare le proposte:

Il Laboratorio «Sguardi sulle Differenze» invita a proporre interventi sugli aspetti teorici e pratici dell’insegnamento (esperienze, percorsi didattici, ecc.) nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, in una prospettiva di genere.

A chi intenda partecipare con un proprio contributo, chiediamo di far pervenire il titolo o l’argomento dell’intervento entro il 23 dicembre 2012 a sguardisulledifferenze@gmail.com.

Inoltre, un breve riassunto/abstract dell’intervento (massimo 400 parole) dovrà essere inviato allo stesso indirizzo entro l’8 gennaio 2013.

Argomenti dei contributi:

Gli interventi (della durata massima di 20 minuti) potranno riguardare le seguenti tematiche:

  1. strategie di decostruzione degli stereotipi di genere

I programmi e i libri di testo spesso riproducono, senza metterli in discussione, gli stereotipi che riguardano il genere e i ruoli sessuali.

- In che modo le scelte didattiche possono indurre a una riflessione sugli stereotipi e contribuire alla loro decostruzione?

- In che modo mostrare a studenti e studentesse l’importanza della differenza di genere nel mondo in cui vivono, e quanto questa incida sulle possibilità che vengono offerte agli uomini e alle donne?

- In che modo la scuola può consentire l’espressione di identità sessuali in piena libertà e consapevolezza?

- Quali buone pratiche potrebbero entrare come linee guida nei programmi scolastici?

  1. costruzione/decostruzione dei canoni

Nell’insegnamento delle letterature e della filosofia, la scuola ha costruito nel tempo un canone di autori e di (pochissime) autrici. Ogni canone stabilisce un criterio di inclusione/esclusione.

- In che modo (attraverso quali scelte di programmazione, percorsi, pratiche) l’insegnamento può proporre anche una discussione del canone e suscitare una riflessione sui meccanismi della sua costruzione?

- Quali cambiamenti si potrebbero proporre nei programmi, per consentire un’offerta di materiale di studio che mostri il problema della costruzione dei canoni in tutta la sua varietà e complessità?

3. aspetti teorici e metodologici

- Ci sono discipline per maschi e altre per femmine?

- È vero che, nei fatti, le discipline scientifiche allontanano le studentesse? E se questo è vero, la responsabilità sta negli stereotipi di genere, nell’impostazione tradizionale dell’insegnamento o in che altro?

- In che modo la didattica delle materie scientifiche può adottare un’ottica di genere e quali cambiamenti si potrebbero proporre nei programmi scolastici?

  1. proposte di unità didattiche ed esempi di buone pratiche

- Come reagiscono gli studenti e le studentesse di fronte alla discussione degli stereotipi di genere?

- Quali strategie (legate all’uso della lingua, all’articolazione dei contenuti, anche in prospettiva interdisciplinare) possono essere più efficaci per favorire la riflessione all’interno delle classi?

- In che modo attraverso l’insegnamento si può sottoporre all’attenzione di studenti e studentesse l’esistenza di saperi sessuati, ossia di saperi in cui gli uomini e le donne sono i soggetti e i protagonisti delle discipline oggetto del loro studio?

Possono essere proposti anche temi per workshop e tavole rotonde.

Informazioni sulle attività del Laboratorio di studi femministi Anna Rita Simeone «Sguardi sulle Differenze» sono disponibili sul sito www.sguardisulledifferenze.org.


Sguardi sulle Differenze
Laboratorio di studi femministi «Anna Rita Simeone»
Università di Roma La Sapienza
http://www.sguardisulledifferenze.org
sguardisulledifferenze@gmail.com

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