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GREENPEACE: MORTI PER ALLUVIONE NEL CENTRO ITALIA, VITTIME DEL CAOS CLIMATICO

Pubblicato il 13 novembre 2012 da redazione

GREENPEACE: MORTI PER ALLUVIONE NEL CENTRO ITALIA, VITTIME DEL CAOS CLIMATICO

ROMA, 13.11.2012 – Le drammatiche scene dello scorso anno, quando
finirono sott’acqua prima le Cinque Terre e Genova, poi Messina, si
ripresentano con altrettanta gravità in questi giorni nel centro
Italia.

“Ci sono molte cause per spiegare la violenza dei fenomeni meteo che
stanno colpendo il nostro Paese, e ve ne sono altrettante per i danni
e le vittime che producono, compresi il dissesto idrogeologico e la
gestione del territorio – dichiara Andrea Boraschi, responsabile della
campagna Energia e Clima di Greenpeace – Deve essere chiaro, però, che
questi eventi sono sempre più frequenti e intensi e che sono la
conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”.

Greenpeace – come la parte preponderante della comunità scientifica
internazionale – ritiene che eventi atmosferici estremi come quelli di
questi giorni saranno purtroppo sempre più frequenti e violenti se non
si inverte presto la rotta in materia di emissioni di gas serra.

La frequenza dei disastri naturali risulta fortemente aumentata: nel
1980 furono registrati in tutto il mondo 400 eventi, mentre 30 anni
dopo – con i medesimi criteri di classificazione – ne sono stati
registrati quasi 1.000. Se i disastri geofisici (quali terremoti,
tsunami, etc.) mostrano una sostanziale stabilità numerica, le
inondazioni e le frane sono pressoché triplicate, le tempeste e gli
uragani sono raddoppiati e risultano in forte aumento anche le ondate
di calore, i periodi di siccità, gli incendi.

“Come ha recentemente dichiarato il climatologo James Hansen, queste
anomalie non succederebbero in assenza del riscaldamento globale.
Vedere ogni settimana un’allerta meteo, non è dunque casuale –
conclude Boraschi – Va ribadito che ci sono responsabilità che la
politica e l’industria, in particolare quella energetica, devono
assumersi per garantire un futuro dove a farla da padrone non sia il
caos climatico”.

Greenpeace chiede al Governo italiano di rivedere la sua Strategia
Energetica Nazionale, abbandonando ogni piano di maggiore sfruttamento
e ricorso ai combustibili fossili. La strada del nostro Paese deve
essere quella che già altre economie, ben più avanzate e solide,
stanno perseguendo con convinzione: investimenti in fonti rinnovabili
ed efficienza energetica.

Contatti:
Gabriele Salari, Ufficio stampa Greenpeace, 06.68136061 int.146 – 348.3988615
Andrea Boraschi, Resp. campagna Energia e Clima, 06.68136061 int.257 -
345.7491523

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