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PARI OPPORTUNITA’. Dal 2000 al 2008 le studenti agricoltrici aumentate del 21,4%

Pubblicato il 24 giugno 2009 da Redazione Delt@

(Roma) Il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al convegno su ”Le facoltà di agraria per lo sviluppo del Paese’, in programma ieri a Roma è organizzato dalla Conferenza dei presidi delle Facoltà di Agraria, ha sottolineato che la presenza femminile nei corsi di laurea del gruppo agrario è quasi la metà degli studenti totali (45 %).
Aspetto, questo, – ha aggiunto Marini – di cui va tenuto conto, insieme ai molti altri, quali ad esempio la flessione nelle immatricolazioni e la insoddisfazione dei laureati nei riguardi ai successivi sbocchi professionali nonostante si stia assistendo a un crescente interesse per la “vita
country” con un giovane su quattro di età compresa tra i 25 ed i 34 anni che fa l’orto o il giardinaggio, quasi due milioni di under 35 che scelgono di trascorrere le vacanze in campagna, otto ragazzi su dieci che acquistano prodotti alimentari tipici a denominazione di origine e biologici e il sogno di aprire un agriturismo che è sempre più ricorrente tra le nuove generazioni. Anche l’Università’ deve saper interpretare – ha evidenziato il presidente della Coldiretti – il cambiamento in cui è impegnata l’agricoltura verso un nuovo modello di sviluppo, all’interno di uno scenario di politiche agricole e ambientali europee e di un sistema di compatibilità internazionali in continua evoluzione”. Facendo riferimento al progetto lanciato dalla Coldiretti per il Paese ”Una filiera agricola tutta italiana”, Marini ha sostenuto che esso richiede una ricerca ”agricola”, perché sia utilizzabile dalle imprese agricole, una ricerca libera, svolta in collaborazione con le imprese, e non
dominata, come in passato, solo dalla logica dell’industria, della distribuzione e delle multinazionali, perché non sono questi i soli portatori della modernità.
Ma il progetto – ha proseguito – necessita anche di una ricerca “italiana”, che sia in grado di approfondire, affermare, sviluppare il made in Italy nella grande arena della globalizzazione e della competizione internazionale, di una ricerca legata alla valorizzazione del territorio e della qualità, come strada maestra per proiettare con successo le imprese e i prodotti locali nella dimensione internazionale”. Nel progetto di Coldiretti per il Paese – ha concluso Marini – abbiamo chiesto alla politica “di promuovere la diffusione della ricerca e dell’innovazione per la competitività dei sistemi economici, privilegiando le progettualità che dimostrino una chiara ricaduta sul tessuto socioeconomico locale, a vantaggio dei produttori agricoli e della filiera agricola tutta italiana”. In questo senso, il nostro interesse per lo sviluppo delle facoltà di Agraria è una componente importante nella nostra strategia sindacale”.
(Delt@ Anno VII, N. 135 del 24 giugno 2009)

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