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PARI OPPORTUNITA’. Dal Pd una mozione che impegni il Governo

Pubblicato il 24 giugno 2009 da Redazione Delt@

(Roma) E’ Rosa Villecco Calipari la prima firmataria di una mozione presentata ieri alla Camera per impegnare il governo ad adottare nell’ambito del consesso internazionale ogni iniziativa utile ad affermare i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. A due settimane dall’apertura del G8 a l’Aquila, il Pd propone l’istituzione, nell’ambito delle Nazioni Unite, di un’agenzia unica, adeguatamente finanziata e con un forte mandato, che promuova proprio diritti e uguaglianza, e sollecita l’adozione “quanto prima” di “un piano nazionale d’azione” con “il pieno coinvolgimento dei ministri degli Affari esteri, della difesa e per le pari opportunità, nonché di tutte quelle organizzazioni della società civile già impegnate nell’elaborazione, realizzazione e monitoraggio delle politiche in questo settore”.
Tra le altre richieste contenute nella mozione anche quella di “introdurre sistematicamente la prospettiva di genere nell’elaborazione e attuazione delle politiche e nelle iniziative assunte dall’Italia nel settore della sicurezza e in quello della difesa, con particolare attenzione al settore della formazione del personale destinato alle missioni di pace, anche prevedendo meccanismi che incentivino la nomina di donne in ruoli operativi a livello nazionale e internazionale”.
Calipari sottolinea, ancora, la necessità di “sostenere, anche finanziariamente, le organizzazioni della società civile impegnate nei teatri di guerra per l’assistenza, la protezione e la promozione delle donne, con particolare attenzione a quelle organizzazioni impegnate contro la violenza sulle donne nelle aree di conflitto”. Indispensabile, poi, è “riconoscere che la partecipazione delle donne alla vita politica locale, nazionale e internazionale nei Paesi in via di sviluppo è uno strumento irrinunciabile, anche per il raggiungimento dei cosiddetti ‘obiettivi del millennio’” e per uno sviluppo equo, sostenibile e democratico”. Da qui l’esigenza di “intraprendere un’azione coordinata con gli altri Paesi partecipanti al vertice per l’elaborazione e l’introduzione di meccanismi per rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’effettiva partecipazione delle donne alla vita politica, economica e sociale nel proprio Paese”. Infine, si chiede ai grandi della terra di “avviare una riflessione nell’ambito del G8 sulla necessità di stimolare la creazione di indicatori alternativi del welfare, che, permettendo di contabilizzare a livello statistico anche il lavoro non retribuito, possano fornire una stima più attendibile di quelle attività, come il lavoro domestico e di cura, che, pur contribuendo a sostenere significativamente il welfare e parte dell’economia mondiale, non figurano tuttora nel calcolo del prodotto interno lordo”.
(Delt@ Anno VII, N. 135 del 24 giugno 2009)

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