Categorizzato | DIRITTI

IMMIGRAZIONE. Un toccasana per famiglie e imprese

Pubblicato il 19 dicembre 2010 da redazione

(Roma). Dopo l’aggravante di clandestinità, bocciata nel giugno 2009, la Consulta è intervenuta nuovamente in materia di immigrazione, riconoscendo non punibile l’immigrato/a irregolare che, in “estremo stato di indigenza”, continua a rimanere illegalmente nel nostro Paese. Una decisione che per Mario Lana, presidente dell’Unione Forense per la tutela dei diritti dell’uomo, è a favore dei diritti umani e del rispetto della persona. “Avevamo già segnalato l’evidente ingiustizia introdotta dal pacchetto sicurezza. Il caso della donna senza fissa dimora arrestata a Voghera e che viveva nel sottoscala di un edificio abbandonato, è emblematico per Lana – della necessità di considerare con maggior attenzione il rispetto dei valori fondamentali della persona umana. Speriamo che in futuro il governo presti più attenzione alle osservazioni e all’esperienza dei difensori dei diritti umani”.

Per Livia Turco, responsabile Politiche sociali e immigrazione del Pd, la decisione della Corte Costituzionale è una vittoria per i diritti umani e una sonora  bocciatura  della politica del governo sull’immigrazione, perché la sentenza, a differenza di quanto operato finora “mette al centro la dignità umana, come é scritto nella nostra Costituzione. Una persona povera o inerme -conclude Turco- non può e non deve essere espulsa, se e’ a rischio la sua incolumità”.  E del 14 dicembre scorso la notizia drammatica  della morte di un immigrato avvenuta sulle coste leccesi durante uno sbarco di un gruppo di clandestini. Persone che,  fuggendo da situazioni di pericolo e sperando di trovare in Italia una vita più dignitosa, continuano a perdere la vita nel nostro mare”. A loro, soprattutto, in occasione della “Giornata internazionale del migrante”, lo scorso 18 dicembre, è andato il pensiero di chi non si trincera dietro pregiudizi e discriminazioni, e guarda all’altro/a come parte integrante della popolazione italiana. “Un’immigrazione che – come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – contribuisce a ridurre carenze di popolazione in eta’ produttiva e di manodopera, in particolare per alcuni tipi di lavori e di qualifiche. Solo la presenza di immigrati consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Inoltre gli immigrati rappresentano oggi una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori. Bisogna ricordare sempre questi dati fondamentali, senza sottovalutare le difficoltà da affrontare e i problemi da risolvere, ma questa attenzione non deve oscurare l’imprescindibile contributo che l’immigrazione sta dando e darà al nostro Paese e l’esigenza di facilitare l’integrazione fondata sul rispetto reciproco, sul riconoscimento dei diritti di quanti sono giunti in Italia e vi risiedono laboriosamente osservandone le leggi”.

Parole sagge per la Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che, afferma: “sono uno stimolo in più a proseguire sulla strada dell’integrazione e dell’inclusione sociale”.”L’incremento di ricchezza che deriva dall’integrazione fra culture diverse può costituire un valore esponenziale nel miglioramento delle conoscenze e nella crescita delle persone umane, nonché nel rispetto e nell’accettazione delle diversità”, per la Segretaria confederale dell’Ugl, Marina Porro, convinta che ”Occorre adottare politiche di integrazione più efficaci, a partire dalla revisione della legge sulla cittadinanza per le seconde generazioni, perché gli immigrati sono una risorsa per il nostro Paese cui non possiamo rinunciare”.

