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	<title>Delt@ News</title>
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	<description>Agenzia di stampa delle donne</description>
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		<title>CONCORSI. Einap Piemonte invita a realizzare un manifesto pubblicitario contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[BANDI E CONCORSI]]></category>

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		<description><![CDATA[(Torino) 6 febbraio 2012. Enaip Piemonte, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo indice un Graphic Contest, riservato ai propri allievi, per la realizzazione di un manifesto contro la violenza sulle donne. Dopo l’adesione alla campagna pubblicitaria “Riconosci la violenza” (www.riconoscilaviolenza.it) l’agenzia formativa, infatti, invita tutti gli allievi, giovani e adulti, iscritti ai propri corsi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Torino) 6 febbraio 2012</strong>. Enaip Piemonte, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo indice un Graphic Contest, riservato ai propri allievi, per la realizzazione di un manifesto contro la violenza sulle donne. Dopo l’adesione alla campagna pubblicitaria “Riconosci la violenza” (www.riconoscilaviolenza.it) l’agenzia formativa, infatti, invita tutti gli allievi, giovani e adulti, iscritti ai propri corsi di formazione (a.f. 2011-2012) a far pervenire le proprie idee. Di seguito le regole necessarie per il corretto svolgimento del concorso.</p>
<p>Destinatari</p>
<p>Il concorso è riservato agli studenti e alle studentesse di tutti i corsi EnAIP (diurni/serali), dell’anno formativo 2011-2012, attivati presso i CSF EnAIP della regione Piemonte. Possono partecipare singoli allievi o gruppi di allievi.</p>
<p>Tema</p>
<p>La violenza nei confronti delle donne non può, in nessun modo e per nessun motivo, trovare una giustificazione, anzi, essa è una violazione dei diritti umani in quanto priva le donne della capacità di godere delle libertà fondamentali. La violenza contro le donne reca pregiudizio alla pace, alla sicurezza e alla democrazia nel mondo. Spetta, dunque, agli Stati rispettare, proteggere e realizzare i diritti umani di tutti i loro cittadini. Sulla base delle indicazioni che vengono dall’Europa si tratta di dotarsi non solo di strumenti legislativi ma anche di attuare delle serie campagne di informazione/comunicazione/sensibilizzazione in quanto, oltre a tutelare le vittime della violenza, è necessario prevenite e contrastare contemporaneamente le cause profonde della violenza e le sue conseguenze.</p>
<p>Per questo chiediamo ai nostri studenti di ideare una campagna pubblicitaria contro la violenza sulle donne, non tanto di denuncia del fenomeno, con immagini di occhi pesti o di donne violentate, bensì una campagna preventiva sul tema della violenza, ovvero che veicoli idee su come prevenire questo fenomeno.</p>
<p>Cosa produrre</p>
<p>Il lavoro consiste nella realizzazione di un manifesto pubblicitario, orientamento verticale, formato jpg, misure 29,7 x 42 cm, risoluzione 72 dpi. I contenuti devono essere personali, inediti e non offensivi.</p>
<p>Come partecipare: tempi e scadenze</p>
<p>Per partecipare é sufficiente inserire il proprio manifesto pubblicitario alla pagina <a href="http://banner8marzo.enaiponline.com/">http://banner8marzo.enaiponline.com/</a> <strong>, entro le ore 13 del 1 marzo 2012</strong>. Login e password di accreditamento sono da richiedere alla/e Referenti di Pari Opportunità del proprio CSF.</p>
<p>Premiazione</p>
<p>Un’apposita commissione valuterà i lavori pervenuti e selezionerà, a insindacabile giudizio, la proposta ritenuta più efficace. L’idea vincitrice sarà resa pubblica il giorno 8 marzo 2012, sul sito</p>
<p>www.enaip.piemonte.it Nella stessa giornata avverrà la premiazione presso la sede di EnAIP Piemonte, in via del Ridotto 5, 10147, Torino. L’idea vincitrice sarà poi elaborata in modo professionale dall’Ufficio Comunicazione e Grafica di EnAIP Piemonte e diventerà campagna ufficiale dell’agenzia formativa, e sarà adattata ai diversi canali mediatici sia stampa che web (manifesti, cartoline, banner). Il premio al vincitore consisterà in un buono acquisto nel settore tecnologico/informatico.</p>
<p>Tutti gli elaborati saranno comunque valorizzati ed avranno visibilità pubblica, attraverso la pubblicazione sul sito di EnAIP Piemonte. Potranno diventare, inoltre, materiale didattico ed oggetto di iniziative di comunicazione dell’agenzia formativa.</p>
<p>Regolamento</p>
<p>a) Saranno ritenute valide solo le proposte inviate entro i termini stabiliti e che rispettino le specifiche riportate. Proposte inviate in maniera anonima o incompleta non saranno considerate come valide e quindi escluse dal concorso.</p>
<p>b) La proposta vincitrice sarà dichiarata in data 8 Marzo 2012, ad insindacabile giudizio della commissione.</p>
<p>c) Le proposte inviate saranno utilizzate a fini promozionali dall’organizzazione sui media a disposizione. Il vincitore concede quindi ad EnAIP Piemonte tutti i diritti di utilizzo sul web, su carta stampata e altri media ritenuti necessari nel corso degli anni a venire.</p>
<p>d) Inviando la propria proposta si accetta che questa venga, in caso di vincita, integrata, adattata e aggiornata con nuove informazioni.</p>
<p>e) EnAIP Piemonte non è responsabile del contenuto delle proposte inviate. Ogni partecipante al concorso deve assicurarsi e prendersi responsabilità del contenuto delle proprie opere, che deve essere a tutti gli effetti legale, di propria creazione e non offensivo.</p>
<p>http://www.enaip.piemonte.it/index.php?mod=news&amp;act=dettaglionotizia&amp;id=3832</p>
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		<title>CONCORSI. Al via seconda edizione “donne viste da donne”</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[BANDI E CONCORSI]]></category>

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		<description><![CDATA[(Roma) Mercoledì 15 febbraio ci trovate al Caffè Letterario, a partire dalle 18:30, per tutte le vostre richieste di informazioni e per raccogliere le vostre adesioni!
