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DIRITTI. Amnesty: divieto velo viola libertà espressione e religione

Pubblicato il 30 aprile 2010 da Redazione Delt@

(Roma) Amnesty  International  ha rivolto un appello al Senato belga,  perché  riveda la decisione della Camera Bassa del Parlamento   che ha votato a favore del divieto  dell’uso  del velo integrale in pubblico. C’è il rischio. per l’organizzazione a difesa dei diritti umani,  che la legge  crei “un pericoloso precedente”. “IL divieto totale della copertura del viso viola la libertà di espressione e di religione di quelle donne che indossano il burqa o il niqab”, ha detto John Dalhuisen, esperto di Amnesty per la discriminazione in Europa, che contesta anche la motivazione che ha portato alla legge, e cioè che il bando del velo sia una misura a garanzia della sicurezza del Paese. Non è “dimostrabile che vi sia un collegamento tra indossare un velo che copre interamente il volto e una minaccia reale alla sicurezza pubblica in Belgio”. Secondo Amnesty ”non ci può essere giustificazione per la restrizione della libertà di espressione e di religione che deriva dal veto del velo nei luoghi pubblici”.

A preoccupare è anche l’orientamento del governo francese, che sta preparando una legge che prevede perfino un anno di carcere e una multa di 15mila euro per chi lo impone a una donna. Il progetto di legge, che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri il 19 maggio, sanzionerà le donne che andranno in giro coperte con il niqab o il burqa con una multa massima di 150 euro.  Secondo il testo – come rivela Le Figarò che sarebbe entrato in possesso del testo – è previsto anche uno ’stage’ di cittadinanza “come pena alternativa o complementare”. Come spiegato da una fonte al quotidiano conservatore, “l’intento della legge non è proteggere la società francese dall’Islam, ma le donne e i loro diritti” e il governo intende evitare ogni polemica religiosa.

Ricordiamo che il testo francese, prima di passare al Consiglio dei ministri, il 19 maggio,  dovrà superare, tra i vari scogli, quello del Consiglio di Stato, che -consultato a titolo preventivo- aveva fatto sapere lo scorso mese che una proibizione generale del velo integrale può incontrare serie difficoltà legali. Ma l’Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy; sarà applicata solo dopo sei mesi dalla sua promulgazione per consentire alla popolazione di essere preparata e informata.

“Dopo il Belgio e la Francia, che si appresta a varare un analogo provvedimento, auspico che anche il Parlamento italiano – è l’auspicio di Isabella Bertolini (Pdl) – acceleri l’iter di approvazione della legge in discussione ormai da molto tempo. Vietare l’utilizzo del burqa in luoghi pubblici, non solo per questioni di sicurezza, è un atto di civiltà e un passo importante per aiutare tutte quelle donne islamiche, che vivono in Italia, ma che sono costrette a subire prevaricazioni, in nome di un mal concepito rispetto di precetti incompatibili con il nostro ordinamento costituzionale”.

(Delt@ Anno VIII, n. 90  del  3 maggio  2010)  

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