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PARI OPPORTUNITA’. Cagliari: Consiglio di Stato rovescia sentenza Tar su discriminazione indiretta in bando per vigili urbani

Pubblicato il 28 febbraio 2009 da Redazione Delt@

(Cagliari) Ricorderete la vicenda relativa al ricorso della Consigliera Regionale di parità, Luisa Marilotti, contro il Comune di Sinnai che, mesi fa, aveva bandito un concorso per due vigili prevedendo tra i requisiti il possesso della patente A. Clausola, quest’ultima, all’apparenza neutra, ma che in realtà non teneva conto del fatto che a possedere quel tipo di patente sono soprattutto gli uomini. Un impedimento che ha significato per molte donne la rinuncia a candidarsi, e, per quelle che lo avevano fatto, vedersi respinte per mancanza di tale requisito.
Ed è qui che era intervenuto l’Ufficio della Consigliera regionale di parità, che, dopo aver proposto un ricorso collettivo, per discriminazione indiretta, aveva trovato dalla sua il Tribunale Amministrativo della Sardegna, che, con una sentenza senza precedenti, aveva annullato il bando per vigili, intimando al Comune di riaprirlo senza l’obbligo di possesso di un titolo posseduto quasi esclusivamente dagli uomini.
Ora, a distanza di mesi, il Consiglio di Stato ha rovesciato la sentenza del Tar, sentenziando che “chiedere il possesso della patente A in un concorso per vigili urbani aperto anche alle donne non rappresenta alcuna in discriminazione indiretta…”.
Così ha stabilito la V^ sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza (945/09) del 17 febbraio 2009, ridimensionando la vicenda e ordinando la sospensione dell’efficacia della sentenza che tanto clamore aveva suscitato a livello locale e nazionale.2Il Giudice d’appello – informa in una nota il Comune – ha rilevato che la previsione del requisito di ammissione al concorso della patente di categoria A non assume carattere discriminatorio, rientrando tra i poteri dell’amministrazione quello di selezionate, sin dal momento dell’ammissione della procedura selettiva, i soggetti in possesso dei requisiti essenziali per l’espletamento di tutte le funzioni proprie del posto messo a concorso”
L’ordinanza n. 945/09 rappresenta la prima pronuncia del Consiglio di Stato in materia di pari opportunita’ tra uomini e donne nell’accesso al lavoro attuato attraverso concorso pubblico. La pur stringata motivazione espressa dal Consiglio di Stato, esplicita chiaramente il principio per cui non puo’ assumere carattere discriminatorio di genere l’esercizio da parte della Pubblica amministrazione del potere di selezionare il proprio personale, richiedendo sin dal momento dell’ammissione alla procedura selettiva, che i partecipanti possiedano tutti i requisiti essenziali per l’espletamento delle funzioni proprie dalla figura professionale messa a concorso. Ciò anche nell’ipotesi in cui vi siano dei dati statistici i quali mostrino che, di fatto, un determinato requisito sia detenuto in numero maggiore dagli uomini piuttosto che dalle donne”.
(Delt@ Anno VII, N. 41 – 42 del 27 -28 Febbraio 2009)

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