Riparte ufficialmente il concorso fotografico!
L’Associazione culturale “Femminile Plurale” è lieta di invitare a partecipare alla seconda edizione della mostra fotografica dal titolo “Donne viste da donne”. La rassegna è riservata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) </strong>Mercoledì <strong>15 febbraio ci trovate al Caffè Letterario</strong>, a partire dalle 18:30, per tutte le vostre richieste di informazioni e per raccogliere le vostre adesioni!</p>
<p>Riparte ufficialmente il concorso fotografico!</p>
<p>L’Associazione culturale “<strong>Femminile Plurale”</strong> è lieta di invitare a partecipare alla seconda edizione della mostra fotografica dal titolo “Donne viste da donne”. La rassegna è riservata alle donne, di qualsiasi età e di qualunque nazionalità purché non fotografe professioniste. Tra gli scatti ricevuti verranno selezionate 23 fotografie a cura di una Giuria tecnica, da esporre presso spazi pubblici e gallerie private, che saranno successivamente comunicati alle partecipanti. L&#8217;autrice della migliore foto riceverà in premio un corso di fotografia di primo livello a cura del fotografo professionista Tony Donato (www.tonydonato.net).</p>
<p>L&#8217;iniziativa, a cura dell’Associazione Culturale Femminile Plurale, <strong>scade il 22 febbraio</strong>.</p>
<p>Link: http://www.pluralefemminile.net/</p>
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		<title>CARDANO AL CAMPO. Rassegna &#8220;Donne che scrivono di donne&#8221; si apre con Margaret Mazzantini</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 9 febbraio 2012; 21:00; ] La rassegna letteraria dedicata alle scrittrici si apre il 9 febbraio: tra i temi c'è anche quello della evoluzione della donna nella cultura islamica, con l'autrice Nedjima

Torna anche quest’anno la rassegna letteraria “Donne che scrivono di donne”, organizzata dall’assessorato alla cultura, pubblica istruzione e pari opportunità del Comune di Cardano al Campo presso la biblioteca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="ec3_schedule"><tr><td colspan="3">9 febbraio 2012</td></tr><tr><td colspan="3">21:00</td></tr></table><p>La rassegna letteraria dedicata alle scrittrici si apre <strong>il 9 febbraio</strong>: tra i temi c&#8217;è anche quello della evoluzione della donna nella cultura islamica, con l&#8217;autrice Nedjima</p>
<p>Torna anche quest’anno la rassegna letteraria “Donne che scrivono di donne”, organizzata dall’assessorato alla cultura, pubblica istruzione e pari opportunità del Comune di Cardano al Campo presso la biblioteca civica “Gianni Rodari”. «Una rassegna che si inserisce nella linea dell’assessorato alle pari opportunità, quella di promuovere i talenti femminili nei vari ambiti artistici &#8211; sottolinea l’assessore Laura Prati &#8211; come nella musica, con la rassegna “Il volto riscoperto” dedicata ogni anno ad una compositrice, così nella letteratura, con “Donne che scrivono di donne” che vuole approfondire la conoscenza di autrici donne, affermate ma anche emergenti. Anche quest’anno trattiamo vari aspetti della letteratura declinata al femminile, mettendo al centro della riflessione una serie di temi di grande attualità».</p>
<p>Si va dal dramma delle donne che non possono avere figli a quello degli stupri di gruppo in tempo di guerra, trattati da Margaret Mazzantini nel suo “Venuto al mondo” alla spinosa questione del sofferto rapporto uomo-donna nel mondo islamico (ben delineato da Nedjima ne “La mandorla”), fino alle tematiche dell’amore mitologico riscoperte dalla giornalista Laura Mancinelli.</p>
<p>La presentazione delle autrici sarà curata anche quest’anno dalla professoressa Rita Gaviraghi, docente di letteratura italiana al liceo scientifico di Sesto Calende. Confermata la formula che ha riscosso interesse e curiosità negli ultimi anni: i riflettori si accenderanno sia su autrici affermate e casi letterari noti al grande pubblico (il più significativo è quello dell’autrice maghrebina Nedjima, costretta a nascondere la propria identità e il proprio volto per via delle minacce subite dai fondamentalisti islamici) sia su talenti emergenti del territorio. Come Miriam Ballerini, autrice lariana, già protagonista di una delle passate edizioni della rassegna, che presenterà il suo nuovo libro il 3 maggio.</p>
