Categorizzato | CULTURE

PREMI. Le vincitrici de L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza

Pubblicato il 31 maggio 2011 da redazione

(Milano) Si è svolta ieri  mattina la cerimonia di premiazione L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza che, con la collaborazione della Commissione Nazionale per l’Unesco, anche quest’anno ha selezionato cinque giovani scienziate italiane assegnando loro una borsa di studio del valore di 15.000 euro ciascuna, a sostenere la loro attività di ricerca e il loro contributo al progresso scientifico.

 Alla cerimonia, svoltasi presso la Sala di rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano, hanno preso parte: Emma Bonino, Vicepresidente del Senato della Repubblica, Lara Comi, Deputata al Parlamento Europeo Gruppo PPE-DE e Vice-Presidente della Commissione IMCO, Enrico Decleva, Rettore dell’Università degli Studi di Milano, Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Giorgina Gallo, Presidente e Amministratore Delegato L’ORÉAL Italia, Fabiola Giannotti, Direttrice dell’esperimento Atlas del CERN, Giovanni Puglisi, Rettore dell’Università IULM e Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e Umberto Veronesi, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia e Presidente della Commissione Giudicatrice delle Borse di Studio.

 Le cinque vincitrici si sono distinte tra quasi trecento candidature pervenute da tutta Italia per i loro progetti di ricerca nel campo delle Scienze della Vita e della Materia. Questi i loro nomi: Silvia Alboni – farmacologa (Università di Modena e Reggio Emilia), Ilaria Cacciotti – ingegnera medica (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Roberta Censi – tecnologa farmaceutica (Università di Camerino), Chiara Gambardella – biologa (Università di Genova), Agnese Ilaria Telloni – matematica (Università di Modena e Reggio Emilia).

 Nel corso della cerimonia Maria Latella, direttora del settimanale A, ha moderato la tavola rotonda “Meritocrazia e ricerca scientifica in Italia, una strada possibile?” da cui sono emerse alcune proposte concrete per sostenere la carriera dei migliori talenti in ambito scientifico.

 “L’Oréal è felice di celebrare ancora una volta le donne impegnate nel campo scientifico e di valorizzare il loro percorso. Quest’anno, inoltre, ricorre il centenario del Premio Nobel per la Chimica ricevuto da Marie Curie, ineguagliabile modello d’ispirazione per le giovani ricercatrici, e l’occasione ci dà modo di riflettere su un aspetto importante: l’incontro tra le figure più affermate e le nuove generazioni – ha dichiarato Giorgina Gallo, Presidente e Amministratora Delegata L’Oréal Italia – Lo scambio, la contaminazione culturale e la diversità sono aspetti che stanno molto a cuore a L’Oréal. Nel corso di questi anni abbiamo fatto tanto in questo senso, creando una comunità di più di 1000 scienziate, perché crediamo che sostenere la carriera scientifica significhi soprattutto promuovere i momenti di confronto affinché si incoraggino la nascita di nuove scoperte e delle grandi innovazioni.

 “Il Premio L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza è tra i progetti che maggiormente sostengono la ricerca al femminile” -  ha affermato il Professor Umberto Veronesi, Presidente della Giuria, durante la cerimonia di premiazione – “le giovani ricercatrici e in generale le nuove generazioni hanno bisogno del nostro aiuto e sono come sempre orgoglioso di partecipare a tale iniziativa perché credo nel futuro e in coloro che adesso fanno enormi sacrifici per garantire alle prossime generazioni una vita migliore.”

 Nato nel 1998 su iniziativa di L’Oréal e UNESCO, “For Women in Science” è stato il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico. Oggi si inserisce nell’ambito di un vasto programma incentrato sulla promozione della vocazione scientifica a livello internazionale e volto a riconoscere l’operato delle ricercatrici di tutto il mondo. Fin dalla sua nascita, il programma “For Women in Science” ha scelto di premiare con un contributo di 100.000 $ cinque candidate, una per ciascuno dei cinque continenti.

 Questo impegno su scala globale è stato rafforzato dalla creazione di borse di studio. Infatti, oltre ai premi alle 5 laureate, sono attribuite ogni anno 15 Borse internazionali e numerose borse di studio nazionali a giovani ricercatrici. Dal 1998 a oggi sono state sostenute nel loro percorso di carriera ben 1086 ricercatrici. In Italia il programma “L’Oréal Italia Per le Donne e la Scienza” è giunto alla sua nona edizione. Ogni anno assegna 5 borse di studio del valore di 15.000 euro. Fino ad ora sono state assegnate 45 borse di studio ad altrettante scienziate.          A margine del convegno intervenuta la scrittrice  Dacia Maraini: “Le donne nel mondo della ricerca e del lavoro ci sono già. Ma spesso non hanno voce e non arrivano ai vertici dove c’e’ ancora molta discriminazione. Nel settore della medicina tanto per fare un esempio – dichiara – la maggior parte dei dottori è costituita da donne. Il problema, però, è che quando si sale di grado e si arriva ai vertici gerarchici e amministrativi le donne scompaiono. Si può ricorrere alle quote rose per rimuovere queste ingiustizie e per abbattere i muri che impediscono alle donne di accedere a posizioni professionali di prestigio. Quello delle quote è  un principio che sembra antipatico, ma può aiutare a creare un incentivo e delle regole più equilibrate sulla distribuzione dei posti”.

 ”C’e’ ancora molto da fare per raggiungere la vera parità uomo-donna. Una società che non investe a sufficienza sulle donne, non è una vera società civile”. E’ quanto afferma Lella Golfo, deputata del Pdl e presidente della Fondazione Bellisario, autrice di una proposta di legge sulle ‘quote rosa’ nei Consigli di amministrazione delle società quotate. “La sottorappresentazione delle donne nei Cda è frutto di un problema culturale. Lo dimostra il fatto che nelle professioni in cui si accede per concorso le donne riescono a ricoprire posti apicali, nelle altre professioni invece, subentra la volontà politica che blocca l’ascesa delle donne.  Il mondo della ricerca, come quello dell’imprenditoria, è pieno di talenti ‘rosa’, ma sono soffocati, non riescono a emergere. Lo Stato deve intervenire per agevolare le donne nel lavoro. Anche il congedo di paternità può essere uno strumento volto a sostenere le donne nel mercato”, continua la presidente della fondazione Bellisario. “Il rischio è la sempre temuta fuga di cervelli proprio verso quei Paesi, come gli Stati scandinavi, che invece investono molte risorse a favore delle donne”, conclude

 (Delt@ Anno IX, n. 121 del 31 maggio 2011)

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Current
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT

Tags |, , ,

    • VIOLENZA. Farnesina: Terzi celebra Giornata mondiale contro mutilazioni femminili
    • VIOLENZA. Carfagna: non fermare impegno contro mgf
    • VIOLENZA. Nirenstein (pdl), mutilazioni genitali femminili intervento barbarico
    • VIOLENZA. Germontani (FLI), infibulazione inammissibile in Italia
    • VIOLENZA. Fornero, contrastare atteggiamenti violenza donne
    • VIOLENZA. Mgf, progetto pilota nelle scuole toscane
    • RAPPRESENTANZA. Fornero: vigilerò sulla presenza di donne nei cda
    • SALUTE: a Roma Centro Fecondazione per donne affette da endometriosi
    • LUTTI. Morta Anna Maria Longo, storica dirigente di sinistra
      luglio 2019
      lun mar mer gio ven sab dom
      1234567
      891011121314
      15161718192021
      22232425262728
      293031EC

      Archivio anni