Categorizzato | PARI OPPORTUNITA'

Pari opportunità. Avvocate pagate meno dei colleghi

Pubblicato il 17 luglio 2009 da Redazione Delt@

(Roma) E’ stata presentata ieri nella sede del Consiglio Nazionale Forense, la ricerca condotta dall’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) che indaga la disparità di trattamento economico tra avvocate e colleghi. La professione forense, dunque, non fa eccezione rispetto alle altre categorie professionali ed è composta da avvocati che mediamente vi accedono in età non più giovane. Il reddito delle donne è inferiore alla metà di quello dei colleghi uomini, benché
oggi esse rappresentino oltre il 45% del totale della categoria. Disaggregando i dati, – evidenzia la ricerca – affiora una doppia condizione delle donne: la loro assenza dai vertici del
ceto forense (attualmente nel Consiglio Nazionale Forense non siede neppure una donna) e dell’ordine giudiziario (per i magistrati va appena meglio perché, su 58 posti per funzioni direttive nazionali, le donne sono rappresentate da una sola unità) ma una presenza non più sporadica a livello territoriale.
In particolare, denota la ricerca, se all’interno dell’ avvocatura c’e’ un gruppo di donne che ha cominciato a scalare i vertici ordinistici raggiungendo i ruoli apicali, questo fenomeno non è certamente isolato dal momento che circa il 30% dei consiglieri degli ordini con incarichi nell’ufficio di presidenza è donna. Con queste premesse, dunque, la governance della categoria rimane solidamente nelle mani degli avvocati maschi di età compresa tra i 50 ed i 60 anni. Per quanto riguarda i giovani, i laureati del gruppo giuridico che riescono a conseguire il titolo di studio negli anni previsti dall’ordinamento universitario sono appena il 10%, tutti gli altri accumulano ritardi che per un 9% è di un anno e per il restante 80% è ben maggiore. Gli studenti di giurisprudenza si laureano mediamente a 28 anni e impiegano quattro anni per conseguire il titolo di abilitazione, è quindi difficile non convenire sul loro tardivo ingresso nel mondo del lavoro. Un’obiettiva condizione
di svantaggio, aggravata da una crescente difficoltà di ritagliarsi spazi di mercato soddisfacenti. Il numero spropositato di avvocati, tanto più in un momento di forte recessione, altera, infatti, il fisiologico meccanismo concorrenziale ne’la scelta, che in tanti hanno fatto, di limare verso il basso i propri compensi sono destinata a pagare. C’e’ un punto oltre il quale, emerge dalla ricerca (condotta sulle tre istituzioni rappresentative della classe forense, ossia Cnf, Cassa di Previdenza e i singoli Consigli dell’Ordine), la prestazione viene resa sottocosto, ovvero è diseconomica: l’unico effetto compensativo in tal caso è poter disporre di un robusto “portafoglio clienti”.
(Delt@ Anno VII, N 154 – 155 del 17 – 18 luglio 2009)

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Current
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT

Tags |,

    • VIOLENZA. Farnesina: Terzi celebra Giornata mondiale contro mutilazioni femminili
    • VIOLENZA. Carfagna: non fermare impegno contro mgf
    • VIOLENZA. Nirenstein (pdl), mutilazioni genitali femminili intervento barbarico
    • VIOLENZA. Germontani (FLI), infibulazione inammissibile in Italia
    • VIOLENZA. Fornero, contrastare atteggiamenti violenza donne
    • VIOLENZA. Mgf, progetto pilota nelle scuole toscane
    • RAPPRESENTANZA. Fornero: vigilerò sulla presenza di donne nei cda
    • SALUTE: a Roma Centro Fecondazione per donne affette da endometriosi
    • LUTTI. Morta Anna Maria Longo, storica dirigente di sinistra
      luglio 2019
      lun mar mer gio ven sab dom
      1234567
      891011121314
      15161718192021
      22232425262728
      293031EC

      Archivio anni