<p>Il primo appuntamento della rassegna è giovedì 9 febbraio alle 21, con la presentazione del libro “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini, a cura della professoressa Gaviraghi.</p>
<p>9 FEBBRAIO 2012 ore 21.00</p>
<p>&#8220;VENUTO AL MONDO&#8221; di Margaret Mazzantini</p>
<p>Relatrice la Prof.ssa Rita Gaviraghi, docente di Letteratura italiana presso il Liceo Scientifico di Sesto Calende;</p>
<p>15 MARZO 2012 ore 21.00</p>
<p>&#8220;LA MANDORLA&#8221; di Nedjima</p>
<p>Relatrice la Prof.ssa Rita Gaviraghi;</p>
<p>19 APRILE 2012 ore 21.00</p>
<p>&#8220;DUE STORIE D’AMORE&#8221; di Laura Mancinelli</p>
<p>Relatrice la Prof.ssa Rita Gaviraghi;</p>
<p>3 MAGGIO 2012 ore 21.00</p>
<p>Presentazione del libro “L’ULTIMO PETALO” di Miriam Ballerini</p>
<p>Alla presenza della scrittrice.</p>
<p>DOVE: Biblioteca Civica &#8220;Gianni Rodari&#8221;, Via Torre n. 2, Cardano al Campo.</p>
<p>Ingresso libero e gratuito.</p>
<p>Agli studenti che ne faranno richiesta verrà rilasciata l&#8217;attestazione per il credito formativo.</p>
<p>Per informazioni telefonare al numero: 0331.266238</p>
<p>6/02/2012</p>
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		<title>RAPPRESENTANZA. Rete Armida apprezza l’impegno del Ministro Elsa Fornero per applicazione quote di genere società quotate e in tutte le società pubbliche</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[(Roma) 6 febbraio 2012 La Rete Armida (www.rete-armida.it) &#8211; Alte professionalità femminili della pubblica amministrazione (dirigenti, magistrati, funzionari diplomatici, parlamentari e di authority, docenti universitarie ) esprime  profondo apprezzamento  per l’impegno che il Ministro Fornero ha manifestato nell’intervista di ieri  al Corriere della Sera a far rispettare la legge sulle quote di genere nelle società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) 6 febbraio 2012 </strong>La <em>Rete Armida</em><em> (</em><a href="https://servizi.palazzochigi.it/owa/redir.aspx?C=d7e6b41b662f442f80c9fa86bb36d89c&amp;URL=http%3a%2f%2fwww.rete-armida.it" target="_blank"><em>www.rete-armida.it</em></a><em>) &#8211; Alte professionalità femminili della pubblica amministrazione (dirigenti, magistrati, funzionari diplomatici, parlamentari e di authority, docenti universitarie ) esprime  profondo apprezzamento  per l’impegno che il Ministro Fornero ha manifestato nell’intervista di ieri  al Corriere della Sera a far rispettare la legge sulle quote di genere nelle società quotate e in tutte le società in mano pubblica.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>“Ci rallegriamo  dell&#8217;attenzione da parte del Governo Monti alla valorizzazione delle competenze femminili, come confermato dal Ministro Patroni Griffi  nell&#8217;incontro del 28 dicembre scorso con la   Rete Armida  e dalle importanti dichiarazioni di ieri  del Ministro Fornero in tema di quote di genere”- <em>dichiara Monica Parrella, coordinatrice della Rete Armida e segretario generale dell’Associazione classi dirigenti pubbliche (AGDP).</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>La Rete Armida si augura che il regolamento sulle quote di genere nelle società pubbliche sia presto approvato dal Consiglio dei Ministri e che siano inseriti nei prossimi provvedimenti del Governo misure  che favoriscano la crescita economica attraverso l’ingresso nel mondo del lavoro di più donne e la valorizzazione delle donne altamente qualificate, in conformità alla strategia di Lisbona e agli obiettivi dell&#8217;agenda Europa 2020”.<em> </em></p>
<p><em>Rete Armida</em></p>
<p><a href="http://www.rete-armida.it/">www.rete-armida.it</a><em> </em></p>
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		<title>VIOLENZA. Il guru di San Lorenzo, accusato di aver stuprato due bambine,  e’ libero…</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[(Roma) Rischio prescrizione e impunità  per un uomo accusato di aver stuprato due ragazzine di 10 e 12 anni.
