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DIRITTI UMANI. Giornata Mondiale Alimentazione. Bachelet: investire nelle donne

Pubblicato il 18 ottobre 2011 da redazione

(Roma)  “Prezzi alimentari, dalla crisi alla stabilità”, questo il tema dell’edizione 2011 della Giornata mondiale dell’alimentazione che si è aperta ieri mattina a Roma, nella sede della Fao, in coincidenza dell’avvio dei lavori dell’Assemblea plenaria dell’agenzia delle Nazioni Unite. Nella grande aula del palazzo della Fao si sono ritrovati i delegati e gli ambasciatori presso le Nazioni Unite di 191 paesi del mondo, oltre al segretario dell’agenzia Jacques Diouf. Per l’Italia erano presenti il ministro degli Esteri, Franco Frattini, quello delle Politiche agricole, Saverio Romano, ed il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, vista la coincidenza tra l’apertura dei lavori e l’anniversario dello spostamento della Fao a Roma.

Durante la giornata di ieri, e durante i prossimi giorni, i delegati si confronteranno su diversi temi, dalle azioni da intraprendere per diminuire la malnutrizione nel mondo, al livello degli investimenti dei governi, fino alle regole per cercare di arginare il fenomeno del land grabbing, ovvero l’appropriazione delle terre nei paesi in via di sviluppo da parte delle multinazionali e gli Stati della parte ricca del pianeta. Un argomento affrontato nell’ambito del Comitato di sicurezza alimentare, l’organo di confronto paritetico della Fao tra governi, società civile ed Ogn. Ad aprire i lavori è stato il segretario della Fao, Jacques Diouf. “Dal 2008 ad oggi l’aumento del costo del grano e l’attuale volatilità dei prezzi sui mercati- ha detto- hanno portato altre 80 milioni di persone nella fame elevando il numero complessivo degli affamati e dei malnutriti ad oltre un miliardo di uomini e donne, circa un terzo della popolazione mondiale. Ad oggi sono invece necessari più di 80 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi ogni anno per l’agricoltura per assicurare le riserve di cibo mondiale fino al 2050″.

Presenti, in occasione dei lavori del Comitato di sicurezza, diverse Ong raggruppate sotto la sigla Cisa. Tra queste Terra Nuova, Aiab, Crocevia e Coldiretti, che ha sottolineato come un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate, equamente divisi tra paesi industrializzati (670 milioni di tonnellate) e quelli in via di sviluppo (630 milioni di tonnellate), soprattutto ortofrutta, radici e tuberi commestibili. Il problema, insiste Coldiretti riguarda anche l’Italia dove a causa degli sprechi dal campo alla tavola viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate che  equivale ad un valore annuale di ben 37 miliardi di euro in grado di garantire l’alimentazione a ben 44 milioni di persone, un numero superiore di cinque volte agli 8,3 milioni i cittadini nazionali che vivono in povertà secondo il Rapporto 2011 su poverta’ ed esclusione sociale in Italia della Caritas. Una razionalizzazione della filiera alimentare con un taglio agli sprechi potrebbe contribuire in modo determinante a risollevare molte famiglie dalla povertà come dimostrano le numerose iniziative adottate negli ultimi anni. Si stima infatti- conclude la Coldiretti – che almeno quindici milioni di pasti saranno distribuiti gratuitamente nel 2011 dalla Chiesa attraverso le diverse iniziative di solidarietà dei fedeli, per contribuire ad affrontare le nuove povertà nell’anno della crisi.

Michelle Bachelet, ex Presidente del Cile, attuale Sottosegretaria Generale delle Nazioni Unite e Direttrice Esecutiva di “UN Women”, ha sottolineato che una delle cause dell’insicurezza alimentare è “la povertà e la discriminazione contro donne e ragazze, comprese quelle dedite all’agricoltura. “Poiché le donne sono in prima linea per garantire la sicurezza alimentare, è necessario che negli investimenti agricoli e commerciali sia data priorità ai loro bisogni e ai loro diritti, se vogliamo passare dalla crisi alla stabilità” ha dichiarato. “Se l’umanità vuole vincere la sfida di nutrire la popolazione mondiale oggi e nel 2050 quando raggiungerà i 9 miliardi, è necessario investire nelle donne, perché esse hanno un ruolo chiave nella lotta contro la fame. Conferire alle donne più potere in termini di opportunità e strumenti, è di fondamentale importanza per velocizzare il percorso verso lo sviluppo, la sicurezza alimentare e una nutrizione più salutare”, ha dichiarato Michelle Bachelet.

 Josette Sheeran, Direttora Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (PAM), ha ugualmente sottolineato il ruolo fondamentale rivestito dalle donne.”Le donne sono l’arma segreta per sconfiggere la fame e rappresentano una forza ineguagliabile nella lotta alla malnutrizione” ha detto Josette Sheeran. “Quando le donne hanno cibo, anche i bambini hanno cibo. Inoltre quando vengono aiutate a produrre cibo, anche le comunità a cui esse appartengono hanno la cibo con cui nutrirsi. È per questo che una strategia insostituibile nella lotta alla fame è proprio fornire alle donne conoscenza e capacità, capitale e strumenti, per aiutarle a raggiungere la sicurezza alimentare per sé, per i propri figli, per le proprie comunità.

 (Delt@ Anno IX, n. 199  del 18 ottobre 2011)

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