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FEMMINICIDIO. Kelly Echeverrì, della Ruta Pacifica delle donne Colombiane affida il mandato alle donne della Regione Campania

Pubblicato il 27 gennaio 2012 da redazione

(Delt@) Napoli 27 gennaio 2012 In occasione della missione di testimonianza di Kelly Echeverrì, della Ruta Pacifica delle donne Colombianea  Napoli dal 28 Gennaio al 6 Febbraio 2012

Femminicidio – guerra è un binomio che le donne Colombiane sperimentano nel modo più diretto, nella pressoché indifferenza della comunità internazionale.

All’interno di questo binomio c’è la gamma  degli orrori : le bambine e i bambini “arruolati” ed armati dalle FARC, e le bambine prostituite poi prese, imprigionate, uccise dall’esercito regolare, l’espropriazione e lo sfollamento violento delle case e delle terre,il Desplazamiento,  e  gli stupri usati come arma di guerra.  Lottare per la pace in Colombia,  dicono le donne della Ruta Pacifica (la rete delle donne Colombiane contro la guerra) , lì come in tutto il mondo, consiste nell’agire per la liberazione di ogni donna, bambino, uomo dalla sopraffazione violenta. Ma nelle trattative interne e nelle mediazioni internazionali, quando si riesce ad aprirle, si dà per scontato che col disarmo la guerra finirà per tutti. Le donne sanno che non è così: la guerra per le donne e i bambini continua nelle case e per le strade. Come in tutte le case e tutte le strade del mondo.

Ogni  Paese deve affrontare quella guerra silenziosa, perché silenziata, ed ogni rappresentante Istituzionale ne ha la responsabilità.

La denuncia e la lotta comune su questo terreno difficile, perché reso difficile dalla distrazione di chi ha il potere di intervenire e dar forza alla parola delle donne, ha bisogno di azioni concrete e simboliche insieme.

La condivisione degli obiettivi tra donne apparentemente lontane, per cultura e condizione, è il percorso di denuncia, conoscenza, azioni solidali, iniziative comuni che Ruta Pacifica e Donne in Nero, in Italia con l’UDI, portano avanti.

L’Iniziativa pubblica del 25 Novembre,  contro la violenza sulle donne e il femminicidio, tenuta nella Sala della Loggia dalle DIN e dall’UDI col patrocinio morale del Comune di Napoli, è stata la prima manifestazione pubblica a Napoli per presentare il progetto comune di spingere il Parlamento Colombiano e quello Italiano ad approvare leggi organiche contro la violenza sessuata. Leggi organiche che prevedano l’inammissibilità di azioni femminicide, di stupro, di moderazione coatta dei comportamenti, di prostituzione schiavistica, sul terreno nazionale e fuori di esso, con aggravante, se compiuti in missioni militari.

Le donne presenti a quella manifestazione hanno assunto due impegni che intendono portare avanti coinvolgendo sempre più donne, ma soprattutto chiedendo l’assunzione dello stesso impegno da parte di chi per ruolo e posizione può compiere gesti concreti nel  dare un altro volto alla convivenza.

Si tratta di spingere i Parlamenti a discutere finalmente le leggi che realmente pongano le condizioni per eliminare la violenza sessuata su donne e bambini. Le donne di Colombia e quelle Italiane le hanno scritte, i Parlamenti le discutano. L’altro impegno è quello di cominciare da subito azioni decise in difesa di donne, bambine e bambini. Le donne Colombiane della Valle del Cauca hanno scritto il “Mandado” che in tantissime hanno già firmato anche in Italia, da consegnare alle Ambasciate della  Colombia nei diversi Stati, e che è la denuncia e la richiesta di agire subito per fermare il massacro perpetrato su donne, bambini e popolazione civile.

Le donne della Ruta, le DIN e l’UDI nell’incontro del 3 Febbraio 2012 presso la Regione, consegneranno il Mandado nelle mani delle Consigliere. Chiederanno la loro collaborazione nel dotare finalmente l’Italia di una legge organica contro le violenze e di assumere il ruolo di portavoce autorevoli nei confronti dei loro Partiti e delle Istituzioni nazionali perché rispondano alle indicazioni Europee e della Cedaw, ed introducano nelle agende politiche, per le trattative e i protocolli sia economici che di altra natura, l’affermazione  del diritto a vivere senza la minaccia del femminicidio.

Il Parlamentino della Campania ha già aperto la sua prospettiva nel senso indicato dal Movimento delle donne per la convivenza pacifica, già dal 2005 consegnando il Premio per la Pace alle donne della Ruta Pacifica e dotandosi di una legge contro la violenza che prevede forme di risarcimento alle vittime. È un inizio simbolico che attende altri e significativi traguardi.