CONFERENZA STAMPA MERCOLEDI’ 8 FEBBRAIO ore 11,30  CASA INTERNZIONALE DELLE DONNE (Via della Lungara, 19 Roma)
Danilo Speranza, detto “il guru di San Lorenzo”, viene arrestato il 16 marzo 2010 con accuse gravissime. Prima fra tutte, quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) </strong>Rischio prescrizione e impunità  per un uomo accusato di aver stuprato due ragazzine di 10 e 12 anni.</p>
<p><strong>CONFERENZA STAMPA MERCOLEDI’ 8 FEBBRAIO ore 11,30  CASA INTERNZIONALE DELLE DONNE (Via della Lungara, 19 Roma)</strong></p>
<p>Danilo Speranza, detto “il guru di San Lorenzo”, viene arrestato il 16 marzo 2010 con accuse gravissime. Prima fra tutte, quella di aver abusato sessualmente di ragazzine tra i 10 e i 12 anni.  E  sono state due di loro a raccontare tutto alle loro madri, e a far scattare le manette ai polsi dell’uomo. Potente in maniera inquietante, Speranza era a capo di “Maya”, un’associazione “mistica” che contava circa 1000 adepti. Da quanto sembra e da quanto dichiarato dall’accusa, il sedicente maestro yoga si faceva avvicinare da persone in difficoltà e le curava con pratiche crudeli, agendo violenze sul piano fisico e sul piano psicologico. Le due ragazzine, che sono riuscite a superare la paura che incuteva loro con a fianco le loro mamme hanno trovato la forza di raccontare particolari raccapriccianti alle operatrici dei centri antiviolenza di Solidea e gestiti da Differenza Donna.</p>
<p>Il procedimento penale che è scaturito dalle loro denunce presso il Tribunale di Tivoli ha però incontrato continui rinvii, e ad oggi non sono stati ancora ascoltati i testi principali. Nel frattempo sono decorsi i termini massimi previsti per la misura degli arresti domiciliari.</p>
<p>Oggi l&#8217;imputato Speranza Danilo è libero ed soggetto solamente all&#8217;obbligo di firma.</p>
<p>La prossima udienza è prevista per il prossimo 15 febbraio, per sentire l&#8217;operante che ha svolto le indagini ed il medico che riferirà sulle condizioni di salute ed in particolare la possibilità di avere rapporti sessuali.</p>
<p>Questo è il momento di riportare all’attenzione il caso Speranza, non per animare un processo mediatico ma per chiedere un’udienza dedicata, che possa permettere di arrivare ad una sentenza giusta e aiuti le vittime a superare il trauma con cui questa vicenda le ha segnate.</p>
<p>I soggetti che trasmettono questo comunicato contano di avere con la conferenza stampa  l’attenzione dei media che hanno sempre seguito questo caso e auspicano siano sempre di più le persone che intendono star vicine alle piccole vittime e alle loro famiglie che chiedono GIUSTIZIA.</p>
<p>Solidea Istituzione di Genere della Provincia di Roma, Consulta femminile della Regione Lazio, Consigliera di Parità delle Regione Lazio, Consigliera di Parità delle Provincia di Roma, Casa internazionale delle donne, Differenza Donna, Befree, Se non ora quando Roma</p>
<p>per contatti: <a href="mailto:esposito.giuliana@gmail.com">esposito.giuliana@gmail.com</a> &#8211; 3476087767</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VIOLENZA. Ma insomma, dove siamo? (dopo l&#8217;ultima sentenza della Cassazione)</title>
		<link>http://www.deltanews.net/violenza-ma-insomma-dove-siamo-dopo-lultima-sentenza-della-cassazione-4715948.html</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>

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		<description><![CDATA[(Napoli) Giovedì 9 febbraio ore 17,30 – Sala Multimediale del Comune di Napoli- Via Verdi – 
 
Riceviamo e pubblichiamo: 
“Ognuna può dire dov’è e dove vuole andare. La meta prevista, dagli ultimi governi, non assomiglia a nessuno dei risultati che ragionevolmente ognuna rivendica. Il punto della situazione, le proposte e le risposte, non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Napoli) </strong>Giovedì <strong>9 febbraio</strong> ore 17,30 – <strong>Sala Multimediale del Comune di Napoli- Via Verdi – </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Riceviamo e pubblichiamo: </em></p>
<p>“Ognuna può dire dov’è e dove vuole andare. La meta prevista, dagli ultimi governi, non assomiglia a nessuno dei risultati che ragionevolmente ognuna rivendica. Il punto della situazione, le proposte e le risposte, non solo alla sentenza della Cassazione-</p>
<p>La sentenza della Cassazione n. 4377 del 2012 ha fatto scoppiare un caso, stabilendo che la reclusione cautelare non è obbligatoria nei procedimenti verso imputati di violenza sessuata di gruppo.</p>
<p>Alcune parlamentari hanno espresso indignazione:  abbiamo il fondato sospetto che quanto la politica produrrà sull’argomento entro la fine della legislatura si estinguerà in quella ed in qualche annuncio non seguito da fatti-</p>
<p>Alle donne vittime di violenza non servono parole  ma fatti,  tutte le donne hanno bisogno di fatti, perche la minaccia della violenza riguarda tutte-</p>
<p>I diritti delle donne sono considerati un lusso nel nostro paese, e quel poco che si è fatto in questi anni è stato fatto male.</p>
<p>Le leggi che puniscono i reati violenti contro le donne e che dovrebbero contrastarla, sono provvedimenti parziali, alcuni del tutto inefficaci. Le maggiori organizzazioni mondiali in materia di diritti: dall’ONU all’OMS, hanno definito la violenza sulle donne come un insieme di atti di guerra e terrorismo, ed hanno avvertito in modo inequivocabile che i danni procurati con persecuzioni, stupri, molestie percosse e ferimenti sono alla radice di gravi patologie, e che procurano danni che vanno ben oltre i segni visibili al momento.  Le donne sanno che uscire dalla violenza esercitata su loro in quanto donne e perpetrata in famiglia, sul lavoro, per le strade e nelle scuole non basta una denuncia, ma ci vuole la prospettiva di poter vivere dignitosamente e libere dal ricatto nel provvedere a se stesse.</p>
