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DIRITTI UMANI. America Latina, 5 milioni di donne oggetto di tratta

Pubblicato il 30 settembre 2010 da Redazione Delt@

(Puebla) La lotta contro la tratta di essere umani sembra inefficace in America Latina, dove esistono fiorenti mercati intra-regionali per il commercio di persone, sostengono esperti e attivisti convenuti per un incontro sulla tematica a Puebla, in Messico.

“Le risposte al traffico di esseri umani sono state più formali che di sostanza, così come gli emendamenti alla legislazione. I governi non sono interessati: non è una loro priorità”, ha dichiarato Ana Hidalgo dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (OIM), sede di Costa Rica.

Hidalgo è una dei 450 accademici e attivisti che hanno partecipato alla seconda Conferenza Latino Americana sulla Tratta di Essere Umani, con focus su “Migrazioni, Genere e Diritti Umani”, tenutasi a Puebla dal 21 al 24 settembre scorso.

Ana Chávez, avvocata presso il Servizio Argentino per la Pace e la Giustizia (SAPG) ha detto: “Le vittime sono ascoltate e i processi avviati, ma nessuno è mai condannato a causa dell’impunità imperante. I compratori, cioè papponi, clienti o stupratori, non fanno mai parte dell’equazione”.

In Messico, circa 20.000 persone ogni anno sono vittime di tratta, secondo il Centro per gli Studi e la Ricerca sullo Sviluppo Sociale e l’Assistenza (CEIDAS) che monitora la questione.

In tutta l’America Latina, le vittime sono 250.000 ogni anno, per un giro di affari di 1,35 miliardi di dollari, rilevano dati del Ministero di Sicurezza Pubblica messicano. Le Nazioni Unite denunciano una crescita costante del fenomeno nell’ultimo decennio.

Secondo la Coalizione contro la Tratta di Donne e Ragazze in America Latina e Carabi (CTDR-ALC), oltre 5 milioni di ragazze e donne sono cadute nella rete criminale, mentre 10 milioni rischiano di finirci. L’America Latina è fonte e destinazione di traffico di esseri umani, un crimine che interessa soprattutto Repubblica Dominicana, Brasile e Colombia.

David Fernández Dávalos, presidente dell’Università Ibero-Americana di Puebla, aprendo l’incontro, ha detto che la tratta di esseri umani è una forma moderna e crudele di schiavitù.

Il 31 agosto scorso, il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon aveva esortato gli stati membri ad implementare un piano globale di azione contro  la tratta, dicendo che è “tra le peggiori violazioni dei diritti umani”, una forma di “ schiavitù in era moderna” che interessa soprattutto bambini e donne.

Secondo le autorità governative e le organizzazioni non-governative, in Messico le mafie criminali abbinano la tratta con il traffico di droga, operando lungo i confini nord – con gli Stati Uniti – e sud – con il Guatemala – del paese.

La maggior parte dei paesi latino-americani hanno leggi contro la tratta e hanno sottoscritto il Protocollo per la Prevenzione, Repressione e Contrasto della Tratta di esseri umani in particolare donne e minori, supplemento della Convenzione ONU contro il Crimine Organizzato Transnazionale in forza dal 29 settembre 2003.

In Messico, una legge federale contro la tratta esiste dal 2007 ma il governo deve ancora creare un programma nazionale per l’implementazione, nonostante sia previsto dalla legge stessa. Il Congresso di Puebla si è tenuto a un mese dal massacro di 72 migranti clandestini nello stato nordorientale di Tamaulipas che ha evidenziato la connessione tra il traffico di droga e quello di persone e richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sui pericoli che corrono gli immigrati.

Miguel Ortega, della Alleanza Democratica delle Organizzazioni della Società Civile, un gruppo che raccoglie circa 50 ONG, ha detto: “ In primo luogo, il problema è invisibile, e fino a quando lo stato non apporterà modifiche appropriate alle leggi, non ci saranno progressi. Vogliamo azioni pronte e decisive”.

Donne colombiane e peruviane sono state costrette alla prostituzione nella provincia meridionale ecuadoriana di El Oro, ha scoperto Martha Ruis, consulente responsabile per la stesura del piano nazionale ecuadoriano contro il traffico di esseri umani.

Chávez di SAPG ha detto: “non siamo stati in grado di far sì che i governi si assumessero la responsabilità di indagare su questi crimini. Gli stati stessi sono un fattore che contribusce a generare questi crimini”.

Otto dei 32 stati messicani, hanno leggi statali in cui non si parla di tratta. Mario Fuente, capo di CEIDAS, ha dichiarato al quotidiano Excélsior che il paese si trova in “grave ritardo perché manca di un programma nazionale che affronti il problema e di un sistema di statistiche”. (Fonte: IPS)

(Delt@ Anno VIII, n. 182 del 30 settembre 2010)                  Clara Park

 

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