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POLITICA. Anche Margaret Fuller oggi starebbe dalla parte di Emergency

Pubblicato il 19 aprile 2010 da Redazione Delt@

(Roma) Riceviamo da Mario Bannoni, Rappresentante Italiano del Comitato U.S.A. per il Bicentenario di Margaret Fuller Ossoli  e volentieri pubblichiamo: “Quest’anno è il bicentenario di Margaret Fuller Ossoli, la scrittirce e giornalista americana che durante la Repubblica Romana del 1849 collaborò con la Belgiojoso, inventrice dell’assistenza umanitaria ai feriti, senza distinzione di patria e di credo politico e religioso, ancor prima che nascesse la Croce Rossa.

Come giornalista, i reportage di Margaret da Roma informavano l’America e il mondo di quale scempio di vite umane e di bellezze artistiche facevano le cannonate dei francesi, venuti secondo loro a salvare Roma dall’anarchia, ma di fatto ad abbattere una Repubblica democraticamente eletta a suffragio universale.

Come dirigente dell’ospedale Fatebenefratelli, Margaret non faceva distinzione: accolse i feriti che difendevano la Repubblica, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero (c’erano romani, emiliani, lombardi, ungheresi, polacchi e anche francesi), insieme a coloro che la Repubblica volevano abbattere per far tornare il governo clericale: francesi e napoletani, tanto che alla caduta di Roma i francesi indirizzarono un caloroso ringraziamento ai priori dell’ospedale, senza sapere che a organizzare l’assistenza lì ci fosse stata addirittura una donna, un’americana, una repubblicana e, per di più, di religione protestante.

Lo studio di questa donna eccezionale, la cui figura cercheremo di far meglio conoscere nel corso del convegno a lei dedicato il giorno 23 maggio 2010, ore 9.30 presso la Sala Assunta dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, nonché la biografia che il sottoscritto le sta dedicando, mi permette di affermare con assoluta certezza che se Margaret Fuller Ossoli fosse oggi qui, si schiererebbe certamente anche lei dalla parte di Emergency, dei suoi operatori e di Gino Strada, per l’opera umanitaria e disinteressata che svolgono con tanto zelo e abnegazione.

Ieri come oggi, chi s’impegna con sprezzo del pericolo a favore del prossimo, ripudiando la guerra come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali e inorridisce per le enormi sofferenze inflitte alle popolazioni civili, è offeso e denigrato: la Belgiojoso, Margaret Fuller e le loro tante eroine anonime furono accusate calunniosamente dai vertici clericali d’aver fatto morire i feriti tra le braccia delle prostitute e di aver negato loro i conforti religiosi.

Come si vede, la storia si ripete, quando non è possibile togliere di mezzo un testimone scomodo che opera a favore del prossimo e denuncia i soprusi dei violenti, il mezzo usato continua ad essere sempre la calunnia e la delegittimazione”.

(Delt@ Anno VIII, n. 79  del  19  aprile  2010)  

 

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