<p>Tutto quanto il movimento delle donne ha reclamato per essere libere dalla violenza e non morire, si è trasformato in qualche promessa, mentre il denaro necessario ad investire seriamente nel contrasto dei crimini che le colpiscono è non di rado disperso, o segretamente destinato ad altro-</p>
<p>La sentenza della Cassazione 4377 non è la prima ad aver recato serio danno alle vittime: ad esempio aveva già sancito che una donna in blue-jeans mente se dice di essere stata stuprata,; che per lo stupratore  di una minorenne, il comportamento maturo  della bambina costituiva un’attenuante.</p>
<p>Soprattutto, la sentenza numero 4377 non è che il segnale allarmante della di una vera e propria offensiva  contro le donne, una sfida a partire da coloro che sono vittime di violenza, citiamo qui solo alcuni dei fatti:</p>
<p>·         Gran parte dei fondi destinati alle donne di Napoli dall’UE per il periodo 2007/2013, una parte dei quali necessari a garantire la sopravvivenza della casa e del Centro Antiviolenza del Comune, non sono mai stati consegnati, ma giacciono in Regione Campania. Se i soldi non arriveranno il centro e la casa non potranno sopravvivere.</p>
<p>·         Nei tribunali, i processi, anche per femminicidio, vengono rimandati di udienza in udienza, costringendo le vittime ad un’attesa inumana, ed a ripetere il loro calvario per anni</p>
<p>·         Nessun sostegno viene dato alle vittime dopo la denuncia, la vigilanza sulla loro incolumità è praticamente inesistente e la loro salvaguardia è garantita per la gran parte dalle associazioni femministe, che svolgono volontariamente e gratuitamente il servizio.</p>
<p>·          Decine di centri antiviolenza creati dalle donne, che hanno accettato le convenzioni con Provincie, Comuni e Regioni, dovendo difendere le vittime che altrimenti sarebbero rimaste senza aiuto, sono stati costretti alla chiusura perché gli Enti non hanno provveduto a rimborsare loro le spese, anticipate a volte per anni.</p>
<p>·         Enti benefici e religiosi invitano le vittime “a non rompere l’unità familiare”, ed avviano trattamenti dei casi senza alcun fondamento di competenze. Questi si, ricevono fondi pubblici.</p>
<p>·         Negli ospedali e nelle ASL, ai medici non viene data nessuna direttiva scientifica per il riconoscimento di tutta la gamma  delle violenze. Non viene fatto obbligo nella refertazione di riferirsi alla sintomatologia della violenza sessuata in modo specifico e mirato . L’incompetenza della materia non è titolo di demerito professionale, pur essendo la violenza la prima causa di morte per le donne.</p>
<p>·         La disoccupazione e l’inoccupazione femminili, sono considerate marginali nella programmazione economica dei governi. Il lavoro è la condizione irrinunciabile, invece, per permettere alle donne di allontanarsi dalla violenza.</p>
<p>·         Il lavoro precario delle donne è spesso, se non sistematicamente, il terreno sul quale si innestano i ricatti e le minacce di licenziamento in caso di denuncia di molestie sul posto di lavoro.</p>
<p>·           Le affermazioni dei politici e il complesso delle comunicazioni che rappresentano come oggetti i corpi delle donne, sono divenute sempre più insistenti ed offensive, trasmettendo ai giovani e agli adolescenti la prospettiva della prostituzione, dello sfruttamento, del sesso violento come normale relazione tra i generi</p>
<p>·         le violenze subite dalle donne immigrate sono considerate connaturate alle culture di origine, e le violenze in famiglia per queste donne sono considerate, dallo stato italiano, una peculiarità culturale. Le politiche di integrazione a livello ministeriale continuano a condurre le trattative tra comunità privilegiando l’aspetto religioso.</p>
<p>·          Le scuole sono state private dei già carenti supporti per l’individuazione del disagio, in molti casi dovuto a casi di molestie in famiglia.</p>
<p>Si potrebbero aggiungere all’elenco tutte le omissioni dovute alla devastazione del Welfare, ma pensiamo che l’aspetto descrittivo dia conto solo di cosa lo Stato fa, e non di quello che le donne sono e vogliono: molto di più del recupero dei ritardi.</p>
<p>Se lo stato avesse compiuto gli atti minimi dovuti,  non sarebbero bastati questi a alla realizzazione di una società equa verso le donne ed alla realizzazione dei diritti umani riferiti alle donne.</p>
<p>Noi vogliamo che lo Sato faccia ciò che non ha fatto finora, che ponga rimedio ai danni procurati ed alle omissioni commesse verso le donne, ma vogliamo finalmente una legge organica contro le violenze, che dia alle vittime e a tutte le donne la certezza del diritto”.</p>
<p><strong>Udi di Napoli ( associazione nel cartello antiviolenza delle donne di Napoli)</strong></p>
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		<title>VIOLENZA. Il 2012 rischia di eguagliare il drammatico 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Bologna) Rischia davvero di eguagliare il drammatico 2011, che ha visto 14 donne uccise per violenza di genere, questo inizio 2012, che già al 4 febbraio fa registrare il suo secondo femicidio.
