Categorizzato | VIOLENZA

LE LOTTE E LE SPERANZE DELLE DONNE PER L’8 MARZO

Pubblicato il 08 marzo 2015 da redazione

LE LOTTE E LE SPERANZE DELLE DONNE PER L’8 MARZO
Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata internazionale della donna ricordando traguardi e sfide della lotta alla violenza di genere
8 Marzo 2015: nelle strade fanno capolino le mimose e i giornali tornano a interessarsi della condizione delle donne in Italia. La Giornata internazionale delle donne, più che una festa, è un giorno di lotta e rivendicazione: un giorno in cui celebrare le conquiste delle donne e ricordare, al contempo, gli ostacoli ancora da superare e le sfide per il futuro.
In Emilia-Romagna, come in tutto il mondo, le donne continuano a morire uccise dai loro partner o ex-partner. Nonostante le ricerche, gli studi e una certa sensibilità crescente sul tema, sui media si sente ancora parlare di “delitti passionali”. Si evoca a sproposito la parola ‘amore’ per definire un fenomeno che con l’amore non c’entra niente. Essere uccise in quanto donne comporta la negazione di diritti umani fondamentali: il diritto alla libertà, all’autodeterminazione, finanche il diritto alla vita.
Nonostante si aspetti ancora un Piano d’azione nazionale contro la violenza, i centri antiviolenza resistono come piccoli presidi di libertà e coraggio, proseguendo il loro decennale lavoro di contrasto della violenza di genere.
Nel corso del 2014, sono state 3298 le donne che si sono rivolte ai 13 centri che compongono oggi il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Per la maggior parte (90%), si tratta di donne vittime di violenza.
Per quanto riguarda i nuovi contatti, le donne che nel 2014 si sono rivolte per la prima volta a uno dei centri antiviolenza indicati, a motivo delle violenze subite, sono in totale 2474. Rispetto al 2013, l’aumento è di lieve entità, pari al 3,1% (74 donne); rispetto all’anno precedente, il 2012, le donne aumentano invece del 15,7% (336).
Le donne accolte dai centri sono in maggioranza italiane, ma la percentuale di donne straniere è decisamente significativa. Anche nel 2014, così come negli anni precedenti, la percentuale delle donne nuove accolte che hanno subito violenza, provenienti da altri paesi, si aggira intorno al 35%. Sono esattamente il 35,9%, pari a 869 donne. Le donne italiane rappresentano il 64,1% (1553). La percentuale di donne straniere si mantiene stabile nel tempo ed è superiore di più di 20 punti alla presenza di donne straniere fra la popolazione femminile regionale. Da una parte, questi dati vanno letti positivamente, come il segno che i centri antiviolenza sono accessibili anche a donne svantaggiate dalla scarsità di risorse e reti e dalle differenze linguistiche. Dall’altra, resta il fatto che la maggiore presenza di donne straniere può trovare una spiegazione anche nella gravità della situazione di violenza/bisogno in cui si trovano, e nel fatto di essere spesso prive di una rete informale di sostegno.

LE LOTTE E LE SPERANZE DELLE DONNE PER L’8 MARZOIl Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata internazionale della donna ricordando traguardi e sfide della lotta alla violenza di genere8 Marzo 2015: nelle strade fanno capolino le mimose e i giornali tornano a interessarsi della condizione delle donne in Italia. La Giornata internazionale delle donne, più che una festa, è un giorno di lotta e rivendicazione: un giorno in cui celebrare le conquiste delle donne e ricordare, al contempo, gli ostacoli ancora da superare e le sfide per il futuro.In Emilia-Romagna, come in tutto il mondo, le donne continuano a morire uccise dai loro partner o ex-partner. Nonostante le ricerche, gli studi e una certa sensibilità crescente sul tema, sui media si sente ancora parlare di “delitti passionali”. Si evoca a sproposito la parola ‘amore’ per definire un fenomeno che con l’amore non c’entra niente. Essere uccise in quanto donne comporta la negazione di diritti umani fondamentali: il diritto alla libertà, all’autodeterminazione, finanche il diritto alla vita.Nonostante si aspetti ancora un Piano d’azione nazionale contro la violenza, i centri antiviolenza resistono come piccoli presidi di libertà e coraggio, proseguendo il loro decennale lavoro di contrasto della violenza di genere.Nel corso del 2014, sono state 3298 le donne che si sono rivolte ai 13 centri che compongono oggi il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Per la maggior parte (90%), si tratta di donne vittime di violenza.Per quanto riguarda i nuovi contatti, le donne che nel 2014 si sono rivolte per la prima volta a uno dei centri antiviolenza indicati, a motivo delle violenze subite, sono in totale 2474. Rispetto al 2013, l’aumento è di lieve entità, pari al 3,1% (74 donne); rispetto all’anno precedente, il 2012, le donne aumentano invece del 15,7% (336).Le donne accolte dai centri sono in maggioranza italiane, ma la percentuale di donne straniere è decisamente significativa. Anche nel 2014, così come negli anni precedenti, la percentuale delle donne nuove accolte che hanno subito violenza, provenienti da altri paesi, si aggira intorno al 35%. Sono esattamente il 35,9%, pari a 869 donne. Le donne italiane rappresentano il 64,1% (1553). La percentuale di donne straniere si mantiene stabile nel tempo ed è superiore di più di 20 punti alla presenza di donne straniere fra la popolazione femminile regionale. Da una parte, questi dati vanno letti positivamente, come il segno che i centri antiviolenza sono accessibili anche a donne svantaggiate dalla scarsità di risorse e reti e dalle differenze linguistiche. Dall’altra, resta il fatto che la maggiore presenza di donne straniere può trovare una spiegazione anche nella gravità della situazione di violenza/bisogno in cui si trovano, e nel fatto di essere spesso prive di una rete informale di sostegno.

Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna

Via dell’Oro 3 – 40124 Bologna centriantiviolenzaer@women.it www.centriantiviolenzaer.it

tel. 051 333173 fax 051 3399498

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Current
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT

    • VIOLENZA. Farnesina: Terzi celebra Giornata mondiale contro mutilazioni femminili
    • VIOLENZA. Carfagna: non fermare impegno contro mgf
    • VIOLENZA. Nirenstein (pdl), mutilazioni genitali femminili intervento barbarico
    • VIOLENZA. Germontani (FLI), infibulazione inammissibile in Italia
    • VIOLENZA. Fornero, contrastare atteggiamenti violenza donne
    • VIOLENZA. Mgf, progetto pilota nelle scuole toscane
    • RAPPRESENTANZA. Fornero: vigilerò sulla presenza di donne nei cda
    • SALUTE: a Roma Centro Fecondazione per donne affette da endometriosi
    • LUTTI. Morta Anna Maria Longo, storica dirigente di sinistra
      giugno 2019
      lun mar mer gio ven sab dom
       12
      3456789
      10111213141516
      17181920212223
      24252627282930

      Archivio anni