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	<title>Delt@ News</title>
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	<description>Agenzia di stampa delle donne</description>
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		<title>VIOLENZA. Il diritto di denunciare: regole certe</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[(Napoli) La denuncia, se si è vittime di violenze perché donne,  è il primo passo per godere delle libertà costituzionali. Gli ostacoli e le diversioni che dissuadono le vittime nell’accedere a questo primo indispensabile passo, sono  ancora ricorrenti nei luoghi deputati alla tutela del diritto.
Insieme ai pregiudizi e alle sottovalutazioni culturali, la scrittura disarticolata ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Napoli) </strong>La denuncia, se si è vittime di violenze perché donne,  è il primo passo per godere delle libertà costituzionali. Gli ostacoli e le diversioni che dissuadono le vittime nell’accedere a questo primo indispensabile passo, sono  ancora ricorrenti nei luoghi deputati alla tutela del diritto.</p>
<p>Insieme ai pregiudizi e alle sottovalutazioni culturali, la scrittura disarticolata ed ambigua delle regole continua ad essere complice del femminicidio.</p>
<p>La violenza degli uomini sulle donne, in casa, sul lavoro, per le strade, nelle scuole è un crimine che con cadenza annuale viene enumerato, mostrato e svelato, pur considerando i dati frutto di una sottostima. Da oltre trent’anni  indichiamo ai Governi  soluzioni certe per il contrasto alla prima causa di morte precoce per le donne e ostacolo alla realizzazione dei diritti umani.</p>
<p>La reiterazione dei reati con la stessa o con più vittime e la diffusione di comportamenti proprietari nel genere maschile, nonostante la forte rilettura in chiave politica delle responsabilità nel femminicidio imposta dal movimento delle donne<strong>, mostrano che l’inadeguatezza delle regole invalida ogni cambiamento culturale.</strong></p>
<p><strong>Il  testo unico di Pubblica Sicurezza, all’Art. 1, recita:</strong></p>
<p><strong> “per mezzo dei suoi ufficiali, e a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati”, definizione che si presta a controverse interpretazioni e che  certamente induce a comportamenti contrari al diritto delle donne di accedere alle vie giudiziarie per la tutela della propria salvaguardia, esponendo tutte ai rischi noti e meno noti. </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Di fronte all’inerzia parlamentare nell’adeguare le leggi Italiane così come indicato dalle risoluzioni Europee<strong>, sollecitiamo l’intervento autorevole delle Ministre alla Giustizia e agli Affari Interni,  perché sia data chiara indicazione dell’inapplicabilità, a qualsiasi titolo, di azioni “di mediazione o composizione” extragiudiziale di fronte ad eventi familiari e relazionali per i quali la vittima ha ritenuto di dover ricorrere alla forza pubblica o per i quali di questa sia richiesto l’intervento. Indichino inoltre, detti Ministeri,  l’obbligo contestuale di fornire dettagliata informazione,  alla vittima, dei diritti e delle provvidenze di sostegno alle quali può accedere per un efficace percorso legale.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Le Promotrici Udi di Napoli e DonneSuddonne</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>A seguire l&#8217;aggiornamento delle firme a sostegno della modifica dell&#8217;art. 1 del TU di pubblica sicurezza che favorisce le pressioni verso le vittime di violenza sessuata perchè desistano dalla denuncia</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Le sottoscritte</strong></p>
<p>Giorgia De Gennaro, Udi di Catania, Udi Lentini, Udi di Pescara, Udi Reggio Calabria, Udi di Bologna, Clara Pappalardo (Arcidonna-Centro Antiviolenza del Comune di Napoli AURORA), Alessandra Valle, Elisabetta Riccardi e Simona Molisso (sportello Antiviolenza Le Kassandre), Lella Palladino e il Centro Eva (Maddaloni-CE), Chiara Guida, Patrizia Palumbo e Fortuna Varuni (Dream Team), Teresa Coppola, Teresa Vitale (Sportello Antiviolenza Spazio Aspasia- Giugliano -NA), Laura Capobianco (SEL Campania), Simona Ricciardelli (Comitato 194, Elvira Reale (ass. Salute donna), Carla Pecis, Marianna Panico (ass. Ernesto Rossi), Elena Coccia (Consigliera Comunale), Caterina Pace (consigliera provinciale di Napoli), Alisa Del Re (direttora CIRSPG Università di Padova), Liana Novelli ( Donne Italiane in Europa), Angela Cortese (Consigliera Regionale in Campania), Associazione Maddalena (Napoli), Enza Turco, Annamaria De Crescenzo, Clarissa Campodonico, Lalla Cantatore, Agnes Berta , Isabella Bonfiglio (UIL), Piero Brilla, Brunella Severino (bn), Rosanna di Bari, Luigi Amato (legale rappresentante SAGAN), Rosanna Fucarino e Massimo Scuotto, Giuliana Cacciapuoti,Associazione Viva124, Arcilesbica Napoli”Le Maree”, Teresa Potenza (CGIL NA), Rosalba Cenerelli (CGIL NA), Teresa Coppola (CGIL Na), Valeria Valente (PD), Rosangela Pesenti e il gruppo Sconfinate (Bergamo), Grazia Negrini, Paola Strippoli, Maria Grazia Sapienza per la redazione Argo di Catania, Simonetta Cormaci (Catania), Barbara Crivelli (Insegnante, Catania), Elvira Morana (Segreteria Regionale CGIL Sicilia), Associazione Antimafie Rita Atria, Centro Astalli (Catania), Graziella Proto (Direttora Casablanca), Anna Bucca (Presidente ARCI Sicilia), La Città Felice (Catania), Carmen Currò (Presidente CEDAV Messina), Santina Sconza (Presidente ANPI Catania), Girodivite &#8211; Segnali dalle città invisibili, Luisa Albanella (segretaria confederale CGIL Catania), Erica Sapienza (Coordinamento Donne CGIL Catania), Caterina Cannistrà (Emergency Catania), Brunilde Zisa (Emergency Catania), Chiara Petrelli (Catania), Luciana Carfi (Presidente