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FIRENZE. XXXIII Festival Internazionale Cinema e donne

Pubblicato il 04 novembre 2011 da redazione

4 novembre 2011a9 novembre 2011

(Firenze) Il Laboratorio Immagine Donna presenta da oggi venerdì 4 novembre (fino al 9 novembre), alle 21.00, al Cinema Odeon,  il XXXIII Festival Internazionale Cinema e donne. Il valore e la speranza, diretto da Paola Paoli e Maria Teresa D’Arcangelo.

50 film, tra corti, medi e lungometraggi, da Iran, Spagna, Messico, Argentina, Turchia, Germania, Marocco, Polonia, Italia, Usa, ma la giornata di oggi si apre nel ricordo di una grande donna, Wangari Maathai, la creatrice della Green Bel,t che ha insegnato alle donne del suo Paese a piantare 40 milioni di alberi e a guadagnarsi un salario eco-sostenibile.

“Se non ora, quando interrogarsi sul valore dei film delle registe? Parliamo del cinema  - si legge nella brochure di presentazione dell’evento -come cultura e informazione ma anche come stile di vita, professione di libertà e d’impegno, insomma valore.

Nell’anno dell’Africa dei tre Premi Nobel a donne che guidano proteste capaci di cambiare la guerra in pace, com’è successo in Liberia, attraverso “la sorellanza, la preghiera e il sesso”, scegliamo l’Africa del Kenya, dove il 25 settembre si è spenta

Wangari Maathai. A renderle omaggio, una che l’ha conosciuta bene e ha lavorato con lei, la regista e docente di cinema a Nairobi Wanjuru Kinyanjui, col suo film La battaglia dell’albero sacro, ironico e dissacrante.

Il senso del sacro, il mistero della manipolazione delle coscienze e dei corpi, è oggi al centro del racconto delle registe, come la polacca Barbara Sass nel nuovissimo In the Name of the Devil. Come anche al cuore della storia della guerra civile spagnola, su cui non si smette mai di indagare, ne La buena nueva di Helena Taberna. Ma anche di ricerche di enorme impatto mediatico, come Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, Sigillo della pace 2011.

La storia dei singoli, testimoni ordinari di eventi eccezionali è protagonista di My Perestroika, dell’americana Robin Hessman, il più recente successo della New Day, la distribuzione americana di film indipendenti che compie 40, nobilissimi anni, di un’avventura cominciata da tre donne e un uomo, che sono ora più di cento. Seguendo le stesse regole: indipendenza, innovazione e cambiamento sociale. Più o meno quelle che guidano da sempre la coppia Marina Piperno (Sigillo della Pace 2010) e Luigi Faccini nella riscoperta della figura e della scelta dell’ufficiale di marina Rudolf Jacobs, un tedesco che osò passare alla Resistenza.

Un modello che può confrontarsi, in Europa, con la distribuzione tedesca Basis Film, che in quarant’anni ha saputo rinnovarsi restando fedele alle stesse regole.

Nella nuova Italia dei tanti fermenti, dialogheranno con la nuova associazione Maude, composta di molte professioniste del cinema e con quella delle documentariste toscane, riunite nella sigla ADA.

In sostanza, sta cambiando la musica e il suono è quello del fado, interpretato e rinnovato dalla portoghese Misia, Premio Gilda 2011, una delle protagoniste del film Passione di Turturro.

La speranza, suggerisce la regista marocchina Selma Bargach, è riuscire prima o poi a scoprire il segreto de La 5ème corde, un percorso di apprendimento personale dell’arte e della vita che nessun maestro può trasmettere”.

Info e programma www.laboratorioimmaginedonna.it

(Delt@ Anno IX, n. 214 – 215  del 4 – 5 novembre 2011)

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