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DIRITTI UMANI. Bangladesh, morire di frustate a 14 anni

Pubblicato il 30 marzo 2011 da redazione

(Shariatpur-Bangladesh) Hena Akhter, ragazza di 14 anni originaria del distretto di Shariatpur, era stata giudicata colpevole di adulterio:  101 frustate sferzate con rapidità, pubblicamente sono stata la sua punizione. Ma secondo il  racconto che alla CNN ha fatto Alya, la sorella della vittima, Hena sarebbe stata stuprata e picchiata da un uomo sposato e l’imam della moschea locale aveva ordinato la fatwa e la conseguente punizione.

Ma alla 70esima frustata la giovane Hena ha ceduto e livida e insanguinata, è stata portata all’ospedale, dove è morta il 31 gennaio, una settimana dopo. Ciò che stupisce, oltre all’entità della tortura e all’età della povera vittima, sono i risultati della prima autopsia che, privi di riferimenti alle ferite presenti sul suo corpo, parlavano di suicidio. I genitori di Hena hanno chiesto quindi di esumare il corpo e, grazie a una seconda autopsia, effettuata al Dhaka Medical College Hospital, è emersa che la vera causa della morte della ragazza risiedeva nelle numerose emorragie interne e che il suo corpo recava evidenti segni di percosse. Il medico responsabile della prima autopsia di Hena è stato in seguito accusato di aver prodotto “un report post-mortem falso per nascondere la vera causa alle origini della morte della giovane”.

“Quanto accaduto a Hena è estremamente spiacevole e tutti noi dobbiamo vergognarci perché non abbiamo potuto salvare la sua vita”, ha detto Sultana Kamal, capo di un’organizzazione per i diritti Ain o Shalish Kendro.

Il Bangladesh è considerato un Paese musulmano moderato e democratico dove, sebbene la legge nazionale vieti la pratica della sharia, questa risulta estremamente diffusa e praticata all’interno dei villaggi e delle città, alimentata anche dalla mancanza di istruzione adeguata e di un sistema legale forte.

La Corte Suprema aveva dichiarato illegale la fatwa dieci anni fa, ma gli osservatori dei diritti umani hanno documentato più di 500 casi di donne che nell’ultimo decennio sono state punite in questo modo.

(Delt@ Anno IX, n. 68 del 31 marzo 2011)

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