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IMPRENDITORIA.UN ANNO CON LE API. Una “dolce” opportunità per le donne.

Pubblicato il 05 agosto 2015 da redazione

UN ANNO CON LE API.

Una “dolce” opportunità per le donne.

L’apicoltura rappresenta per l’Italia un settore estremamente ricco e versatile: oltre ad offrire tanti prodotti utili all’uomo – non solo il miele-, favorisce lo sviluppo della biodiversità ambientale. Oggi può anche considerarsi una opportunità di lavoro per giovani aspiranti apicoltori. L’Associazione di volontariato Onlus Etica e Solidarietà , fa partire per l’ottavo anno un Corso di Formazione del tutto speciale che da questa edizione prende il nome di UN ANNO CON LE API. Altamente specializzato, unico nel suo genere nel panorama del Lazio, il corso si rivolge favorevolmente alle donne. L’Associazione vanta infatti anche l’avvio di un progetto in gran parte costituito da giovani donne che hanno partecipato a corsi precedenti. Vuoi passare anche tu UN ANNO CON LE API? Leggi il Programma


I termini di iscrizione scadono il 30 agosto! Ma attenzione, il corso non è solo una passeggiata: per approfondire leggi l’intervista al presidente della Onlus Antonio D’Angeli sul nuovo progetto Apis Intacta.

Abbiamo chiesto ad Antonio D’Angeli, detto Tonino, coordinatore per la formazione in apicoltura per l’A.N.A.I. (Associazione Nazionale Apicoltori Italiani), quante siano le apicoltrici donne e se negli ultimi anni, nel territorio del Lazio, vi sia stata una flessione di genere in questo comparto. Ecco cosa ci ha risposto: “La nostra esperienza ci fa affermare  senza alcun dubbio che l’apicoltura del futuro parlerà sempre più di una attività professionale al femminile. Il progetto Miele falisco per una Coop Apicoltori a Civita Castellana (VT), ha suffragato questo dato con un gruppo di lavoro formato al 90% da donne, impegnate da quasi tre anni nella faticosa costruzione di un gruppo di lavoro efficace ed affiatato. Ad oggi continuano le attività di conduzione degli alveari e si continua la crescita tecnico professionale, sotto l’egida di un amministrazione comunale virtuosa che da subito ha sposato, patrocinato e sostenuto l’iniziativa. Volendo fare una riflessione per dare un consiglio alle signore che vogliono diventare apicoltrici, direi loro di credere nei loro mezzi e di avvicinarsi alle api in maniera serena. Il 65% degli allievi dei nostri corsi è “donna”. Mi sento infine in dovere, alla luce della mia personale esperienza, di tracciare un confine netto tra l’attività apistica professionale gestita da  apicoltrici singole, magari in collaborazione con il nucleo familiare e l’apicoltura gestita principalmente  da un  gruppo allargato in rosa; quest’ultima ipotesi rappresenta un sentiero molto più difficile da percorrere, nascono tra apicoltrici, più che tra apicoltori, dinamiche di estrema competizione, che rischiano se mal gestite di rappresentare per i progetti più che un vantaggio una zavorra.

Angelica Alemanno

DI SEGUITO l’intervista al presidente della Onlus Antonio D’Angeli sul nuovo progetto Apis Intacta:

Nasce APIS INTACTA.

Da un corso di formazione alla bottega dell’apicoltore. Intervista ad Antonio D’Angeli, ideatore del progetto.

Com’è  giunto ad APIS INTACTA per definire il nuovo progetto dell’ Associazione Etica e Solidarietà? “Apis Intacta” rappresenta un traguardo ed un nuovo inizio, apre la strada ad una nuova avventura di  Etica e Solidarietà Onlus di Volontariato. La nostra struttura è nata dieci anni fa, una storia da subito ricca di emozioni e passione, povera di risorse umane e di mezzi economici. Per me che sono il presidente di Eti.So. Onlus, che l’ho voluta, fondata e finanziata, il suo acronimo ha rappresentato  per qualche anno una sorta di “pseudonimo”, il mezzo per cominciare a lavorare sul territorio, il vettore che mi ha permesso di dialogare con le istituzioni e le altre associazioni, in una “veste” collegiale, una sorta di maschera di “Scaramusche” dietro cui celare ansie, timori e sacrifici. Il vero gruppo di lavoro si è formato successivamente, mentre con fatica quotidiana i progetti prendevano forma e si trasformavano da idee in luoghi veri, in entità tangibili. Così, negli anni sono nate strutture come “l’Apiario Didattico Polivalente Riserva del Monte Soratte” a Sant’Oreste (RM)  e il “Centro di Avviamento al Mestiere d’Apicoltore a Rignano Flaminio”, sono nati gruppi di lavoro come quello del Progetto Coop Apicoltori Miele Falisco” a Civita Castellana (VT), come quello del Gruppo Apicoltori Valle del Salto a Pescorocchiano(RI), o come quello dei ragazzi dell’Associazione “Propolis Lab”; sono stati organizzati, ad oggi, una decina di corsi d’avviamento al attività apistica, consessi che hanno permesso la formazione di più quattrocento neo apicoltori; sono state tenute nella riserva naturale del monte Soratte

lezioni di Apidologia Didattica e di Educazione Ambientale, attività che hanno coinvolto quasi 1000 ragazzi e permesso la stesura della prima tesi di laurea in materia di “Didattica Apistica”( presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’università UNI3 di Roma). Dieci anni di lavoro senza sosta, dedicando ogni minuto libero della giornata alle api, agli apicoltori e al territorio. Insieme a me tanti amici “volontari”  sono passati nelle fila dell’associazione, molti per poco più di una stagione altri per qualche anno, altri sono  al mio fianco ancora oggi, fisicamente o spiritualmente.