ARCI Gela), Maria Giovanna Italia (Presidente <strong>Arci Comitato Territoriale Catania</strong>), Centro per la famiglia (AUSER/ARCI Sportello di Gela e Niscemi), Pinuccia La Placa (Psicologa, Butera), Pina La Villa (Insegnante, Catania), Stefania Mazzone (Gerta Human Reports); Maria Angela Caponnetti (Segretario Comunale Enna), Marisa Vinciguerra (Docente Dipartimento Biologia Animale, Catania), Antonella Treffiletti (Insegnante, Catania), Francesca Nicolais (Napoli), Daniela Faggella(NA), Maryvonne Lorizio(NA), Marcella de Martino(NA), Vincenza Maione(NA), Flora Antinolfi (NA), Ilaria Tuorto (NA), Simona Fiordelisi (NA), Monica Farina (NA), Franca Starace (NA), Chiara Guido (NA), Alessandra Guido (NA), Francesca di Domenico (NA), Anna Montrone (NA), Gabriella Montrone (NA), Simona Flaggiello (NA), Claudia Abbronzino (NA), Francesca di Napoli (NA), Annalisa Gargiulo (NA), Veruska d&#8217;Alesio (NA), Fortunata Apuzzo (NA), Maria Rosaria Cristini (NA), Lucilla Sergiacomo (Pescara), Silvia Cucchiarelli (Roma), Marisa Giuliani (NA), Maria Grazia Valentino ( rete SEL Campania), Mariella Palmieri ( rete SEL Campania) ,Mariangela Taranto ( SEL Benevento),Cristina Caria ( SEL Napoli), Marcella Raiola (SNOQ-13 febbraio- Napoli), Mircea Masserini (BG), Elena Rocco (NA),Maria de Marco (Napoli), Anna Rosa Conte (Napoli), Enrico di Bello (NA), Stefania Fanelli (ass. Frida Kalho- SEL Campania- Marano di Napoli), Antonio Armenante (Cava de’Tirreni –SA), Valeria Caliendo, Maura Maffezzoli, Avv. Angela di Rienzo, Ivana Stazio (NA), Noemi Saggioli (CT), Comitato Pari Opportunità dell’università di Catania, SNOQ-Catania, Le Voltapagine- Catania, Claudia Finocchiaro, Agata Borgnanni (Catania), Francesca Koch (Roma), La Casa Internazionale delle donne di Roma, Vittoria Vigo, Miriam Capobianco (NA), Carla Cantatore (Roma), Gabriella Nisticò (Roma), Archivia-Archivi Biblioteche Centri di documentazione delle donne (Roma), Fiorella Saura (Roma), Patrizia Scandella (Roma), Alma Mazzi (Roma), Lucia Formichetti (Roma), Giorgio Scafetta (Roma), prof. Maria Rosaria Marella (Roma), Simona Sarti (Roma), Sarina Aletta (Roma), Edoardo Latessa &#8211; Roma, Annelise Scafetta (Roma), Alessandro Monti (Roma), Rita Formichetti (Roma), Luisa Amorosi (Roma), Primo Formichetti (Roma), Andrea Perti &#8211; Roma, Francesca Perti &#8211; Roma, Monica D&#8217;Angeli &#8211; Milano, Nadia Palozza (Tivoli), Elena Cristina Santini (Gardone Riviera), Lella Meier (Roma), Kirsi Viglione (Napoli), Fausta Manno (Roma), Rosa Papa (ASL NA1-Napoli), Maria Gabriella Garzillo (Roma), Dr. Silvana Turco (Roma), Simona Toscano (Roma), Maria Giovanna Bottiglia (Roma), Alisa Del Re (università di Padova), SNOQ Napoli, Maddalena Robustelli (Sala Consilina-SA), Maria Chiaramonte (Brescia), Udi Cerchio del lago (Gardone Riviera-BS), Elena Paris (ROMA), Martina Polani (Roma), Lidia Menapace, Clara Cantatore (Pozzuoli-Napoli), Marianna Migliaccio (Napoli), Livio Muscariello (Napoli), Linda Caputo (Napoli), Silvano Caputo (Napoli), Arturo Caputo (Napoli), Sara Coppola (Napoli), Ilaria Improta (Caserta), Cristina Zagaria (Presidente del Comitato Ricominciare- per il risarcimento pubblico delle vittime della violenza sessuata)</p>
<p><strong><em><a href="http://udidinapoli.blogspot.com/" target="_blank">http://udidinapoli.blogspot.com</a><br />
NO OMSA &#8211; NO GOLDEN LADY &#8211; NO POMPEA</em></strong></p>
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		<title>AOSTA. IL 13 MAGGIO 2012 FESTEGGIA CON LA FIDAS DONNE</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 13 maggio 2012; 15:00; ] FESTA DELLA MAMMA
FIDAS DONNE VALLE D’AOSTA
IL 13 MAGGIO 2012 FESTEGGIA CON LA FIDAS DONNE
SCOPRI COME DIVENTARE DONATORE
La Fidas Donne Valle d’Aosta è lieta di invitarvi per trascorrere
insieme la festa della mamma. Un pomeriggio di giochi per promuovere la
donazione del sangue, dei suoi emocomponenti e del sangue del cordone
ombelicale. Non mancare il 13 maggio 2012, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">13 maggio 2012</td></tr><tr><td colspan="3">15:00</td></tr></table><p>FESTA DELLA MAMMA<br />
FIDAS DONNE VALLE D’AOSTA<br />
IL 13 MAGGIO 2012 FESTEGGIA CON LA FIDAS DONNE<br />
SCOPRI COME DIVENTARE DONATORE<br />
La Fidas Donne Valle d’Aosta è lieta di invitarvi per trascorrere<br />
insieme la festa della mamma. Un pomeriggio di giochi per promuovere la<br />
donazione del sangue, dei suoi emocomponenti e del sangue del cordone<br />
ombelicale. Non mancare il 13 maggio 2012, a partire dalle ore 14:30 c/o il<br />
Palais Fent in Loc. Les Iles 1 – 11020 – Brissogne (AO)<br />
Nel pomeriggio sono previsti dei giochi con i bambini e la merenda<br />
offerta dall’associazione, sarà inoltre distribuito del materiale illustrativo circa<br />
la donazione del sangue e dei suoi emocomponenti e la dott.ssa<br />
PELLISSIER Lucia, ostetrica, sarà a disposizione per rispondere ai vostri<br />
dubbi in merito alla donazione del sangue del cordone ombelicale, una<br />
risorsa impareggiabile, per la cura dei tumori.<br />
Per informazioni:<br />
C/O CSV<br />
Via Xavier de Maistre, 19<br />
11100 Aosta<br />
Ref: Soluri Valentina<br />
Tel.: 340 09 30 414<br />
E-mail: fidas.donne.vda@gmail.com<br />
www.fidas.it</p>
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		<title>MILANO. IL CONSULTORIO AI TEMPI DI FACEBOOK</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 11 maggio 2012; 15:00; ] MILANO. IL CONSULTORIO AI TEMPI DI FACEBOOK

ATTUALITÀ DI UN BENE COMUNE A RISCHIO ESTINZIONE

VENERDÌ 11 MAGGIO 2012, ORE 9.30 – 17.30

SALA “ALESSI” PALAZZO MARINO COMUNE MILANO

Ragazze e ragazzi ci vanno ancora al consultorio per fare domande sul

sesso o se ne

ricordano solo quando hanno bisogno della pillola del giorno dopo?

