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INFORMAZIONE. Un’interrogazione alla Ministra Carfagna sulle pubblicità lesive

Pubblicato il 02 dicembre 2009 da redazione

(Napoli) Un’interrogazione a risposta scritta, alla Ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che arriva dopo la moratoria avviata dall’UDI – ed ai suoi primi risultati – contro quella lesiva della dignità delle donne. L’ha scritta nei giorni scorsi la Senatrice Incostante, ricordando come “in data 3 settembre 2008 il Parlamento Europeo approvando la risoluzione n. 2038 relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini, la quale indica come inammissibili modelli pubblicitari lesivi del genere femminile, invitava al contempo gli stati membri ad intervenire, in via legislativa o regolamentare, per porre dei limiti stringenti e potenziare gli strumenti di controllo e di sanzione. La Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (Cedaw), cui il nostro paese aderisce, da tempo – continua Incostante – sostiene che la pubblicità possa contribuire ad alimentare e consolidare gli stereotipi di genere, determinando un impatto negativo sulla parità (v. da ultimo, la relazione n. A6-0199/2008) e sottolineando che le politiche per la parità di genere devono essere finalizzate anche ad evitare che le persone a qualunque età subiscano anche involontariamente messaggi che trattino come oggetti uomini o donne; né il Parlamento né il Governo hanno ancora preso in esame alcun provvedimento in applicazione di queste risoluzioni, né hanno dato indicazioni alle amministrazioni locali ed agli organismi preposti per dare attuazione al principio di pari dignità di donne e uomini anche nell’ambito della pubblicità, è al contrario fondamentale che norme specifiche che proibiscano l’impiego o la riproposizione di stereotipi di genere nella pubblicità vengano introdotte, se non altro perché, in assenza di un intervento statale specifico, alcuni comuni – tra cui Caltagirno, Napoli e Niscemi – stanno adottando autonomamente delibere ad hoc sulle affissioni, col rischio di addivenire ad una tutela a macchia di leopardo sul territorio, chiede al governo:
se intende in essere delle iniziative regolamentari o legislative – nel rispetto delle prerogative del Parlamento – per dar seguito alla risoluzione n. 2038 del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini evitare che
le persone a qualunque età subiscano anche involontariamente messaggi che trattino come oggetti uomini o donne, istigando alla violenza e impedendo che si perpetuino stereotipi di genere che ostacolano l’affermazione di una società moderna e paritaria.

(Delt@ Anno VII, n. 230 del 2 dicembre 2009)

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