Con “Apis Intacta”  proseguo in parte il  lavoro svolto negli ultimi anni da Etica e Solidarietà, nello stesso tempo recido una sorta di cordone ombelicale con l’associazione, lasciandola libera di confrontarsi con un nuovo modo di intendere le attività di volontariato e tutela ambientale . Tra qualche tempo lascerò la presidenza di Eti.So. Onlus e, presso il centro “Apis Intacta” a Rignano Flaminio, mi dedicherò finalmente a tempo pieno alla mia passione più grande: divulgare apicoltura, formare nuovi appassionati apicoltori, lavorare con le api.

Quanti e quali sono effettivamente i soggetti istituzionali coinvolti?

Il progetto “Apis Intacta” vede coinvolti diversi soggetti, sia di natura associativa che istituzionale. In primis questa “bottega d’apicoltura e di formazione apistica”, vedrà nascere al proprio interno, in forma associata, un gruppo di lavoro che per omonimia prenderà il suo stesso nome (gruppo Apis Intacta); poi si affiancheranno certamente ad esso i parteners storici di Etica e Solidarietà: l’A.N.A.I. Associazione Nazionale Apicoltori Italiani di cui coordino personalmente, a livello nazionale, le attività di formazione e avviamento al mestiere d’apicoltore; la storica rivista di Apicoltura tecnico scientifica “Apitalia” e il Dottor Massimo Ilari, il Prof. Franco Mutinelli Direttore Struttura Complessa SC3 – Diagnostica Specialistica Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie  Centro di referenza Nazionale ed Europeo per l’apicoltura Italiana;  il gruppo di ricerca della U.O. di Apicoltura dell’ IZSLT (Istituto di Zooprofilassi di Lazio e Toscana) diretto dal Dott. Giovanni Formato; le ragazze del gruppo di lavoro “Coop Apicoltori Miele Falisco” di Civita Castellana (VT); alcuni dei comuni con cui oggi collaboriamo e che spesso con il loro patrocinio sostengono le nostre iniziative, il Comune di Rignano Flaminio (RM) o di Civita Castellana (VT), speriamo di vedere coinvolti altri soggetti da cui siamo stati sostenuti e patrocinati in passato fra cui: Coldiretti, Legambiente, Asl VT/5, Asl RM/F e Regione Lazio. Non posso poi dimenticare il gruppo di supporto tecnico e scientifico alle attività di formazione: la Dottoressa Paola Belligoli per l’analisi sensoriale del miele e la melissopalinologia, la Dottoressa Elisabetta Teti per l’anafilassi e la sicurezza in apiario, la Dottoressa Alessandra Giacomelli per il benessere animale e le attività di ricerca, il Dottor Marco Pietropaoli, la Dottoressa Marcella Milito e tanti altri amici apicoltori professionisti. I progetti di Apis Intacta prenderanno vita anche grazie alla sinergia con altre associazioni e gruppi di lavoro tra cui l’ associazione AZIMUT (RM) e la Cooperativa Brutto Anatroccolo(RM).

Il corso “Un anno con le api”, trasforma un semplice corso, già estremamente ricco nelle scorse edizioni, in una vera esperienza, non solo formativa, ma anche umana e professionale. Quali sono i risultati possibili di una tale consesso di interessi convergenti?

Negli ultimi anni, al termine di ogni corso di avviamento al mestiere d’apicoltore, ci siamo trovati difronte alla necessità di tracciare un grafico che illustrasse alcuni aspetti fondamentali del nostro iter di formazione: indice di gradimento da parte dell’allievo, qualità dell’offerta formativa, validità della logistica impiegata e livello di idoneità delle strutture utilizzate per la fase tecnico pratica delle attività apistiche. Il risultato è questa nuova proposta formativa che prevede un anno di lavoro con le api. E’ solo seguendo questi insetti nell’arco di una intera stagione “apistica”, da febbraio ad ottobre, che ci si può confrontare con tutti gli aspetti del lavoro in maniera esaustiva. Sono dunque almeno 11 i mesi da passare a parlare d’apicoltura e ha lavorare da apicoltore, per raggiungere un minimo di consapevolezza della estrema complessità della materia, dei livelli di tecnicità che essa ha raggiunto negli ultimi decenni. Con un format didattico come quello che propone “Apis Intacta” si possono raggiungere essenzialmente due obiettivi: gettare delle solide basi apistiche teorico tecnico pratiche,  comprendere cosa può riservare in futuro questa attività e  quali sono le scelte che l’allievo dovrà fare per rendere il mestiere d’apicoltore, la propria principale fonte di reddito.