Perché spesso una

donna preferisce spendere il doppio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">11 maggio 2012</td></tr><tr><td colspan="3">15:00</td></tr></table><p><strong>MILANO. IL CONSULTORIO AI TEMPI DI FACEBOOK</strong></p>
<p>ATTUALITÀ DI UN BENE COMUNE A RISCHIO ESTINZIONE</p>
<p>VENERDÌ 11 MAGGIO 2012, ORE 9.30 – 17.30</p>
<p>SALA “ALESSI” PALAZZO MARINO COMUNE MILANO</p>
<p>Ragazze e ragazzi ci vanno ancora al consultorio per fare domande sul</p>
<p>sesso o se ne</p>
<p>ricordano solo quando hanno bisogno della pillola del giorno dopo?</p>
<p>Perché spesso una</p>
<p>donna preferisce spendere il doppio per una visita ginecologica in uno</p>
<p>studio privato?</p>
<p>Di questi ed altri temi si parlerà l’11 maggio in un un convegno sulla</p>
<p>salute di genere organizzato dai Consultori Privati Laici della</p>
<p>Lombardia, che rilanciano il dibattito sull’attualità dei consultori</p>
<p>Con una domanda di fondo: se il consultorio è malato, chi lo curerà?</p>
<p>Saranno presentati dati aggiornati sull&#8217;attività dei consultori privati e pubblici della Lombardia</p>
<p>Il convegno, patrocinato da Regione, Provincia e Comune di Milano, è</p>
<p>indirizzato non solo</p>
<p>a chi opera nel settore sanitario ma a chiunque abbia a cuore i temi</p>
<p>della laicità e della</p>
<p>salute come bene comune.</p>
<p>ingresso gratuito, previa registrazione</p>
<p>inviando una mail a consultoriprivatilaici@gmail.com</p>
<p>o un sms al 349.2501251</p>
<p>www.consultoriprivatilaici.net</p>
<p><a href="http://www.deltanews.net/wp-content/uploads/2012/05/Convegno11maggioComunicato_stampa.pdf">Convegno11maggioComunicato_stampa</a></p>
<p><a href="http://www.deltanews.net/wp-content/uploads/2012/05/presentaz_dati_1.ppt">presentaz_dati_1</a></p>
<p><a href="http://www.deltanews.net/wp-content/uploads/2012/05/PROGRAMMA_CONVEGNO_OK.pdf">PROGRAMMA_CONVEGNO_</a></p>
<p><a href="http://www.deltanews.net/wp-content/uploads/2012/05/Incontri_a_tema_Consultorilprivatilaici.pdf">Incontri_a_tema_Consultorilprivatilaici</a></p>
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		<title>POLITICA. UDI BO. Manifestazione delle bandiere bianche : la vita delle donne non e’ un circo mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifestazione delle bandiere bianche : la vita delle donne non e’ un circo mediatico
Sono momenti difficili questi che viviamo. Al nostro punto di ascolto in UDI percepiamo un aumento della fragilita e precarieta’ del vivere quotidiano a cui si fatica a fornire risposte e strade percorribili. Quando e’ pervenuta la richiesta di aiuto da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manifestazione delle bandiere bianche : la vita delle donne non e’ un circo mediatico</strong></p>
<p>Sono momenti difficili questi che viviamo. Al nostro punto di ascolto in UDI percepiamo un aumento della fragilita e precarieta’ del vivere quotidiano a cui si fatica a fornire risposte e strade percorribili. Quando e’ pervenuta la richiesta di aiuto da parte di Tiziana  la vedova del signor Campaniello suicidatosi davanti all’agenzia delle entrate di Bologna con un gesto che ha lasciato tutti increduli, noi donne dell’UDI abbiamo risposto “noi ci siamo”.  Abbiamo ascoltato e  messo a disposizione cio’ che la nostra associazione e’ in grado di fornire : aiuto legale, aiuto psicologico e soprattutto la vicinanza tra le donne che in questa citta’ non e’ mai venuta meno. Ci teniamo a sottolineare come le reti di donne sono una realta’ consolidata nel tempo in questa citta’. Cosi’ pure il filo che unisce le donne dell’associazionismo e delle Istituzioni.Un bene collettivo da non perdere.</p>
<p>Questa mattina alla manifestazione delle bandiere bianche davanti all’Ospedale Maggiore nel portare  la vicinanza delle donne dell’UDI abbiamo assistito ad una rappresentazione della realta’ che non condividiamo: monopolizzare da parte di taluni un momento che voleva essere di ricordo e di espressione di un disagio diffuso, in particolare delle donne. .Avremmo voluto assistere ad un maggior rispetto dei sentimenti che hanno portato queste donne ad organizzare la manifestazione poiche’ dietro a queste morti non vi e’ solo una questione di “fisco iniquo” ma una fortissima solitudine. La disperazione non va allontanata ma affrontata. Siamo donne, cittadine orgogliose di appartenere ad una citta’ capace di forti slanci solidali e siamo in tante a sostenere  che una societa’ solidale significa anche una maggiore giustizia sociale. E noi donne lo sappiamo bene poiche’e  veniamo da discriminazioni e violenze  secolari non ancora estirpate. Questa e’ una crisi che sentiamo tutti ma noi donne in misura maggiore, siamo le econome della famiglia, siamo addette alla “manutenzione” della famiglia e comprendiamo cosa significa per Tiziana avere perso il compagno di una vita in quel modo orribile, trovarsi senza un lavoro, donna sola, ad affrontare un futuro buio e incerto e ad aumentare il numero delle donne invisibili di questo Paese.Ecco perche’ eravamo li’ con  altre donne che rappresentano associazioni, istituzioni o anche solo per solidarieta’ individuale.Donne di una città civile che è presente e che ha sempre dimostrato di saper dare delle risposte..</p>
<p>La vita delle donne non e’ un circo mediatico. I riflettori si spengono ma noi siamo qui tutti i giorni e non ci sottraiamo alle nostre responsabilita’ di donne e cittadine.. Vorremmo che tutti lo facessero.</p>
<p>Le donne dell’Udi di Bologna</p>
<p>Bologna 4 maggio 2012</p>
<p>sede di Bologna</p>
<p>via Castiglione 24, cap. 40124</p>
<p>tel e fax 051 232313- 236849 – e-mail udibo@libero.it</p>
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		<title>POLITICA. Le Nazioni Unite adottano risoluzione su giovani e adolescenti</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[(Roma) 4 maggio 2012. Una risoluzione coraggiosa, che guarda al benessere e investe nel futuro di oltre 3 miliardi di persone, i/le giovani sotto i 24 anni, quasi la metà della popolazione mondiale, che l’anno scorso ha superato i 7 miliardi.