Donne In Nero e UDI

La via delle donne stanche di violenze e guerre: la Ruta Pacifica delle donne colombiane

Incontri con una testimone

Kelly Echevarri

Il Conflitto in Colombia è armato, tra forze governative e narcos, è una guerra terribile che segna la quotidianità di donne, bambini e uomini.

Le cronache internazionali ne parlano poco e senza restituire la dimensione tragica delle conseguenza sulla popolazione civile. Dall’una e dall’altra parte i metodi sono efferati. La vergogna di azioni che hanno come bersaglio le bambine e i bambini è documentata e va finalmente portata alla coscienza collettiva.

Su invito dell’UDI di Napoli e delle Donne in nero di Napoli verrà in città Kelly Echevarri, per un ciclo di incontri durante i quali la guerra contro i bambini sarà raccontata e sarà raccontata la resitenza delle donne Colombiane che vogliono dire basta alla guerra.

Insieme, le donne che vivono realtà diverse, durante gli incontri programmati per la venuta di Kelly Echevarri, attivista femminista e pacifista, parleranno di una guerra nascosta, efferata come quella combattuta con le armi: quella dei rapimenti delle bambine e dei bambini per armarli, per trascinarli in una tragedia immane che devasta il loro futuro. E quella delle donne violentate ed uccise, lì in  nome di una causa di cui si è persa la memoria, anche da chi dice di sostenerla e  che, in realtà, cela interessi estranei a quelli dichiarati.

La pratica della conoscenza dei fatti e del rafforzamento delle reti solidali è quella scelta dalle donne in tutto il mondo per opporre la celebrazione della pace alla “necessità della guerra”.

Una serie di incontri con istituzioni e persone comuni sarà un’occasione, anche gioiosa, per alzare il velo del silenzio su una delle guerre “fuori dalle agende politiche”.

Le scuole, come sempre, sono tra le tappe preferite perché la formazione alla pace è prima di tutto conoscenza.

Per UDI e Donne in Nero

Stefania Cantatore (portavoce dell’UDI)

Napoli, Gennaio 2012

Kelly la messaggera

La Colombia è martoriata da un conflitto poco conosciuto nella sua reale dimensione, specialmente rispetto alle conseguenze per la cittadinanza femminile, schiacciata fra due eserciti combattenti, l’uno clandestino l’altro governativo, che si assomigliano molto per il disprezzo della vita umana e la ferocia verso le donne e i bambini.

Le Donne in Nero e le donne della Ruta Pacifica hanno da tempo stipulato un sodalizio, che si è celebrato e ufficializzato nel 15° Incontro Internazionale delle Donne In Nero svoltosi quest’anno a Bogotà, che ha segnato un punto importante nella concezione del pacifismo femminista: donne contro le guerre e contro la guerra tra i generi, nella quale soccombono le donne e i bambini, ma anche gli uomini perché anch’essi oppressi ed obbligati a perdere le virtù civili ed emotive.

In Colombia, la guerra commette i crimini di sempre, ma le Donne in Nero e la Ruta Pacifica ci permettono di non archiviare le vittime e di disturbare il normale svolgersi del massacro rendendo pubbliche le modalità di quella guerra e interponendosi tra vittime e aguzzini.

Le bambine e i bambini rapiti dai narcotrafficanti, armate ed armati in modo coatto, le bambine tenute al seguito come prostitute e fattrici di nuovi combattenti, sono  un orrore che le donne colombiane vogliono disvelare alla coscienza collettiva del mondo civile, affinché restituisca vita e dignità alle persone offese, e che siano esse l’elemento centrale nelle trattative per la pacificazione.  Sono  le donne,  le vittime dello stupro definito in sede ONU “vera e propria guerra contro le donne”, a farsi messaggere e testimoni di un’operazione politicamente e civilmente straordinaria: la scrittura di una proposta di legge per contrastare la violenza sessuata, che venga approvata in Colombia e negli altri Stati.  Nessuna sarà  veramente libera se non saranno libere tutte!

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Le “Messaggere” sono visibili antagoniste delle soluzioni armate, accusano i narcos, la guerriglia,  ma anche il Governo. Accusano i metodi degli uni e degli altri, indicano le vie della pace. Per questo sono perseguitate e spesso alcune anche eliminate. Le donne napoletane vogliono interporsi tra le Messaggere e i loro aggressori e nel “Programma di azioni solidali per la lotta alle guerre e alle violenze” chiedono di avere al loro fianco l’Amministrazione Comunale, che autorevolmente si assuma il compito di interloquire con la Farnesina per l’apertura di una via di tutela internazionale delle Messaggere di pace contro la violenza.

Le Donne In Nero e l’UDI di Napoli chiedono un incontro pubblico per la presentazione di una campagna, che vorrebbero patrocinata dal Comune di Napoli, per il sostegno e la liberazione delle bambine e per la protezione delle attiviste in Colombia.

Rosaria Mariniello e Stefania Cantatore

( per DIN e UDI)

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