Ci parli meglio del Casale, questo luogo condiviso ma anche così ancorato alla sua storia, come nasce e quali sono le caratteristiche di questo spazio che accoglierà la bottega d’apicoltura e l’inaugurazione  di “Apis Intacta”.

Nel 1978 mio padre costruì la prima parte di questo rustico  in località Pian Porcino a Rignano Flaminio, negli anni è stata ampliato e rifinito. Oggi ospita la sede operativa dell’Associazione e l’apiario-scuola dove si sono tenute, negli ultimi anni, le attività tecnico pratiche d’apicoltura dei corsi d’avviamento al mestiere d’apicoltore. La destinazione d’uso della struttura è parte abitativa e parte agricola; i circa 200 mq dell’edificio permettono lo svolgimento di attività d’apicoltura e confronto tecnico tra apicoltori. In parte il centro permette ai neo apicoltori di praticare  le attività di smielatura in un laboratorio autorizzato dalla azienda sanitaria locale. Il posto permette anche di lavorare all’assemblaggio dei materiali necessari al lavoro con le api, partendo dalla manutenzione delle arnie, fino al montaggio della cera. Il casale offre un punto d’appoggio ai corsisti che non hanno inizialmente un posto dove collocare il proprio apiario.  Il centro viene gestito in modo da evitare un sovraffollamento che potrebbe impedire la corretta e serena fruibilità della struttura. Siamo provvisti di una sala lettura e di una biblioteca apistica che vanta testi che risalgono alla fine dell’ottocento. Il resto lo vedrete il giorno dell’inaugurazione della struttura, presumibilmente verso la fine di settembre.

Dal 2004 l’apicoltura è divenuta attività agricola di interesse nazionale: con quali prospettive l’azione di APIS INTACTA si pone nel panorama dell’apicoltura del Lazio?

Nel Lazio, alcuni anni fa,  siamo stati tra i primi a parlare di laboratori di smielatura consortile e a puntare su l’importanza dei piccoli gruppi di apicoltori locali, progetti come quelli della Coop Apicoltori Civita Castellana spiegano cosa e come abbiamo sempre inteso il concetto di sinergia territoriale tra apicoltori. Sono certo che “Apis Intacta” continuerà il lavoro di Eti.So Onlus e credo che non potrebbe essere altrimenti. Negli ultimi dieci anni l’associazione ha fornito al territorio e al comparto apicoltura regionale e nazionale, l’ esempio di un gruppo di lavoro fattivo impegnato quotidianamente a difendere e tutelare l’insetto “ape”,  a perorare l’importanza di un apicoltura “etica” praticata con un numero d’alveari sostenibile, basata su pratiche apistiche indirizzate a metodi di conduzione e profilassi a basso impatto ambientale, un indirizzo da sempre assolutamente biologico. Continueremo, noi di Apis Intacta, a lavorare perché l’apicoltura possa rappresentare una attività professionale che rispettando l’ambiente e la natura permetta a tanti giovani di raggiungere un obiettivo professionale sano e socio economicamente soddisfacente. L’incarico di coordinatore per la formazione in apicoltura che ho per l’A.N.A.I., permetterà di esportare il format di avviamento al mestiere di “Apis Intacta” in altre regioni italiane. I contenuti etici e deontologici di Etica e Solidarietà Onlus/Anai Lazio, sono già stati adottati e fatti propri da associazioni come Apicoltura Etica e Solidarietà /Anai Marche, voluta e fondata dal mio amico Pierluigi Pierantoni  e da Apicoltura Etica e Solidarietà/Anai Umbria presieduta da Lucia Patalacci. Il principale obiettivo di “Apis Intacta”, sarà quello di rappresentare sempre di più un punto di riferimento per l’avviamento all’ apicoltura su tutto il territorio nazionale.


Qual è l’obiettivo più ambizioso di APIS INTACTA, e in che modo vuole e potrebbe influire nella gestione delle buone pratiche apistiche in Italia?

Ci piacerebbe che “Apis Intacta” diventasse il marchio di garanzia di apicoltori preparati e consapevoli. Questo basterebbe a ripagare anni di lavoro e sacrificio. Dire che il nostro lavoro possa influire sulle buone pratiche d’apicoltura sul territorio nazionale è forse prematuro. Ma abbiamo allievi che ci hanno raggiunto dalla Calabria, dalla Campania, dall’Umbria, dalla Toscana, dalla Sardegna e da tutte le provincie della nostra regione;  possiamo dire che il metodo “Apis Intacta” sta creando, soprattutto nel Lazio, dei “focal point” di apicoltura consapevole e pulita, quello che questo rappresenterà per la gestione delle buone pratiche apistiche in Italia ce lo diranno il futuro e la pratica dei nostri nuovi apicoltori.

Angelica Alemanno

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