“L’ultimo l’omicidio-suicidio di Parma,ieri, (5 febbraio) con una giovane donna di soli 24 anni uccisa dall’ex fidanzato, che si è poi a sua volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Bologna) </strong>Rischia davvero di eguagliare il drammatico 2011, che ha visto 14 donne uccise per violenza di genere, questo inizio 2012, che già al 4 febbraio fa registrare il suo secondo femicidio.</p>
<p>“L’ultimo l’omicidio-suicidio di Parma,ieri, (5 febbraio) con una giovane donna di soli 24 anni uccisa dall’ex fidanzato, che si è poi a sua volta tolto la vita. Da una settimana &#8211;  rileva il <strong>Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna</strong> &#8211; la ragazza aveva scelto di interrompere quel legame, ma nella mattinata di sabato 4 febbraio l’ex compagno l’ha aspettata sotto casa, l’ha seguita in auto mentre si recava al lavoro per poi spararle in strada e rivolgere infine l’arma contro se stesso.</p>
<p>Colpi di pistola, sparati a bruciapelo, per non voler accettare la fine della relazione: ancora una volta è l’incapacità di alcuni uomini di accettare le scelte di autonomia della propria compagna o la fine di una storia a dare origine al dramma.</p>
<p>Non si tratta solo di “casi privati”, è un vero e proprio sistema generalizzato di pensiero, retaggio del passato, a portare alcuni uomini a non saper accettare e convivere con le scelte delle proprie mogli, figlie e compagne: non poter  “avere il controllo” sulla donna ancora oggi diventa ingestibile per chi non sa accettare un rapporto paritario.</p>
<p>Non sappiamo se in passato ci fossero stati altri episodi di violenza: ciò che è certo è che non bisogna aspettare i segnali ma evitare proprio che questi fenomeni abbiano origine, lavorando fin dalle giovani generazioni per creare una cultura di pari diritti e opportunità.</p>
<p>L’attività di sensibilizzazione, secondo il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna, è assolutamente prioritaria e si affianca all’accoglienza delle donne vittime di violenza e dei loro bambini. Bisogna lavorare insieme per creare una comunità in cui ognuno, uomo o donna, possa compiere le proprie scelte in autonomia e con la certezza di essere rispettato e libero”.</p>
<p><strong>Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna</strong></p>
<p>Samuela Frigeri, Presidente del Centro antiviolenza di Parma e vicepresidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna</p>
<p>334 6152733</p>
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		<title>VIOLENZA. Niente custodia cautelare per gli indagati di stupro, e alla tutela delle vittime chi ci pensa?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Bologna) 3 febbraio 2012 “La custodia cautelare in carcere, per i reati a sfondo sessuale, non è più obbligatoria da parte del giudice, che ora può anche riservare all&#8217;imputato una pena alternativa. A stabilirlo è stata, nei giorni scorsi, una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui, nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Bologna) 3 febbraio 2012 </strong>“La custodia cautelare in carcere, per i reati a sfondo sessuale, non è più obbligatoria da parte del giudice, che ora può anche riservare all&#8217;imputato una pena alternativa. A stabilirlo è stata, nei giorni scorsi, una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui, nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato ma può applicare misure cautelari alternative.</p>
<p>Nel 2009  - si legge in una nota  del <strong>Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna </strong> &#8211; con l’approvazione da parte del Parlamento della legge di contrasto alla violenza sessuale, non era consentito al giudice applicare ai presunti stupratori, con a carico gravi indizi di colpevolezza, misure cautelari diverse dal carcere. Ma la Corte Costituzionale, nell’estate del 2010, ha ritenuto la norma in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione e ha detto sì alle alternative al carcere «nell’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure».</p>
<p>Ora la terza sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza n.4377/12) ha stabilito che i principi interpretativi che la Corte Costituzionale ha fissato per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni sono applicabili anche agli stupri di gruppo dal momento che quest’ultimo reato «presenta caratteristiche essenziali non difformi» da quelle che la Consulta ha individuato per le altre specie di reati sessuali sottoposti al suo giudizio.</p>
<p>Ma <strong>alla tutela della vittima chi ci pensa?</strong> L’inasprimento dei provvedimenti era stato definito proprio allo scopo di tutelare maggiormente le donne vittime di violenza, tanto più se minorenni o ostaggio «del branco». E ora invece la normativa italiana compie un clamoroso passo indietro, non garantendo la giusta distanza tra vittima e colpevole nella delicatissima fase dell’attesa del processo. Una fase che, come testimoniano i dati sull’attività giudiziaria, può durare anni, esponendo la vittima a rischi e ritorsioni, senza parlare poi dell’eventualità di recidiva e dell’eventuale esposizione al pericolo di altre donne.</p>
<p>Denunciare una violenza così aberrante è difficile e ancora oggi alle donne vittime non vengono fornite le adeguate tutele: un provvedimento simile non potrà che incentivare il silenzio e la vergogna, permettendo a chi è colpevole un’impunità intollerabile.</p>