E’stata adottata il 27 aprile dalla Commissione su popolazione e sviluppo delle Nazioni Unite nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) </strong>4 maggio 2012. Una risoluzione coraggiosa, che guarda al benessere e investe nel futuro di oltre 3 miliardi di persone, i/le giovani sotto i 24 anni, quasi la metà della popolazione mondiale, che l’anno scorso ha superato i 7 miliardi.</p>
<p>E’stata adottata il 27 aprile dalla Commissione su popolazione e sviluppo delle Nazioni Unite nella sua 45.a sessione, e riguarda la loro salute sessuale e riproduttiva, il diritto dei giovani di decidere sulle questioni relative alla loro sessualità; l&#8217;accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, compreso l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, laddove sia legale, in condizioni di sicurezza, garantendo riservatezza e rispetto senza alcuna discriminazione; il diritto a un’educazione sessuale completa; il controllo della propria sessualità, libera da violenza, discriminazione e da ogni coercizione.</p>
<p>La Commissione su popolazione e sviluppo (CPD) esamina le tendenze e i problemi specifici relativi alla popolazione mondiale nel suo complesso e a situazioni specifiche dei diversi paesi, dando indicazioni su possibili programmi di lavoro e sulle politiche necessarie, sia per le Nazioni Unite stesse che per i singoli Paesi membri.</p>
<p>“Questa Commissione è uno degli strumenti più importanti che abbiamo, un’occasione per parlare di giovani, per i/le giovani e con i/le giovani”, ha detto Kgomotso Papo, parlando a nome della delegazione del Sud Africa, durante la sessione plenaria di chiusura.</p>
<p>“Questa risoluzione era attesa da lungo tempo e rafforza il Piano d’azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo tenutasi al Cairo nel 1994” , ha dichiarato Daniela Colombo, Presidente dell’Aidos. “Tra due anni ci sarà una verifica formale di quanto è stato fatto negli ultimi vent’anni e di quanto ancora bisogna fare. Ci auguriamo che il nostro Governo sia un attore importante di questo processo e ribadisca il suo impegno senza subire l’influenza delle politiche del Vaticano in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi”, conclude Colombo.</p>
<p>La risoluzione arriva sulla scia di un rapporto dell&#8217;Unicef, “<em>Progress for Children. A Report Card on Adolescents”,</em> che lancia un allarme in particolare per la condizione degli/lle adolescenti in Africa, il continente che entro il 2015 avrà il più alto numero di adolescenti al mondo. Il loro futuro è però messo a rischio dalla pandemia dell&#8217;HIV/AIDS, dall&#8217;alto numero di gravidanze precoci e indesiderate e dalle conseguenti complicanze al parto, dalla violenza, dalla disoccupazione, dall&#8217;ancora insufficiente accesso all&#8217;istruzione..</p>
<p>Il rapporto dell’Unicef e le decisioni finali della Commissione evidenziano la gravità della situazione e l’urgenza di realizzare politiche efficaci a sostegno di tutti i/le giovani. L’adolescenza è una fase delicata della crescita di un essere umano, il giusto investimento può interrompere il ciclo di povertà e tutto ciò che da questo consegue, portando opportunità economiche, sociali e politiche non solo agli/alle adolescenti ma alle comunità e agli Stati di cui questi sono cittadini e cittadine.</p>
<p>In chiusura della sessione, il Presidente della Commissione, l’ambasciatore Hasan Kleib, ha invitato gli Stati membri a realizzare tali accordi a livello nazionale, affermando che &#8220;ora dobbiamo incamminarci su questo nuovo sentiero”.</p>
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		<title>CULTURE. Girls. Il postfemminismo ai tempi della crisi economica</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 12:54:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Roma) 5 maggio 2012 Negli Sati Uniti tutti ne parlano da mesi e, inevitabilmente, l&#8217;eco è giunta fino a noi. Si tratta di Girls, la serie tv in onda dal 15 Aprile scorso sul canale statunitense HBO. Trenta minuti ad episodio per entrare nelle vite di Hannah, interpretata dalla creatrice e produttrice dello show Lena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) 5 maggio 2012 </strong>Negli Sati Uniti tutti ne parlano da mesi e, inevitabilmente, l&#8217;eco è giunta fino a noi. Si tratta di <em>Girls</em>, la serie tv in onda dal 15 Aprile scorso sul canale statunitense HBO. Trenta minuti ad episodio per entrare nelle vite di Hannah, interpretata dalla creatrice e produttrice dello show Lena Dunham, Jessa, Marnie e Shoshanna, quattro ventenni che cercano di seguire le proprie aspirazioni in una New York incupita dalla crisi del mercato del lavoro.</p>
<p>Ed è proprio da uno spaccato di vita quotidiana ai tempi della crisi che la fiction prende avvio.</p>
<p>“Ti sei laureata due anni fa, ti abbiamo mantenuta per due anni ed è abbastanza” Così la madre di Hannah infrange l&#8217;atmosfera di un&#8217;insospettabile cena a ristorante, lasciando improvvisamente la figlia senza quel supporto economico indispensabile per mantenersi a New York, dove condivide con molti coetanei lo status di tirocinante a tempo indeterminato senza rimborso spese.</p>
<p>In molti hanno associato <em>Girls </em>ad un&#8217;altra serie tv culto che ha chiuso i battenti da ormai 8 anni: <em>Sex and the city</em>. Il confronto tra le due serie è quasi inevitabile; in entrambi i casi si tratta di quattro amiche newyorkesi che parlano si sesso, relazioni e lavoro e la stessa Dunham affronta il parallelo in molte interviste.</p>
<p>Tra le due serie, tuttavia, vi sono alcune dissonanze e la più evidente riguarda l&#8217;ambientazione. Dalle atmosfere eleganti e modaiole in cui si muovevano Carrie &amp; company alle strade di Brooklyn solcate dalle giovani <em>Girls, </em>decisamente poco glam, Hannah in testa con le sue camicie che sembrano uscite dal baule della nonna.</p>
<p>Ma il budget non è l&#8217;unico elemento a segnare la distanza tra le quattro ventenni di <em>Girls</em> e le quarantenni di <em>Sex and the City</em>. Come ha scritto Alessandra Stanley sul <em>The New York Times </em>“Sex and the city raccontava fallimenti sentimentali circondati dai segni del successo, Girls offre fallimenti romantici circondati dalle tracce degli insuccessi”. Carrie, infatti, quando non si tormentava dietro Mister Big era una donna indipendente, entusiasta del suo lavoro e circondata da persone affermate e di successo. Hannah e le sue amiche, al contrario, sembrano condannate all&#8217;incertezza lavorativa e a vedere la propria indipendenza economica spostarsi sempre più lontano (“tutte le mie amiche sono mantenute dai propri genitori” protesta la protagonista quando la madre le comunica che non le verserà più un dollaro).</p>
