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PARI OPPORTUNITA’. Due suggerimenti del GIO a Monti e Fornero

Pubblicato il 16 dicembre 2011 da redazione

(Roma) Pubblichiamo l’appello della Prof.ssa Francesca Brezzi, Presidente di GIO (Osservatorio Interuniversitario studi di Genere, Parità, Pari Opportunità) al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, alla Ministra del Lavoro, Welfare e Pari opportunità Elsa Fornero e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Gentile Presidente, gentile Ministra,

nel pieno e più vivo apprezzamento per le Vostre nomine, in qualità di presidente del GIO

Osservatorio interuniversitario studi di Genere, Parità, Pari Opportunità istituito fra le

Università di Roma Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, in considerazione della necessità e

dell’urgenza di adottare misure atte a conseguire il mainstreaming di genere per consentire all’Italia di corrispondere alle direttive europee e allo stesso tempo di progredire in politiche che rendano competitive, oltre che eque, le attività sociali ed economiche, Le chiedo a nome mio e del GIO, la nomina di una/un delegata/o per affiancare il lavoro della Ministra Fornero, che già deve affrontare molte e urgenti problematiche, sulle politiche attinenti alle pari opportunità e alle politiche sociali ed economiche di genere.

La richiesta nasce dalla considerazione che tra 29 nuove nomine, non vi sia una persona

delegata alle Pari Opportunità e al Gender Mainstreaming e che, nonostante l’importanza delle posizioni, le donne al Governo in totale siano solo 6 su 44.

Come è ricordato continuamente dagli organi della UE, anche attraverso richiami ufficiali agli Stati recalcitranti, tali politiche e azioni consentono, agli stati che le hanno adottate, di

superare meglio rispetto agli altri le difficoltà che la crisi globalizzata provoca e di raggiungere e talvolta superare gli obiettivi fissati dal trattato di Lisbona e poi, purtroppo per l’Italia, aggiornati(obiettivi di Lisbona 2010: 60% di donne occupate; obiettivi 2020: 75%; Italia al 46%! per non parlare della “massa critica” nei luoghi decisionali).

Il recupero di competitività economica e di progresso civile attraverso l’utilizzo delle qualità e delle capacità sottostimate e sottoutilizzate delle donne, può diventare il valore aggiunto che manca alla crescita del nostro Paese.

La richiesta nasce anche dalla considerazione che le politiche relative alla valorizzazione del talento femminile e alla necessità di un decisivo incremento della partecipazione delle donne al mondo delle attività sociali e produttive anche in posizioni decisionali, siano considerate in Italia un problema sempre secondario rispetto ad altre priorità.

Atteggiamento che lascia l’Italia indietro in tutte le statistiche europee e mondiali.

Vorrei di conseguenza segnalare due personalità che, fra le molte altre autorevoli figure che operano in tali ambiti, spiccano per competenze, impegno, passione, capacita relazionali, rapporti con le istituzioni europee ed internazionali e per l’efficacia, l’ efficienza e anche la trasparenza delle iniziative intraprese in vista dell’equità sociale. Principi, questi ultimi, fondamentali e caratterizzanti nelle politiche sociali ed economiche di genere.

Si tratta di Linda Laura Sabbadini direttrice di dipartimento dell’ ISTAT e di Elda Pia Locatelli, coordinatrice, tra le altre attività, del tavolo permanente di confronto nato dal protocollo d’intesa tra MIUR e DPO.

Confidando nella considerazione della proposta e restando a disposizione per ogni forma di collaborazione che si rendesse necessaria, invio a nome mio e delle componenti del consiglio scientifico di GIO, delle persone e delle associazioni che al GIO aderiscono, i migliori auguri per la Vostra azione di governo, alla quale noi tutte/i affidiamo con fiducia e stima le nostre speranze”.

(Delt@ Anno IX, n. 237 del 1° dicembre  2011)

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