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PARI OPPORTUNITA’. Per la democrazia contro la decimazione della presenza femminile nel Comune di Napoli

Pubblicato il 30 marzo 2014 da redazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato sottostante, sottoscritto da donne di diverse associazioni e singole di diversi orientamenti.

Stefania Cantatore, dell’UDI di Napoli, sottolinea che  ”la rappresentanza di genere è una questione alta di legalità mentre l’elezione di Marco Nonno a vicepresidente del Consiglio Comunale sancisce e conferma la concessione di ampi spazi a forze che incarnano l’arroganza criminale del branco”.

COMUNICATO STAMPA
a seguito del presidio di donne nel Consiglio Comunale di Napoli del 25 Marzo
Dimissionaria la Vicepresidente Elena Coccia, la presidenza del consiglio resta senza la componente femminile.
Poche donne nel Consiglio di Napoli grazie allo strapotere delle lobbies maschili dei partiti, solo tre le donne su undici assessorati, la delega alle pari opportunità nelle mani del Sindaco pongono il Comune e la Giunta fuori dalle regole Europee e dalla Costituzione che nell’art. 51 recita “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”. Lo stesso Statuto del comune recita al titolo I art.3 punto B “opera per superare le discriminazioni esistenti e per determinare le effettive condizioni di pari opportunità”

La pochezza del dibattito che si è svolto nell’aula consiliare sotto gli occhi straniti delle donne che erano presenti per manifestare il proprio dissenso non ha lasciato alcuno spazio a soluzioni per garantire una rappresentanza di genere, da più parti sollevate e richieste, ed il Sindaco nel suo discorso conclusivo non ha fatto neanche accenno a questa legittima rivendicazione delle donne presenti.
Questa triste giornata ha segnato un ulteriore passo verso la monosessuazione del massimo organo cittadino e la marginalizzazione delle donne nel governo della città, la totale indifferenza verso le regole e le scelte che altrove segnano lo spartiacque nelle scelte di civiltà.
Riteniamo che dopo aver avanzato l’invito ad un ripensamento ed aver ricordato i rischi di simili pratiche politiche sia opportuno per noi adempiere a percorrere tutte le vie politiche, ed anche quelle legali, per porre riparo ad una ferita sempre più larga alla democrazia.
Oggi le donne si sono ritrovate a mobilitarsi spontaneamente ma occorre che si prosegua in un percorso unitario per garantire la rappresentanza di genere e per riportare con forza nell’agenda urbana le nostre istanze a cominciare dalla casa delle Donne.

Sottoscrivono: Elena Pagliuca, UDI Napoli, Stefania Cantatore, Paola Silvi, Laura Capobianco, Annamaria Cicellyn Comneno, La casa delle donne a Napoli, Liliana Valenti, Laura Fiore, Raffaella Paola D’onofrio, Sara Coppola, Comitato194, Simona Ricciardelli, Adriana Buffardi, Iaia De Marco, Carmela Palomba, Rosanna Simeone, Antonella Cammardella, Raffaella Capuozzolo, Clara Pappalardo. Arcidonna Napoli

Napoli, 27 Marzo 2014

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