<p>Ma c&#8217;è di più: se molte studiose negli ultimi anni hanno elevato <em>Sex and the City</em> a manifestazione del postfemminismo di massa, <em>Girls</em> sembra rappresentare il collasso o l&#8217;effetto perverso di un fenomeno che veniva già accusato da più parti di incarnare la corruzione del femminismo stesso.</p>
<p>Il postfemminismo era stato capace di inglobare le conquiste e i valori del femminismo degli anni Sessanta e Settanta, naturalizzandoli e svuotandoli di significato ma, soprattutto, era riuscito ad ancorare la costruzione della soggettività femminile al consumo.</p>
<p>Di questi tempi, tuttavia, risulta sempre più difficile soggettivars frequentando locali alla moda o calzando le celeberrime Manolo, e quindi cosa resta alle nipoti di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte?</p>
<p>A guardare <em>Girls</em> si direbbe che le ragazze di oggi, lontane (volontariamente o meno) dalle lusinghe del consumismo, si muovono sulle ceneri delle conquiste femministe, soprattutto nel campo della sessualità e dei rapporti con l&#8217;altro sesso.</p>
<p>Hannah è coinvolta con un ragazzo che, a suo stesso dire, la tratta come una prostituta, ma che  si ostina a cercare, concludendo rapporti sessuali che non le procurano alcun orgasmo. Le tiene compagnia Marnie, che ogni tanto si intrufola nel suo letto per evitare le avances del suo fidanzato e in assenza di via di fuga cede al solo scopo di compiacerlo, naturalmente senza traccia di desiderio. Ogni episodio è condito da scene di sesso molto esplicite, che tuttavia emanano lo stesso erotismo dei documentari sull&#8217;accoppiamento dei pinguini. Le <em>Girls</em> saltano da un amplesso all&#8217;altro perdendo per strada ogni consapevolezza del proprio corpo e del proprio piacere: non usano o usano male i preservativi, non conoscono le malattie veneree, salvo poi andare nel panico e correre a fare in test dell&#8217;HIV, non chiedono piacere e condivisione ai propri compagni, ma si lasciano usare quasi con indifferenza.</p>
<p>Completano la lista delle protagoniste di <em>Girls</em> Shoshanna che è vergine e vive questa sua condizione come il peggior fardello e Jessa che scopre di essere incinta al termine del primo episodio.</p>
<p>La gravidanza di Jessa permette alla Dunham di introdurre, già nella seconda puntata, il tema dell&#8217;aborto e lo fa in maniera decisamente contraddittoria. Se apparentemente le amiche si impegnano ad organizzare “il miglior aborto” per Jessa, dandosi appuntamento in clinica e portando con se anche la merenda (!), non risparmiano commenti al vetriolo a partire da Hannah, che  sostiene di non aver simpatia per chi non utilizza i preservativi.</p>
<p>In un&#8217;intervista ad Alessandra Farkas (Corriere della sera, 1 maggio 2012) la femminista Erica Jong ha sostenuto che “le ventenni americane di oggi hanno calpestato decenni di conquiste femministe, catapultando la condizione della donna indietro di un secolo”. C&#8217;è da chiedersi se abbiano fatto tutto da sole.</p>
<p>Carla Fronteddu</p>
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		<title>PRIMO MAGGIO. Confederazione Internazionale dei Sindacati: Governi agiscano per una ripresa equa e sostenibile</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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PRIMO MAGGIO. Le richieste del sindacato internazionale ai governi





30/04/2012 &#124;1° maggio





PRIMO MAGGIO. Reagire al terremoto               finanziario che ha creato milioni di disoccupati: le               richieste del sindacato internazionale [...]]]></description>
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<td colspan="2">PRIMO MAGGIO. Reagire al terremoto               finanziario che ha creato milioni di disoccupati: le               richieste del sindacato internazionale ai governi</p>
<p>ROMA, 30 APRILE. “I Governi devono agire in favore di una               ripresa equa e sostenibile anche alla luce dell&#8217;ultimo               terremoto economico che ha mostrato i pericoli insiti               nella finanziarizzazione, nell&#8217;asservimento dell&#8217;economia               reale alla finanza e nella crescente disuguaglianza. Gli               effetti sui lavoratori di questo nuovo shock economico               sono stati devastanti: milioni di persone sono rimaste               disoccupate e moltissimi hanno perso un posto di lavoro               soddisfacente, mentre troppi, con il lavoro, hanno perso               anche i diritti fondamentali ad esso collegati”. Lo si               legge in una dichiarazione della Confederazione               Internazionale dei sindacati (CSI-ITUC) diffusa in               occasione del Primo Maggio.</p>
<p>In questo Primo Maggio, il Sindacato mondiale esorta i               governi ad assumersi le proprie responsabilità  Si devono               creare posti di lavoro dignitosi e sostenibili e si devono               difendere i diritti dei lavoratori. Tra le richieste               avanzate dalle Federazioni Sindacali Mondiali e dalla               CSI-ITUC (qui sotto il testo integrale): la               regolamentazione globale dei mercati finanziari, una vasta               gamma di azioni urgenti per occupazione e ripresa, con               particolare attenzione alla disoccupazione giovanile,               maggiore istruzione e formazione, risposte alle sfide del               cambiamento climatico creare “green jobs” (posti di lavoro               “verdi”) e rafforzare la sostenibilità sociale; una               tassazione equa che generi maggiore entrate dai gruppi e               dalle aziende con reddito superiore, combatta la frode e               l&#8217;evasione fiscale, elimini qualsiasi scappatoia e dia un               giro di vite ai paradisi fiscali; una Tassa sulla               Transazioni Finanziarie.</p>
<p>Si chiede inoltre il pieno rispetto dei diritti sindacali               e la promozione di forti sistemi di contrattazione               collettiva e dialogo sociale per aiutare la creazione di               equità e democrazia; una protezione sociale maggiormente               estesa, anche attraverso la creazione di uno zoccolo di               protezione sociale globale sostenuto da un adeguato               finanziamento; garanzie dei diritti fondamentali quali il               diritto al cibo, all&#8217;acqua, alla casa, alla salute e               all&#8217;istruzione; opposizione alle misure di austerità e               difesa delle competenze dei governi, in modo che possano               governare in modo effettivo, fornire servizi efficaci ed               essere rilevanti e credibili – anche per quanto riguarda               le misure per influenzare ed incidere sulla direzione               dell&#8217;economia; investimenti significativi in servizi               pubblici di qualità e, soprattutto, nel campo               dell&#8217;istruzione di qualità, quali importanti mezzi per               superare la crisi, ma anche come modo per costruire               società democratiche nelle quali la gente abbia               l&#8217;opportunità di vivere vite sane, gratificanti e               soddisfacenti.</p>
