PARI OPPORTUNITA’. Un Women per l’uguaglianza di genere nell’ ONU
Pubblicato il 05 luglio 2010 da redazione
(Roma) Venerdì 2 luglio è nata UN WOMEN, la nuova entità per l’uguaglianza di genere delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, il 30 giugno scorso, una risoluzione che prevede la nascita di un’agenzia, la quale, sotto la guida di un nuovo Sottosegretario generale, riunisca quattro associazioni preesistenti: l’UNIFEM (Fondo di Sviluppo Onu per le donne); il DAW (Divisione per il Progresso delle Donne); l’INSTRAW (Istituto per la Ricerca Internazionale e la Formazione finalizzata al progresso femminile); e l’OSAGI (Ufficio del Consigliere Speciale per il Segretario Generale dell’ONU sulle questioni di genere e sul progresso femminile). Si tratta di un importantissimo risultato frutto della campagna GEAR (Riforma dell’Architettura per l’Uguaglianza di Genere), che rappresenta una rete di oltre 300 gruppi che combattono per la giustizia sociale e i diritti umani delle donne in tutto il mondo e che considerano la creazione dell’ente in questione un basilare passo in avanti nel processo di emancipazione femminile, necessario per risolvere problematiche quali lo sviluppo economico dei paesi arretrati, le violazioni dei diritti umani, le preoccupazioni umanitarie, la pace e la sicurezza. Numerose organizzazioni femminili e altri gruppi della società civile operano efficacemente in tutto il mondo da quattro anni, ossia da quando le Nazioni Unite hanno stabilito un Gruppo di ricerca mondiale per la coerenza facente parte della Riforma delle Nazioni Unite nel 2006. Charlotte Bunch del Centro per la Leadership Globale delle Donne (CWGL) all’Università Rutgers, e membro fondamentale della Campagna GEAR, ha affermato, “Noi nutriamo elevate aspettative su questa agenzia e la vogliamo rendere un solido pilastro affinché l’avanzamento dei diritti umani delle donne costituisca un elemento centrale degli sforzi della politica globale per ridurre la povertà e raggiungere livelli elevati di pace e di democrazia nel mondo. La coalizione dei gruppi femminili e altre organizzazioni a favore della giustizia sociale, dei diritti umani e dello sviluppo che hanno svolto un ruolo basilare in questo sforzo rivolgerà ora i propri sforzi nell’assicurare che il nuovo corpo sia dotato delle risorse umane e finanziarie per avere successo”. Particolarmente valevoli di attenzione nella risoluzione sono i paragrafi riguardanti l’importanza della partecipazione della società civile all’interno della nuova entità. Queste parti sottolineano come l’ente debba godere di una maggiore presenza operativa a livello nazionale compreso l’impegno con altri gruppi di donne e altre organizzazioni della società civile che si occupano di uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile. Le reti globali, nazionali e regionali della Campagna GEAR hanno il compito di lavorare insieme ai rappresentanti delle Nazioni Unite a tutti i livelli sotto la guida di nuovo sotto-segretario generale, il quale, una volta nominato, assicurerà un’adeguata connessione con organizzazioni sul campo pronte a fornire la loro esperienza e il loro supporto. Appena la nuova entità sarà sviluppata, i sostenitori di GEAR continueranno nel sostenere l’implementazione del programma, concentrandosi su quattro punti: in primo luogo una partecipazione della società civile a tutti i livelli che sia significativa, sistematica e ramificata; secondo, una forte capacità operativa a livello nazionale e internazionale; terzo, un sostegno economico costante; ed infine, una forte leadership, costituita da un sottosegretario generale che combini una visione globale con un’esperienza dell’uguaglianza di genere maturata sul campo. “Sappiamo che è soltanto l’inizio” ha affermato Rachel Harris dell’Organizzazione per lo sviluppo e per l’ambiente femminile (WEDO). “Dobbiamo continuare a lavorare sul campo per costruire un’ONU che si batta realmente per i diritti femminili. L’implementazione richiede un attivo impegno di tutti i partecipanti al fine di migliorare l’entità e gestirla con successo”.
(Delt@ Anno VIII, n. 143 del 5 luglio 2010) Elisa Strozzi



