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POLITICA. A Roma le rappresentanti dei comitati Se non ora quando?

Pubblicato il 04 ottobre 2011 da redazione

(Roma) Dopo il primo incontro nazionale Se non ora quando? che si è svolto il 9 e 10 Luglio a Siena, i comitati di tutta Italia non si sono dispersi tra gli ombrelloni, ma hanno continuato a lavorare sui molteplici aspetti della condizione di genere in Italia, a coltivare le relazioni tra di loro e al loro interno e a creare occasioni per radicarsi e farsi riconoscere nei propri territori.

Per tutta l’estate, le donne dei vari comitati hanno condiviso i propri documenti e le proprie iniziative sul blog del comitato promotore http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/), non lasciando dubbi sul fermento e sull’attivismo femminile distribuito lungo tutto il Paese e, allo stesso tempo, rendendo evidente, di giorno in giorno, la forte domanda di stare insieme e di sostenersi a vicenda.

Impossibile ignorare un segnale politico così forte. La determinazione a cambiare l’ordine delle cose e il forte desiderio di partecipazione da parte delle donne, ha spinto il comitato promotore  ad indire un incontro nazionale tra le rappresentanti di tutti i comitati, che si è tenuto domenica 2 ottobre a Roma, presso la Casa internazionale delle donne.

All’interno della sala intitolata alla femminista Carla Lonzi, un centinaio di donne da tutto il Paese si sono scambiate esperienze e contenuti e si sono lasciate con un impegno e una promessa: ritrovarsi entro novembre con proposte concrete, per dettare l’agenda politica delle donne.

Sebbene in questo momento di crisi nazionale molti soggetti della società civile si stiano mobilitando, Se non ora quando? non farà altrettanto e non darà vita ad una nuova manifestazione a breve termine. La rete SNOQ, ha sostenuto Serena Sapegno, non deve farsi travolgere dall’emergenza, ma essere presente sempre e solo secondo la sua specificità e in questo momento Esserci significa occuparsi del declino dell’Italia, avanzando proposte serie e concrete.       Accomunate dalla consapevolezza della situazione attuale, infatti, le donne di SNOQ sentono e vogliono assumersi la responsabilità di trainare il Paese fuori da questa condizione. Come ha precisato con forza Francesca Izzo, la crisi economica, politica, sociale ed etica è direttamente collegata al modo in cui il potere ha evitato e continua ad evitare l’ingresso delle donne nella sfera pubblica. Il momento storico in cui ci troviamo è la prova degli effetti devastanti di questa secolare miopia, ma le donne della rete sono decise a ricontrattare il patto. Le donne, è stato infatti ripetuto con forza, sono una risorsa di cui il Paese non può più privarsi, a dispetto dell’ottusità di chi non vuole riconoscere questa evidenza.

Da Bolzano a Siracusa, passando per Sassari, hanno preso parola le rappresentanti di 23 comitati. Dagli interventi è risultato immediatamente chiaro che i gruppi SNOQ sono accomunati, in primo luogo, dal carattere dell’intergenerazionalità. È forse per la prima volta nella storia del movimento femminista, che donne di età anche molto distanti tra loro lavorano fianco a fianco verso obiettivi comuni, senza soffocare né lasciare al margine la specificità di nessuna.

Sempre in tema di intergenerazionalità, a Bologna, all’interno della rete SNOQ, si è formato un gruppo di lavoro di donne tra i 25 e i 30 anni impegnato a ripensare il lavoro in un ottica di genere e generazionale, allo scopo di elaborare elementi utili per l’agenda politica e coinvolgendo tutti i comitati locali, con i quali desiderano darsi appuntamento ad autunno inoltrato a Bologna.

La proposta del comitato bolognese è stata subito recepita dalla sala e riconfermata a conclusione dei lavori, quando Cristina Comencini ha chiesto a tutti i comitati interessati di mettersi in contatto con le compagne bolognesi.

Le esperienze raccontate dalle varie rappresentanti hanno messo in luce ulteriori elementi in comune, a cominciare dal fatto che molti comitati si sono già impegnati, con modalità diverse, ad aprire un canale di dialogo con le istituzioni presenti nei loro territori, come nella felice esperienza del Comitato delle donne milanesi con la nuova amministrazione.

Tutti i comitati, infine, si sono confrontati sul tema della crisi e delle conseguenze che l’attuale situazione economica e politica produrrà sulla vita delle donne e di conseguenza, sul tema del welfare e del lavoro. A questo proposito il comitato di Siena, ad esempio, ha dato vita al suo interno ad un gruppo di lavoro impegnato a studiare le ricadute della manovra finanziaria sulle donne.

L’iniquità della manovra finanziaria nei confronti delle donne, del resto, non è altro che  il riflesso della scarsa presenza femminile nei luoghi di decisione politica, altro tema sul quale sono piovute analisi e aspettative. La difficile condizione di genere in Italia, tuttavia, non si riassume esclusivamente nell’analisi politico-economica e non sono mancati interventi sulla dimensione simbolica e culturale. Uno dei temi di riflessione cari alla rete SNOQ è appunto quello della rappresentazione del corpo femminile, non a caso il 13 febbraio il comitato promotore aveva invitato tutti e tutte a mobilitarsi per rivendicare la dignità femminile, continuamente messa in mora da immagini e parole offensive e sessiste.

Durante l’incontro del 2 ottobre, welfare, lavoro, rappresentanza e rappresentazione sono stati dunque riconfermati come i grandi temi che uniscono i comitati locali e sui quali le donne vogliono far valere il proprio peso.

Oltre ai comitati SNOQ erano presenti Pina Nuzzo dell’UDI- Unione delle donne in Italia, che ha richiamato all’unità e ha comunicato l’iniziativa organizzata dalla sua associazione “LIBERE DI LAVORARE-Il lavoro delle donne” che si terrà a Bologna il 15 Ottobre, Alessandra Mancuso che ha presentato la neonata associazione di giornaliste GIULIA- Giornaliste Unite Libere Autonome, Cristina Gramolini vicepresidente di Arcilesbica Nazionale, che ha posto il tema del riconoscimento delle unioni tra donne dello stesso sesso e ha sollecitato la rete a far sì che le donne lesbiche si sentano parte del movimento, e ancora la Casa delle donne di Torino, dalla quale è giunto il richiamo alla battaglia contro proposte di legge che vogliono snaturare i consultori, e le Archeologhe che resistono, che  hanno posto l’accento sulla necessità di sostenere e promuovere le candidature femminili.

A conclusione dell’intensa giornata di lavoro, Cristina Comencini ha esortato le rappresentanti di tutti i comitati a restare unite e a coinvolgere quante più donne possibile, sforzandosi di evitare le frammentazioni e concentrandosi piuttosto nella costruzione di un percorso condiviso a partire dagli elementi in comune. Il secondo impegno con cui si sono salutate le donne della rete è quello lavorare ad una serie di contenuti, a partire dai quali dettare l’agenda politica e sui quali i comitati si confronteranno durante il prossimo incontro. Queste sono considerate due premesse indispensabili per dar vita ad un’eventuale mobilitazione futura, perché le donne vogliono esserci e vogliono esserci con la ricchezza delle loro proposte.

(Delt@ Anno IX, n. 187 del 4 ottobre 2011)                Carla Fronteddu

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