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PARI OPPORTUNITA’. Il libro bianco SorElle d’Italia 2011

Pubblicato il 17 gennaio 2011 da redazione

(Milano) Nel pomeriggio di ieri  presso l’Università Bocconi di Milano è stato presentato Sorelle d’Italia di Elle (vedi Delt@ del 17 gennaio) libro bianco di 15 proposte concrete per migliorare la vita delle donne (e quella degli uomini, con l’obiettivo di fornire un supporto alle proposte di legge già in Parlamento e uno stimolo a nuove iniziative per portare il paese al livello dei migliori esempi europei.

Sono state scelte 100 donne di talento nel campo della moda, del design, della comunicazione d’impresa per contribuire a elaborare idee e proposte che possano migliorare la vita delle altre donne per le quali Elle ha promosso l’iniziativa scaturita nelle 15 proposte che ieri sono state presentate.

La fotografia delle donne del nostro paese che ci mostra il libro bianco  è  articolata: poche le differenze tra il Nord e il Sud; simile il sentire delle giovani e di quelle più anziane. Il lavoro è un cardine fondamentale della loro vita: è realizzazione personale, indipendenza, libertà. Le professioni non hanno più sesso: ognuna si sente in grado di poter fare quello che crede. Se però le donne non hanno più stereotipi, soffrono nel realizzare che altri li hanno e, intorno, in effetti, c’è chi pensa ancora che una ragazza vada bene come infermiera ma non come chirurga.

Il 97%, si dice a favore del congedo obbligatorio per i papà alla nascita del figlio. Il 76% si dichiara pronta a ricorrere all’adozione in caso non potesse avere figli e il 66% alla fecondazione assistita. E nella conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro, il 63% delle donne crede che lo strumento migliore sia una maggiore flessibilità degli orari di lavoro.

  Le donne accettano anche di fare autocritica e muovono dei rimproveri alla loro stessa categoria: non sanno fare squadra, non hanno imparato uno stile di comando originale, quando fanno carriera sono peggio degli uomini. L’amore, quello romantico, resta uno dei cardini fondamentali della vita e la coppia è vissuta come una condizione ovvia e fondamentale. Certo, non è più inossidabile ed è esposta a turbolenze e rotture; eppure, anche se chiedono una tutela per le coppie di fatto, il matrimonio è considerato l’unica, vera forma di unione tra due persone. Tramontato il mito della single: non che sia una condizione negativa, ma solo da giovani: non va bene dopo i quaranta. Chiamate a scegliere cosa sacrificare per fare carriera, solo il 4% rinuncia alla vita di coppia e il 7 ad avere dei figli. Importantissima la maternità: un figlio dà un senso alla vita, tanto che per averlo le donne sono disposte a fare qualsiasi cosa, anche ad essere madri sole e per questo auspicano una revisione della legge 40 e adozioni più facili.

Nuovo anche il vissuto dei rapporti con gli uomini: l’88 per cento ritiene che un uomo sia in grado di occuparsi di un bambino piccolo e il 57 che possa sostituire la madre nella cura dei figli, tanto che il 74 per cento auspica l’introduzione anche in Italia del congedo di paternità obbligatorio. Anche il lavoro casalingo è vissuto come una scelta, e però la maggioranza chiede che sia riconosciuto dallo Stato. Il fatto che sia scomparso l’antagonismo sociale, non significa però che tutto vada bene: la nuova donna a tutto tondo, quella che non vuole rinunciare né al lavoro né ai figli, è una donna molto affaticata, tanto che il 52 per cento dice che oggi la vita delle donne è più difficile di ieri.

La mole di informazioni raccolte dall’Istituto Piepoli sono state la base sulla quale costruire proposte facilmente realizzabili e condivise. Con la collaborazione degli studiosi più autorevoli e delle associazioni più impegnate, dopo aver individuato le criticità – un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,4 figli per donna), un tasso di occupazione femminile sotto il 50%, la fatica a conciliare le due vite in una con pochi servizi e scarsa flessibilità – i gruppi di lavoro di Elle hanno avanzato le loro proposte. Basterebbero queste quindici, semplici cose, per fare un’Italia migliore”.

