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LAVORO. legge contro le dimissioni in bianco, resituire al paese una legge di civilta’ 23 febbraio giornata di mobilitazione nazionale

Pubblicato il 22 febbraio 2012 da redazione

Roma, 22 febbraio 2012. Si terrà giovedì 23 febbraio alle ore 11,30 presso la sala Stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa delle 14 firmatarie dell’appello “188 firme per la legge 188 “promosso per chiedere norme efficaci contro le dimissioni in bianco.

Nel corso della conferenza stampa sarà presentata la raccolta delle firme di donne che in brevissimo tempo hanno risposto all’appello delle 14 promotrici: si tratta di donne di tutti i mondi del lavoro, delle professioni, dell’università, della ricerca, del sindacato, del giornalismo, della politica, dei movimenti, dei partiti, della scienza, della scuola.

Nella conferenza stampa – dicono le promotrici – verrà presentata la lettera inviata al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, alla Ministra Elsa Fornero, alle parlamentari di Camera e Senato con la quale viene richiesto un intervento legislativo urgente ed efficace contro il fenomeno delle dimissioni in bianco.

La lettera verrà consegnata da una delegazione di donne a tutte le Prefetture d’Italia

il 23 febbraio.

Saranno presenti, oltre alle promotrici dell’appello, alcune delle firmatarie e le Parlamentari di Camera e Senato.

Le Donne del 13 Febbraio Siena – Comitato Se Non Ora Quando

Atelier Vantaggio Donna

CGIL – Siena

Presenti/Differenti

Archivio UDI – Siena

Centro culturale delle donne Mara Meoni

“La vergognosa pratica delle dimissioni in bianco colpisce 2 milioni di lavoratori, soprattutto donne, costrette a firmare lettere di pre-licenziamento all’atto dell’assunzione. Oggi sembrano esserci finalmente le condizioni per tornare ad approvare le norme contro le dimissioni in bianco, già contenute nella legge 188 che è stata cancellata dal precedente Governo. Sarebbe un atto di civiltà, un segnale importante in una fase in cui si apre la discussione sulla riforma del mercato del lavoro. I dati sono inequivocabili: sono state oltre 800 mila le donne che hanno perso il lavoro a seguito della richiesta di una firma in bianco trasformata in dimissioni al momento della maternità. Il processo di crescita del nostro Paese deve partire dal recupero di questo esasperato svantaggio femminile e dal riconoscimento di maggiori tutele per le donne lavoratrici e madri allo stesso tempo. Il lavoro femminile può costituire una risorsa importante per la ripresa dell’Italia, ma senza regole, servizi e politiche adeguate la risorsa viene sprecata”.

Questa la dichiarazione di Susanna Cenni, parlamentare senese, tra le firmatarie della proposta di legge n. 3409, a prima firma Maria Grazia Gatti, in appoggio alla mobilitazione di “Se non ora quando?” in tutte le città d’Italia, che anche a Siena in questi giorni si sta attivando.

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