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DIRITTI UMANI. L’Aidos sull’arresto di Maryam Bahrman, attivista per i diritti delle donne iraniane

Pubblicato il 17 maggio 2011 da redazione

(Roma) A marzo scorso aveva partecipato a un seminario organizzato da AIDOS

a margine della Commissione sullo status delle donne dell’ONU “L’Italia deve mobilitarsi per chiederne il rilascio”.

Attiviste per i diritti delle donne di nuovo sotto attacco in Iran.

L’11 maggio la polizia ha arrestato Maryam Bahrman (vedi Delt@ del 13 – 14 maggio c.m.) dei giorno, attivista iraniana per i diritti delle donne e i diritti umani, tra le promotrici della campagna per “Un milione di firme per l’uguaglianza” che chiede la revisione delle leggi che discriminano le donne nella Repubblica Islamica d’Iran.

“L’Italia deve mobilitarsi immediatamente per il suo rilascio”. A chiederlo è Daniela Colombo, presidente di AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo.

Secondo fonti attendibili, la polizia ha fatto irruzione nella sua casa di Shiraz, provincia di Fars, Iran, alle 7,30 dell’11 maggio con un mandato di arresto e di perquisizione. Le forze di sicurezza hanno sequestrato effetti personali, incluso il cellulare, libri e computer portatile.

Su Maryam Bahrman pende l’accusa di “azione contro la sicurezza nazionale”, motivata non solo dalla sua attività nell’ambito della campagna “One Million Signatures Campaign for Equality” a Shiraz, ma anche dalla sua partecipazione, nel marzo di quest’anno, alla CSW, Commission on the Status of Women (Commissione sulla condizione delle donne) delle Nazioni Unite, dove è stata ospite di un seminario parallelo organizzato da AIDOS con un intervento dedicato alle discriminazioni contro le donne nell’accesso alle nuove tecnologie informatiche.

Ingegnere, impegnata per i diritti umani fin dai tempi dell’università, Maryam Bahrman è una delle più energiche e coraggiose attiviste per i diritti delle donne ed è stata Segretario generale dell’Organizzazione per la parità delle donne, Sazman e Zanan Pars, che è stata costretta a sospendere le sue attività nel 2007.

Nelle sue richieste, la campagna “One Million Signatures Campaign for Equality” fa appello ai trattati e convenzioni sui diritti umani ratificati dall’Iran, in particolare il Patto sui diritti civili e politici e il Patto sui diritti economici, sociali e culturali, che prevedono entrambi che non possano esserci disparità di trattamento tra uomini e donne, e garantiscono inoltre la “libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta” (art. 19, Patto per i diritti civili e politici).

“Dopo la mobilitazione per salvare dalla condanna a morte Sakineh, ancora più importante diventa levare le nostre voci a sostegno di Maryam Bahrman, una donna la cui unica colpa è quella di lottare per migliorare la condizione delle donne nel suo paese”, afferma Daniela Colombo.

“Per questo AIDOS si appella alle istituzione italiane, alla società civile e ai media: la pressione internazionale è vitale in casi come questi, come ha sottolineato tante volte Shirin Ebadi, iraniana premio Nobel per la pace”.

Info: AIDOS, Aurora Amendolagine, ufficiostampa@aidos.it, tel. 066873214/196

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