Il 46 per cento delle donne ritiene che la precarietà professionale sia “la prima causa nel frenare il desiderio di avere un figlio” e il 56 si sente “discriminata” perché ha un bambino, oppure potrebbe averne uno. Anche il congedo per i papà, obbligatorio (da 2 a 6 settimane) è un obiettivo ambizioso, e piace al 97 per cento.

Adozioni più facili, revisione della legge 40 (che vieta la fecondazione eterologa), allargamento delle rete di asili nido (l’obiettivo europeo sarebbe il 33 per cento, siamo all’11,7 con quelli pubblici e intorno al 17-18 con quelli privati), scuole a tempo pieno, lavoro flessibile, anche per brevi periodi (e sennò a che cosa serve tutta questa tecnologia?).

Il Libro Bianco propone “contributi figurativi (cioè pagati dall’Inps e non dal datore di lavoro) di 24 mesi per il primo e di 12 mesi per il secondo figlio (e gli altri a seguire) in sostituzione dell’anticipo della pensione per le donne; integrazioni contributive per i periodi di lavoro part-time per ragioni di cura e la possibilità di anticipare la pensione, sia per gli uomini sia per le donne, in caso di cura di un anziano non autosufficiente”.

Poi c’è la questione dell’età pensionabile che tanti dibattiti e risse ha provocato.L’equiparazione tra uomini e donne a 65 anni produrrà un ‘tesoretto’ di 3 miliardi 750 milioni in un decennio. Un risparmio di 242 milioni l’anno. Bene, usiamolo per politiche di conciliazione: asili nido, voucher per baby sitter e badanti. Altra buona idea, al punto 10: meno tasse per le imprese che assumono donne, e premi per quelle che mettono in atto buone pratiche rosa. Si tratta, d’altronde, di  richieste molto ragionate, e per una volta, il punto di partenza è una conclusione: se migliora la vita delle donne, migliora la vita di tutti, come sostiene Danda Santini, direttrice di Elle.

Alla presentazione, la sindaca di Milano Letizia Moratti, la Ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, la Vice Presidente del Senato, Emma Bonino, la Direttrice di Elle Italia, Danda Santini, il professor Lorenzo Peccati e la professoressa Paola Profeta dell’Università Bocconi, l’Amministratrice Delegata dell’Istituto Piepoli, Guja Tacchi.

Moratti ha sottolineato come “puntare sulle donne non è solo un atto di eguaglianza sociale, ma anche un fattore di crescita economica. Quello che mi ha sempre affascinato di Milano e che oggi mi affascina come Sindaco, è la forza delle donne milanesi, la loro capacità di mettere passione nel lavoro e nelle mille cose che affrontano nel corso della giornata. Milano, infatti, è la prima città italiana per tasso di occupazione femminile e ha già raggiunto gli Obiettivi di Lisbona. Delle 279.142 imprese presenti sul territori, 57.076, il 20%, sono ‘rosa’. Servono il coraggio di rompere gli schemi tradizionali e proporre alle donne ruoli e responsabilità per consuetudine maschili e investire su servizi di qualità che consentano alle donne di conciliare il lavoro e la famiglia. Milano è una città dove si investe molto sui servizi sociali, è un modello nel welfare a livello nazionale e internazionale”. La sindaca ha concluso ricordando l’investimento del Comune di Milano nell’educazione e a sostegno delle donne, un investimento che si concentra anzitutto sulla promozione della professionalità di chi ogni giorno si prende cura dei più piccoli, della loro crescita.

(Delt@ Anno IX, n.  8 del 18 gennaio 2011)   

 Leggi proposte

(Delt@ Anno IX, n.  7 del 17 gennaio 2011)

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