<p>E poi che messaggio manda uno Stato che invece di procedere con convinzione nella condanna della violenza di genere trova attenuanti e «vie di fuga» per i colpevoli, senza prestare la necessaria attenzione a chi è vittima e «banalizzando» un reato dalle ripercussioni gravissime per il singolo individuo e per l’intera società?</p>
<p>Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna ribadisce con forza che non può essere questa la strada, che lo stupro, soprattutto se di gruppo o con vittima una minore, non può essere derubricato a «ordinario» reato senza tenere conto delle implicazioni di chi ne è vittima: ogni forma di violenza di genere va condannata con fermezza, come impone necessariamente il valore di una comunità che sappia tutelare tutti i propri cittadini.</p>
<p><strong>Coordinamento dei Centri antiviolenza</strong></p>
<p><strong>dell’Emilia-Romagna</strong></p>
<p>•          Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna</p>
<p>•          SOS Donna Onlus di Faenza</p>
<p>•          Centro Donna Giustizia di Ferrara</p>
<p>•          Demetra Donne in aiuto Onlus di Lugo</p>
<p>•          Casa delle Donne contro la violenza di Modena</p>
<p>•          Centro Antiviolenza Onlus di Parma</p>
<p>•          La Città delle Donne di Piacenza</p>
<p>•          Linea Rosa Onlus di Ravenna</p>
<p>•          Rompi il Silenzio Onlus di Rimini</p>
<p>•          Nondasola &#8211; Reggio Emilia</p>
<p>Info: Antonella Oriani,  Presidente Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, 328 7967553</p>
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		<title>DIRITTI UMANI. Amnesty e European Women&#8217;s Lobby a Ue: un impegno per porre fine alle MGF</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:19:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Roma) 6 febbraio 2012 In occasione della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, che si  è celebrata  il 6 febbraio, Amnesty International e l&#8217;European Women&#8217;s Lobby hanno chiesto all&#8217;Unione europea di adottare una visione coerente e l&#8217;impegno per porre fine a queste e ad altre forme di violenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Roma) 6 febbraio 2012 </strong>In occasione della <strong>Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili</strong>, che si  è celebrata  <strong>il 6 febbraio</strong>, <strong>Amnesty International e l&#8217;European Women&#8217;s Lobby hanno chiesto all&#8217;Unione europea di adottare una visione coerente e l&#8217;impegno per porre fine a queste e ad altre forme di violenza contro le donne. </strong><br />
Dal 2010, quando la Commissione europea aveva promesso di adottare una strategia sulla violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili, non vi è stato alcun tentativo coerente e strutturato di affrontare questa violazione dei diritti umani.</p>
<p>Il parlamento europeo stima che 500.000 donne e bambine residenti in Europa portino su di sé le conseguenze permanenti delle mutilazioni dei genitali femminili e che altre 180.000 siano a rischio ogni anno. Molto spesso, le bambine vengono portate all&#8217;estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneità ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri dell&#8217;Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia, c&#8217;è ampia disparità tra stato e stato.<br />
In Francia, Regno Unito, Svezia e altri paesi dove è stata riconosciuta reato da oltre un decennio, la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili prosegue. <em>&#8220;È la prova che la legge non è la chiave che chiude tutte le porte a questa violazione dei diritti umani. L&#8217;Unione europea dovrebbe adottare un approccio complessivo che coinvolga le comunità interessate, per garantire che le bambine siano protette e le loro famiglie non siano colpite dallo stigma&#8221;</em> &#8211; ha dichiarato Christine Loudes, direttrice della Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International.</p>
<p>La violenza contro le donne, di cui le mutilazioni dei genitali femminili sono uno dei più gravi esempi, è un fenomeno sistematico e molto diffuso. Quasi ogni donna nell&#8217;Unione europea subirà qualche forma di violenza durante la sua vita, una su cinque sarà vittima di violenza domestica, una su 10 verrà stuprata o costretta a compiere atti sessuali.</p>
<p>Amnesty International e l&#8217;European Women&#8217;s Lobby ritengono che un passo che ciascuno stato membro dell&#8217;Unione europea potrebbe già intraprendere per proteggere le donne e le bambine dalle mutilazioni dei genitali femminili e da altre forme di violenza contro le donne, sia quello di firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.</p>
<p>L&#8217;Italia non ha finora firmato la Convenzione. L&#8217;auspicio è che il governo italiano si impegni a firmarla e ratificarla quanto prima in quanto si tratterebbe del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza.<br />
<em>&#8220;Porre fine a tutte le forme di violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili, dev&#8217;essere una priorità, specialmente in tempi di crisi. Sappiamo che l&#8217;Unione europea ha gli strumenti per far cessare la violenza contro le donne e sviluppare una strategia che garantisca a tutte le donne il diritto di vivere libere dalla violenza. Allora, cosa stiamo aspettando?&#8221;</em> &#8211; ha chiesto Cecile Greboval, direttrice dell&#8217;European Women&#8217;s Lobby.</p>
