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DIRITTI UMANI. Il 10 dicembre la giornata mondiale

Pubblicato il 09 dicembre 2011 da redazione

Roma) Come ogni anno, dal 1950 il 10 dicembre ricorre in tutto il mondo la Giornata Mondiale dei Diritti Umani , data scelta  per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948.

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è un evento molto importante per le Nazioni Unite, che la celebrano con conferenze di alto profilo politico ed eventi culturali come mostre o concerti riguardanti l’argomento dei diritti umani. Inoltre, in questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero il quinquennale Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, assegnato a New York, ed il Premio Nobel per la pace ad Oslo; oltre a questi premi, molte altre organizzazioni internazionali, non governative, civili ed umanitarie su tutto il pianeta scelgono questa giornata per eventi significativi. Oggi, ancor più di un anno fa, perché – come ha sottolineato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay – “questo è stato un anno molto importante per i diritti umani. Migliaia di uomini e donne in tutto il mondo hanno deciso di far sentire la propria voce reclamando i propri diritti. Diversi movimenti di protesta non violenta sono stati organizzati nelle capitali di tutto il mondo, dai Paesi del Nord Africa, all’Europa e all’America, per rivendicare i diritti fondamentali di tutte le persone che, senza distinzione alcuna, reclamano il rispetto per la loro dignità”.

Si pensi a tutti i blogger che hanno fatto conoscere al mondo quello che avveniva nei propri paesi. Uomini e donne che hanno denunciato violenze, repressione, omicidi di civili e che spesso hanno pagato con il carcere o la vita, le loro coraggiose denunce. E non si fermano… Proprio l’altro ieri Amnesty International lanciava l’allarme sul caso, l’ennesimo della siriana Razan Ghazzawi, “nota blogger di passaporto siriano e statunitense (è nata negli Usa ma cresciuta in Arabia Saudita e poi in Siria), arrestata il 4 dicembre dalla polizia di frontiera al confine con la Giordania. Razan, nota per le sue campagne (blog http://razanghazzawi.com e su Twitter come @RedRazan) in favore del rilascio dei blogger e degli attivisti arrestati durante la repressione delle proteste popolari da parte delle forze di sicurezza siriane,  si stava recando ad Amman, la capitale giordana, per prendere parte a un seminario sulla libertà di stampa nel mondo arabo.

Secondo le informazioni in possesso di Amnesty International, fino alla sera del 6 dicembre Razan Ghazzawi era detenuta in un luogo sconosciuto senza poter avere contatti con l’esterno e dunque a rischio di tortura.

Poco prima dell’arresto aveva scritto sul suo blog la frase: “Se dovesse accadermi qualcosa, sappiate che il regime non ha paura tanto dei prigionieri quanto di coloro di voi che non li dimenticano”.

Ecco dunque che questa giornata si pone come un momento di confronto e riflessione per rendere omaggio a lei e a tutti i difensori dei diritti umani che, attraverso la loro azione, lottano per porre fine alle discriminazioni e alle ingiustizie.

L’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani organizza alla vigilia della Giornata una conversazione globale sui diritti umani attraverso i social network, che si terrà oggi, venerdì  9 dicembre alle ore 15.30, (9.30 – ora locale di New York), al fine di diffondere ad ampio raggio le tematiche legati diritti umani.

Anche nel nostro Paese sono tante le iniziative messe in campo per celebrare questa ricorrenza. Elencarle sarebbe impossibile. Ci piace però segnalare l’uscita di un volume edito dalla casa editrice Infinito Edizioni, e scritto da Andrea Satta, leader e cantante del gruppo dei Tete de Bois, dal titolo Ci sarà una volta di cui di seguito riportiamo la prefazione scritta da Dario Vergassola.

C’era una volta una mamma straniera, il suo bimbo straniero e un ambulatorio pediatrico italiano. La mamma, portando il figlio dal dottore, confessa al medico di non avere amici; neanche il piccolo bimbo africano aveva compagni italiani per giocare. L’unico posto dove aveva conosciuto qualcuno era proprio l’ambulatorio medico, durante l’attesa per le visite.

Il medico, che era un brav’uomo, disse alla mamma: “Perché non viene una volta al mese col bambino e racconta alle altre mamme e ai loro figli una favola?”. Fu così che tutti i lunedì del mese dal dottore ci furono un sacco di mamme con i bimbi che si raccontavano favole in tutte le lingue. Questo servì per farli conoscere tra di loro, i bimbi trovarono nuovi amici ma, soprattutto, non ebbero più paura dei medici italiani. Se non ci credete, portate un bimbo e una favola, tutti i lunedì, dal dottore che ha scritto questo libro!”

Il testo della prefazione è disponibile sul sito della Infinito edizioni e può essere ripresa liberamente citando la fonte (©Infinito edizioni 2011 – Per informazioni: Infinito edizioni, 06/93162414 – Maria Cecilia Castagna: 320/3524918)

(Delt@ Anno IX, n. 242 – 243  del 9 – 10 dicembre  2011)

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