<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><em><strong>Dichiarazione della Confederazione Internazionale dei Sindacati (CSI-ITUC)</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><em><strong>in occasione del Primo Maggio</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><strong>I Governi devono agire in favore di una ripresa equa e sostenibile</strong></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>VIOLENZA. Petizione “Se non ora quando”,  MAI PIU&#8217; COMPLICI</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A:Società civile, Parlamento, Consiglio dei Ministri
Mai più complici 
Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A:Società civile, Parlamento, Consiglio dei Ministri</p>
<p><strong>Mai più complici </strong></p>
<p>Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà.</p>
<p>E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà.</p>
<p>Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla.</p>
<p><strong>Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne</strong></p>
<p>Prime adesioni</p>
<p>Giorgia Todrani (Giorgia), Susanna Camusso, Olivia Guaraldo, Nadia Urbinati, Assunta Sarlo, Valeria Parrella, Giosetta Fioroni, Paola Minaccioni, Anna Vinci, Marina Terragni, Clara Sereni, Rosetta Loy, Stefano Ciccone-Maschile Plurale, Oria Gargano, Rita Marcotulli, Gianni Biondillo, Grazia Francescato, Ritanna Armeni, Raffaele La Capria, Betti Leone, Giovanna Cosenza (disambiguando), Zeroviolenzadonne, Amedeo Pagliatoli (mente miscellanea), Francesca Sanzo</p>
<p>(panzallaria), Giorgia Vezzoli (Vitadastreghe), Serverdonne, Valentina (blog Consumabili), Unaltrogeneredicomunicazione, Astrid d’Eredità (archeologhe che resistono), Rossana Mennulla FB FEMMINICIDIO PER NON RESTARE IN SILENZIO, SNOQ CASSINO, SNOQ TORINO, SNOQ MODENA, SNOQ FIRENZE, SNOQ NAPOLI, SNOQ OSIMO, Terra di Lei, Comune di Grugliasco, Fabbrica di Nichi Siziano, Legambiente Valdemone, Forum Donne Ancona, Associazione Equa Mente Roma, Associazione Telefono Donna potenza, Associazione Laima, Corte delle fate, Donne viola, Onlus Rompisilenzio RIMINI, FISAC CGIL Firenze, Giovani SEL Pavia, Serena Romano, Corrente Rosa, Carlo Vaccari, Antonella Cappai, Sabrina Ancarola, Michela Gagni, Daniela Grossi, Giuliana Lomoni, Virginia Odoardi, Antonietta d’Emilio, Anna df, Maria Zuccarini, Maura Campo Carnazza, Stefania Boleso, Maria Chiaro danza, Andrea Morinivecchi, Suny, Rosa Lilli Nobile, Carla Varese, Le donne del 13 Febbraio Siena, Isabella Moroni (art a part of cut(ure)), Ilaria Baldini, Irene Chiappisi, Monica Zanfini, Fiammetta Benati, Sonia Masi, Terranova Erminia (Zabara, gruppo di canto popolare), ardovig – www.parliamoneasieme.it, Fiammetta Mariani, Francesca Varsano, Comitato Snoq Cagliari, Simona Padovani, Laura Bert, per me e le mie figlie, Roberta Buccianti, Antonella Gambato, Dario De Marco, SNOQ ANCONA, Loredana Galano, Simona Aravecchia, Irene Fellin, Silvia Prodi, Claudia Boscolo, Lucilla Matarazzo, Virginia Odoardi – Woman must go on, Monica Mazzitelli – scrittrice filmmaker, Laura Albano blog www.unaltradonna.wordpress.com, Libere tutte Firenze, Nadia Mazzoni, Vincenza Mandelli, Mirella Manfredi, Grazia Luzzi, Lidia Mangani, Marco Mondini, Elena Conti, Mariella Mantovani, Angela Di Lalla, Francesca Costa, Rosanna Mezzana, Stefania Panzieri, Mafalda Traveni Massella, Fabiola Angioni, Elvira Oliva, SNOQ Cerignola, Liviana di Gennaro, Barbara Patetta , Michela Villarusso, Alessandra Metta, Lucrezia Grieco, Sebastiana Spitale, Elisa Catanzaro, Cataniapubblica tv, Emanuela Chiarini, Patrizia Altieri, Laura Mariotti, Isabella Avellino, Alice Confalone ArT-Za , Anna Gallo ArT-Za , Marina Rippa Alessandra Asuni e Lina Gisonna (femminile plurale – Napoli), Francesca Schipa, Elisa Taurino, Deborah D’Emey, Barbara Summa – www.mammamsterdam.net, Emanuela Ligabue, artista, Giulia Sciannella, blogger – http://piepagina.blogspot.it/, Giulia Cerrone, Costanza Govino, Rosemarie Arena, Silvia Silvera Valle, Enzo Fusco, Margherita Ferrari, SNOQ Bologna, Rosa Rosae, Rete della Conoscenza, Link Coordinamento Universitario, Unione degli Studenti, Paola Zamboni, Rhea Arini, Raffaella Riva, Mariapina D’Amora, Stefania La Vaccara, Daniela Poggi, Giorgio Bernucci, Sonia Gazzelloni, Donatella Borghesi, Rete donne per la rivoluzione gentile, Elena Marasco, Marina Barausse, Daniela Bertini, Associazione Culturale Il gabbiano, Daniela Piccione, Valentina Visentini, Dante Perulli, Angela Palmisano, Loretta Boni, Sabrina Mocarli, Silvia Marchisio,Cristiana Coviello, SNOQ Milano, Cristina Obber, Raffaella R. Ferrè (www.santaprecaria.com/blog), Gianna Massari, Nicoletta Riva, Chiara Magnante, Elisabetta Pizzini Gay, Rosalia Alocco, Concita Minutola, Marta Proserpio, Michela Accerenzi, Marta Pescatori, SNOQ VENEZIA, Gloria Samsung, Rosetta Capano, Alema Morelli, Selma Morelli, Teresa Bonifacio, la redazione di InGenere, Coordinamento Teologhe Italiane, Woman’s Journal (www.womanjournal.it), Giovanni Lanieri, Gianna Morselli (Vivere donna onlus Carpi), Valter Binaghi, SNOQ Alessandria, Ferdinand Keller, Giulia Vettorato, Sonia Cavallin, Silvia Iotti, FBSnoq la politica delle donne e l’arte della felicità, Simona Zanna, Paola Mazzei</p>
<p>per firmare la petizione:</p>
<p><a href="http://www.petizionepubblica.it/PeticaoAssinar.aspx?pi=P2012N24060">http://www.petizionepubblica.it/PeticaoAssinar.aspx?pi=P2012N24060</a></p>
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		<title>Enel: scopri la verità in 50 secondi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 13:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Delt@</dc:creator>
				<category><![CDATA[VIDEO]]></category>

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		<title>DIRITTI. Concludendo un incontro, proseguire la strada dei diritti: 194 ragioni per applicare una legge</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTI]]></category>

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		<description><![CDATA[(Napoli) Sono forse di più le ragioni che ci fanno dire che la legge 194 si deve applicare ed ancora non è davvero applicata.