“Il Paese faccia proprie le parole del Presidente Napolitano sul ruolo insostituibile degli immigrati alla crescita economica e civile dell’Italia. I grandi cambiamenti di questo tempo vanno affrontati con lungimiranza e ferma attenzione ai diritti fondamenti della persona”, sottolinea ancora Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea Nazionale del Pd. “L’immigrazione va governata e non demonizzata, rispettando le differenze e puntando con risorse adeguate all’integrazione dei cittadini stranieri che hanno scelto di vivere con noi, sviluppando una intelligente cultura dell’accoglienza, – continua Bindi – fondata sul riconoscimento di diritti e doveri, in particolare verso le nuove generazioni nate e cresciute nel nostro paese alle quali va al più presto data la certezza di poter acquisire la cittadinanza italiana. Il governo abbandoni la linea fallimentare di ideologica demonizzazione degli stranieri e adegui le proprie strategie ai principi di civiltà e democrazia della nostra Costituzione”.

“Serve una politica di integrazione –  ha dichiarato infine Liliana Ocmin, Segretaria confederale della Cisl – che corresponsabilizzi tutti gli attori coinvolti, per creare reali condizioni di convivenza pacifica, dove uguaglianza, rispetto delle diversità e pari opportunità siano garanzia e strumento di contrasto a tutte le forme di discriminazione. L’immigrazione non sempre è una scelta per chi la compie, ma è una risorsa per il Paese di accoglienza soprattutto se capace di valorizzarne il capitale umano e non solo la forza lavoro. L’integrazione è la vera sfida dei tempi moderni, che mette alla prova la classe politica, la società civile e gli stessi immigrati che devono essere premiati in quanto vivono e contribuiscono con il loro lavoro, allo sviluppo economico, sociale, culturale e previdenziale del territorio che li ha accolti”. ”Chiediamo doveri a coloro che arrivano, ma l’Italia ha il dovere e la responsabilità di salvaguardarne i diritti, primo fra tutti quello all’unita’ familiare ed il diritto di cittadinanza alle seconde generazioni: ai figli degli immigrati nati e cresciuti sul territorio, ma anche il diritto/dovere attivo e passivo di voto alle elezioni amministrative. Queste sono le prerogative di una società interetnica che vede gli immigrati non solo come depositari di tutele, bensì come attori corresponsabili nella costruzione di una società coesa e civile. La Cisl -conclude Ocmin- con la sua capacità riformista, non farà mai mancare il suo apporto costruttivo in questa direzione, perché e’ convinta che una società civile si valuta anche dalla capacità che ha nel tutelare i più deboli”.

Secondo l’ultimo Dossier Statistico Caritas/Migrantes, gli/le immigrati/e in Italia, ai quali il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riconosciuto il merito di rappresentare un “imprescindibile contributo al nostro Paese”, sono poco meno di cinque milioni ma il loro numero è percepito come nettamente superiore. Contribuiscono alla produzione del prodotto interno lordo per l’11,1%, versano alle case dello Stato quasi 11 miliardi di contributi previdenziali e fiscali l’anno, incidono per circa il 10% sul totale dei lavoratori dipendenti ma sono sempre più attivi anche nel lavoro autonomo e imprenditoriale, dove riescono a creare nuove realtà aziendali anche in questa fase di crisi.

(Delt@ Anno VIII, n. 248 del 20 dicembre  2010)

Condividi:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Current
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • PDF
  • Twitter
  • Wikio IT

Tags |, , ,

    • VIOLENZA. Farnesina: Terzi celebra Giornata mondiale contro mutilazioni femminili
    • VIOLENZA. Carfagna: non fermare impegno contro mgf
    • VIOLENZA. Nirenstein (pdl), mutilazioni genitali femminili intervento barbarico
    • VIOLENZA. Germontani (FLI), infibulazione inammissibile in Italia
    • VIOLENZA. Fornero, contrastare atteggiamenti violenza donne
    • VIOLENZA. Mgf, progetto pilota nelle scuole toscane
    • RAPPRESENTANZA. Fornero: vigilerò sulla presenza di donne nei cda
    • SALUTE: a Roma Centro Fecondazione per donne affette da endometriosi
    • LUTTI. Morta Anna Maria Longo, storica dirigente di sinistra
      ottobre 2019
      lun mar mer gio ven sab dom
       123456
      78910111213
      14151617181920
      21222324252627
      28293031EC

      Archivio anni