LIBANO Cooperazione italiana per la governance locale
Pubblicato il 07 settembre 2009 da redazione
Mentre le donne libanesi fanno sempre più progressi verso l’uguaglianza di genere nel settore privato, continuano a subire una forte marginalizzazione nel settore politico e decisionale. Il Libano detiene, infatti, una delle più basse percentuali al mondo di parlamentari femmine, pari al 4,7%. Alle elezioni parlamentari dello scorso giugno su 587 candidati, solo 12 erano donne e solo 4 (Bahia Hariri, Strida Geagea, Nayla Tueni and Gilberte Zwein) sono state elette.
Non si contano ancora donne che abbiano ricoperto il ruolo di governatrice e storicamente si contano solo due donne con il ruolo di presidente distrettuale. Di fronte a questa situazione, il Rapporto 2009 sugli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, pubblicato lo scorso luglio, suggerisce l’introduzione di una quota temporanea per aumentare la partecipazione politica delle donne. D’altro canto il Rapporto sullo Sviluppo Umano in Libano 2008-2009 dell’UNDP (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite) pubblicato a fine giugno raccomanda di promuovere la partecipazione politica femminile permettendo alle donne di candidarsi alle elezioni nelle località di residenza o di nascita.
Anche il Governo italiano, che a inizio agosto 2009 ha approvato il finanziamento di 12 nuovi progetti in Libano, per un totale di 10 milioni di dollari (il che porta le donazioni Italiane al Libano del post-conflitto 2006 a un totale di 112 milioni di Euro), prevede un progetto di 700.000 Euro che ha come obiettivo proprio quello di incoraggiare la partecipazione femminile a livello di governance locale in vista delle elezioni municipali che si svolgeranno il prossimo anno.
Il progetto prevede un rafforzamento delle capacità di gender mainstreaming del Ministero degli Affari Sociali libanese attraverso programmi di formazione e la realizzazione degli strumenti necessari per istituzionalizzare l’uguaglianza di genere nella pianificazione strategica, nell’implementazione e nel monitoraggio delle politiche del ministero.
A livello decentrato, inoltre, il progetto prevede il rafforzamento di 12 centri di sviluppo sociale sparsi in tutto il paese, volti a catalizzare la presenza di donne qualificate nella governance locale. A tal fine sono previsti corsi di formazione, attività volte a creare consapevolezza, attività di rete per donne e, fondamentale, il coinvolgimento attivo di organizzazioni della società civile libanese.
(Delt@ Anno VII, N 156 del 7 settembre 2009) Elga Salvador
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