L&#8217;Italia non è tutta uguale: è lunga e stretta, ma le donne con le loro reti possono percorrerla, per sostenersi ed avere ragione anche quando tutti sembrano negare perfino l&#8217;esistenza del movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Napoli) </strong>Sono forse di più le ragioni che ci fanno dire che la legge 194 si deve applicare ed ancora non è davvero applicata.</p>
<p>L&#8217;Italia non è tutta uguale: è lunga e stretta, ma le donne con le loro reti possono percorrerla, per sostenersi ed avere ragione anche quando tutti sembrano negare perfino l&#8217;esistenza del movimento delle donne.</p>
<p>Il movimento c&#8217;è, ha i suoi nomi e le sue identità: più forti se fortemente si mettono in gioco.</p>
<p>L&#8217;applicazione della 194 in Campania è stata e continua ad essere una scommessa, faticosa, ma dove &#8220;quelli che dicono no&#8221;, non lo hanno mai potuto dire di aver vinto.</p>
<p>&#8220;Quelli che dicono no&#8221; fanno carriera, fanno di nascosto quello che affermano di ripudiare, ma quelli che dicono sì sono tanti. Li abbiamo incontrati, abbiamo parlato con loro ed abbiamo sostenuto la loro volontà di di dire &#8220;sì&#8221; alle donne.</p>
<p>Nell&#8217;occasione della presentazione del libro di Chiara Lalli &#8220;C&#8217;E&#8217; CHI DICE NO&#8221; abbiamo trasformato l&#8217;incontro in un tavolo operativo, dove l&#8217;autorevolezza delle presenze ci ha permesso di progettare il futuro della 194.</p>
<p>In allegato troverete, se lo desiderate, le conclusioni del tavolo che sono appunto premesse.</p>
<p>Stefania Cantatore e Simona Ricciardelli</p>
<p>Napoli, 17/04/2012</p>
<p><strong>“C&#8217;è CHI DICE NO”- Una discussione su 194 e obiezione di coscienza </strong>(S. Maria La Nova – Napoli 16/04/2012)</p>
<p>Con Chiara Lalli (autrice del libro), Filomena Gallo (ass. Coscioni), Giovanni Persico (Direttore Generale AOU II Policlinico Federico II), Riccardo Bonafiglia ( Osp. Civile di Caserta)</p>
<p>Sono intervenute per il Gruppo UDIsalute di Napoli Simona Ricciardelli e Stefania Cantatore, le Consigliere Caterina Pace e Anita Sala,  Tina Licciardiello (già responsabile del Materno-Infantile della Regione Campania)</p>
<p>Conclusioni</p>
<p>La 194: una legge perfetta.</p>
<p>Come altre leggi, nell’ordinamento generale dello Stato, la legge sull’aborto “risposta ad un diritto ormai recepito nella coscienza collettiva”, ha nemici silenziosi per i quali l’essere contro si esprime nel non far nulla. Basta infatti non far nulla, restare immobili di fronte all’ordinaria amministrazione, per invalidare servizi di enorme impatto, come in questo caso, sulla salute pubblica. Gli aborti sono diminuiti, nel nostro paese, per merito di questa legge voluta dalle donne, anche comprendendo nel numero l’incremento dovuto alle cittadine migranti. Il non far nulla è sintomatico anche nel ricorso non regolamentato all’obiezione di coscienza, anche nel non consiederare “di dover garantire strutturalmente” il servizio di IVG.</p>
<p>Lo dice il Prof. Giovanni Persico, da un punto di vista che abbraccia lo spaccato più rappresentativo dell’applicazione della legge in Campania.</p>
<p>L’obiezione di coscienza, disambiguazione dei termini per la realizzazione del diritto alla salute.</p>
<p>La lettura del testo di Chiara Lalli “c’è chi dice no”, rimanda alla storia dell’intero Paese, alle sue contraddizioni di fronte alla piena cittadinanza delle donne, ai suoi veti ideologici di fronte alla libertà di tutti. Quella “obiezione di coscienza” , prevista nella 194, non ha nulla a che vedere con la disobbedienza civile che ha stravolto il principio, una volta indiscutibile, dell’asservimento militare di ogni uomo, perché uomo. L’analisi, anche filologica, contenuta nel testo rimanda direttamente a questioni di legittimità e legalità delle quali il movimento delle donne si fa portavoce nel momento in cui fa prevalere il diritto prioritario all’autodetermimazione e alla salute, rispetto a quello “opzionale del medico”.</p>
<p>Scegliere di fare il ginecologo nella struttura pubblica  impone vincoli professionali, pur prevedendo libertà personali che non possono però contrastare il diritto/motivo (la salute) che costituisce la ragione stessa della presenza del medico in Ospedale.</p>
<p>Bisogna sapere, soprattutto conoscere la materia alla quale si si vuole obiettare: la pillola del giorno dopo, è un contraccettivo d’emergenza, nulla ha a che vedere con l’aborto e quindi alla possibilità di “obiettare” da parte del medico nel somministrarla.</p>
<p>L’invito alla riflessione militante di Chiara cade in un momento nel quale, in Campania, le parti in causa (movimento delle donne e Istituzioni) si apprestano ad affrontare in modo concreto i larghi margini di inapplicazione della 194.</p>
<p>Le intenzioni sotterranee e l’invasività delle indagini prenatali</p>
<p>Nella contingenza dolorosa della morte di Francesco Leone, titolare del servizio IVG del II Policlinico, si è vericata la sospensione del servizio, risolta grazie alla tempestività delle denunce e delle proposte dell’UDI e del Comitato 194. Nei difficili passaggi dovuti alla contestualizzazione delle soluzioni “nel rispetto del patto di stabilità per il rientro del debito sanitario in Campania”, le strutture abitualmente meno produttive si sono trovate a dove affrontare un incremento di prenotazioni sia per l’interruzione di gravidanza nei termini che per quella coddetta “terapeutica”. Il reparto IVG dell’Ospedale di Caserta, da sempre uno dei presidi fondamentali per l’applicazione della 194, e da sempre nella rete delle medicina laica in Italia, nella contingenza ha dimostrato una solo apparente ovvietà: basta applicare la legge per risolvere i problemi. Lo dice Riccardo Bonafiglia, anche lui non obiettore garante di un servizio obbligatorio, reso precario dal non fare, di chi dovrebbe fare.</p>