<p>In occasione della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare le mutilazioni dei genitali femminili. Il video è disponibile a questo indirizzo: <a href="http://www.endfgm.eu/">www.endfgm.eu</a></p>
<p>Ulteriori informazioni</p>
<p>Nel settembre 2010, la Commissione europea ha presentato una strategia d&#8217;azione per combattere la violenza contro le donne nell&#8217;ambito della sua strategia per promuovere l&#8217;uguaglianza di genere. La Commissione europea ha promesso di &#8220;adottare una strategia a livello europeo per combattere la violenza contro le donne, compresa la pratica della mutilazioni dei genitali femminili&#8221;.<br />
<a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=890&amp;furtherNews=yes">http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=890&amp;furtherNews=yes</a></p>
<p>La Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica è stata firmata da 18 stati ma finora non ha avuto alcuna ratifica.<br />
<a href="http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&amp;CM=1&amp;DF=&amp;CL=ENG">http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&amp;CM=1&amp;DF=&amp;CL=ENG</a></p>
<p>Le mutilazioni dei genitali femminili sono una violazione dei diritti umani che colpisce ogni giorno nel mondo 8000 donne. L&#8217;Istituto europeo per l&#8217;uguaglianza di genere ha lanciato uno studio per raccogliere dati sulla pratica delle mutilazioni dei genitali femminili nell&#8217;Unione europea, i cui risultati sono attesi nel 2013.</p>
<p>Nel 2010, la Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International, ha lanciato una strategia in cui pone alle istituzioni e agli stati membri dell&#8217;Unione europea una serie di richieste per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili.<br />
<a href="http://www.endfgm.eu/en/news-and-events/news/press-releases/amnesty-international-campaign-launches-strategy-for-europe-to-end-fgm-0022/">http://www.endfgm.eu/en/news-and-events/news/press-releases/amnesty-international-campaign-launches-strategy-for-europe-to-end-fgm-0022/</a></p>
<p>Il 25 novembre 2011, l&#8217;European Women&#8217;s Lobby ha emesso un comunicato stampa sull&#8217;impatto della crisi sulla violenza contro le donne e ha rinnovato la sua richiesta all&#8217;Unione europea affinché agisca per porre fine alla violenza contro le donne.<br />
<a href="http://www.womenlobby.org/spip.php?article64&amp;lang=en">http://www.womenlobby.org/spip.php?article64&amp;lang=en</a></p>
<p>Roma, 3 febbraio 2012</p>
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		<title>DIRITTI UMANI. 6 Febbraio &#8211; Giornata internazionale per l&#8217;abbandono MGF. AIDOS: Quale impegno per l&#8217;Italia?</title>
		<link>http://www.deltanews.net/diritti-umani-6-febbraio-giornata-internazionale-per-labbandono-mgf-aidos-quale-impegno-per-litalia-4715919.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[VIOLENZA]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma) 4 febbraio 2012 Il 6 febbraio si celebra la Giornata internazionale per l&#8217;abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili, una pratica cui sono state sottoposte circa 140 milioni di donne nel mondo.
L&#8217;impegno dell&#8217;Italia – denuncia AIDOS &#8211; che in questo campo si era distinta negli anni passati, sia con misure volte a prevenire la pratica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma) 4 febbraio 2012 </strong>Il <strong>6 febbraio</strong> si celebra la <strong>Giornata internazionale per l&#8217;abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili</strong>, una pratica cui sono state sottoposte circa 140 milioni di donne nel mondo.</p>
<p>L&#8217;impegno dell&#8217;Italia – denuncia AIDOS &#8211; che in questo campo si era distinta negli anni passati, sia con misure volte a prevenire la pratica nel nostro paese, sia con misure di cooperazione allo sviluppo, è venuto progressivamente affievolendosi.</p>
<p>Poco o nulla si sa dei fondi che ogni anno la legge n. 7/2006 mette a disposizione le attività di prevenzione. I tagli di bilancio rischiano di porre fine anche a queste attività?</p>
<p>La lettera aperta che AIDOS indirizza oggi ai ministri del Welfare con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero, della Salute Renato Balduzzi,  degli Esteri Giuliomaria Terzi  di Sant&#8217;Agata e della Cooperazione Internazionale e Integrazione Andrea Riccardi vuole essere un richiamo all&#8217;impegno dell&#8217;Italia per promuovere l&#8217;abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili, un impegno che non può venire meno proprio nel momento in cui si registrano i primi  progressi verso l&#8217;abbandono definitivo della pratica e dunque verso il pieno godimento dei diritti umani anche per le donne e bambine finora sottomesse a questa norma sociale.</p>
<p>AIDOS confida nella  sensibilità e attenzione dei Ministri per ricevere presto una risposta ai propri quesiti, e ringrazia vivamente per dare visibilità a questo messaggio, affiancando AIDOS e le tante donne africane impegnate, in Italia e nei propri paesi d&#8217;origine, affinché nessuna bimba sia più costretta a subire questa pratica.</p>
<p>Info: Cristiana Scoppa, AIDOS, e-mail c.scoppa@aidos.it, tel. 06 6873214/196, cell. 339 1488018</p>
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