<p>La delibera Regionale di Giunta sulla sepoltura dei feti, contiene vere e proprie incongruenze che dimostrano quanto la mentalità abortista stia proprio “nell’ideologia dell’obiezione di coscienza all’applicazioone della 194”.</p>
<p>Per le pazienti sottoposte ad aborto terapeutico, la delibera della sepoltura resta ininfluente, perché quella riguarda solo gli interventi entro il terzo mese.</p>
<p>È normale pratica conservare i feti per 24 ore, lasciandoli nella disponibilità delle pazienti, che sistematicamente non li richiedono.</p>
<p>Chi dovrebbe vessare la paziente con richieste circa le sue intenzioni sul materiale abortivo? Il medico non obiettore?</p>
<p>Si tratta di una tigre di carta, quasi l’autodenuncia di una forzatura culturale vessatoria, in un momento elettorale, con scopi propagandistici e che rivela una scrittura “ignorante” che preannuncia, laddove dovesse cercare applicazione,  larghissimi margini di impugnazione.</p>
<p>La riflessione più puntuale e ricca di prospettive, per un esercizio corretto dell’obiezione, va fatta sul ricorso crescente ed invasivo delle indagini prenatali  sul prodotto del concepimento.</p>
<p>Denso di contraddizioni, da parte dei medici obiettori, il ricorso lucroso a questo tipo di indagini : se il risultato delle analisi dovesse rivelare malformazioni e patologie altamente invalidanti, cosa farà quel medico obiettore? Ese quel medico non è disposto a seguire la paziente nel percorso abortivo, per quale motivo è proprio lui a prospettarle analisi per accertare la possibilità di quel feto di trasformarsi in vita autonoma? In verità le analisi “moderne” non hanno altro scopo che di preludere ad una eventuale scelta di abortire. C’è una sottesa mentalità abortista, proprio in colui che si rifiuta di sostenere le scelte delle donne.</p>
<p>Correttamente ogni ginecologo al primo contatto con la paziente, prima di procedere ad ogni atto medico dovrebbe dichiarare la sua posizione.</p>
<p>La negligenza, strategica, amministrativa oltre ad aver determinato l’opportunismo carrieristico degli obiettori, sta determinando inoltre l’impreparazione tecnica dei professionisti nelle pratiche di interruzione, poco prestigiose rispetto al conformismo ideologico diffuso nelle dirigenze.</p>
<p>Ma applicare la legge si deve e si può, soprattutto se l’approccio del movimento delle donne si dimostra competente, propositivo ed all’occorrenza conflittuale.</p>
<p>Il nostro paese è ancora legato alla conservazione immobile e non basta aver diritto: il diritto ha contro proprio chi lo deve tutelare. L’Italia non può fare a meno del movimento delle donne e dei movimenti, avendo però questi la capacità di gestire il rapporto con le Istituzioni in modo paridignitario.</p>
<p>L’uso vertenziale delle leggi, la 194 in prima linea</p>
<p>La 194 è l’esempio di una legge dello stato di importanza strategica. La 194 può essere disapplicata, ma non fallire, perché anche quell’anomalia tutta italiana degli obiettori non vale ad ostacolare la concreta possibilità, data proprio dalla legge, di agire cambiamenti, certamente in positivo per le donne.</p>
<p>Non solo le denunce ma molti e concreti risultati si possono ottenere. Lo dice Filomena Gallo che tra le avvocate italiane è stata quella ad aver ottenuto sentenze, sulla legge 40 (fecondazione assistita) e su altri aspetti legali della sanità femminile, che hanno fatto giurisprudenza favorevole alla relalizzazione dei diritti.</p>
<p>Una modifica della 194, mentre ancora latitano i soggetti che devono darle completa attuazione, non è pensabile né opportuno, vista la debolezza del rapporto della politica dei partiti coi movimenti.</p>
<p>Il movimento laico delle donne ha fatto rete ed ha rafforzato competenze, ha costruito un sapere che deve finalmente essere divulgato perché ogni cittadina sappia e possa  esigere diritti che devono passare dalla carta alla vita.</p>
<p>Dal Policlinico alla rete Campana della Sanità: i risultati da estendere</p>
<p>La lotta per la riapertura dell’IVG del II Policlinico costituisce un modello per la legalità e la razionalizzazione del sistema che deve garantire che l’uso delle risorse per la salute delle donne, sia effettivamente ad essa destinato.</p>
<p>Razionalizzare non significa tagliare. Come dice Tina Licciardiello, i fondi vanno usati perché a volte sono ideologicamente occultati, per favorire la sanità privata. Il depotenziamento dei consultori non è stato e non è forse un attacco ai diritti delle donne e alla maternità libera e responsabile, garantita da una legge dello stato?</p>
<p>L’accordo raggiunto col Direttore Persico dall’UDI e il Comitato 194, è già un protocollo di applicazione virtuosa della 194:</p>
<p>·         Copertura a contratto del servizio, con bandi riservati ai non obiettori (si può fare ed è stato fatto)</p>
<p>·         Pubblicazione dell’anagrafe degli obiettori e non (in via di pubblicazione a giorni)</p>
<p>·         Avvio di una trattativa con la regione per il rafforzamento con personale già operativo ma non operante,  di almeno 4 strutture modello che garantiscano la somministrazione dell’RU (in regime ambulatoriale come a Caserta), la preparazione chirurgica degli addetti, giusti interventi di anestesia, assistenza psicologica, privacy.</p>
<p>Sul piano culturale, e cioè sull’informazione alle cittadine, il lavoro di contatto personale tra donne del movimento e utenti deve diventare un obiettivo più ambizioso, un’operazione visibile. Una scommessa che da questo momento diventa una promessa tra donne, l’impegno di cercare le utenti prima che le utenti cerchino noi nel momento della difficoltà e dello sconforto.</p>
<p>Stefania Cantatore e Simona Ricciardelli</p>
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