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CINEMA. Arriva in Italia Donne senza uomini, dell’iraniana Shirin Neshat

Pubblicato il 26 febbraio 2010 da redazione

donnesenzauomini

(Roma) Arriverà nelle nostre sale il 12 marzo 2010 Donne senza uomini, opera della regista iraniana Shirin Neshat, dall’omonimo romanzo di Parsipur Shahrnush, che si è aggiudicata il Leone d’Oro per la Miglior Regia alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film vede incrociarsi i destini di quattro donne iraniane nell’estate del 1953, anno in cui la CIA appoggia un colpo di Stato per deporre il Primo Ministro Mohammad Mossadegh e mandare al potere lo Shah. Fakhri è una donna di mezza età che vive un matrimonio senza amore, e ancora innamorata di una sua vecchia fiamma. Zarin è una giovane prostituta che non riesce più a vedere i volti degli uomini e vuole fuggire. Munis è una giovane donna legata alla politica, ma isolata dal fratello fortemente tradizionalista. Faezeh è perdutamente innamorata del fratello di Munis e gli eventi esterni non la coinvolgono minimamente. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Shahrnush Parsipur. Nel cast troviamo Pegah Ferydoni, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad.  L’anteprima del film sarà martedì 9 marzo a Firenze, sala Odeon in piazza Strozzi: alle ore 18.00 incontro con l’artista e autrice del film Shirin Neshat, coordina Silvia Lucchesi, direttora  de ‘Lo schermo dell’arte’; ore 21.00 proiezione del film  alla presenza di resista e dello sceneggiatore Shoja Azari. 

Shirin Neshat è una delle artiste più celebri del mondo dell’arte contemporanea, protagonista di mostre nei maggiori musei internazionali, quali il Whitney Museum (NY, 1998), la Tate Gallery (Londra, 1998), il Castello di Rivoli (2002), l’Hamburger Bahnhof (Berlino, 2005), lo Stedelijk Museum (Amsterdam 2006), il National Museum of Contemporary Art (Atene 2009).  Sue opere sono nelle collezioni dei maggiori musei del mondo. Ha ricevuto il Premio Internazionale della 48° Biennale d’arte di Venezia nel 1999. La regista ha concepito il film come un messaggio per tutti gli iraniani che non vogliono perdere la speranza: “Facciamo la pace tra Iran e Israele. Noi siamo ambasciatori dei due paesi; per questo dico No alla guerra e Sì alla Pace“. Per questo suo primo lungometraggio,  è stata censurata ed esiliata dall’Iran. Fotografa e video artista, Shirin Neshat ha da sempre dedicato il suo lavoro al tema dell’identità della donna musulmana e al suo ruolo nella società contemporanea islamica. “Donne senza uomini” nasce da un progetto più complesso, formato da cinque singoli video ispirati allo stesso libro, realizzati tra il 2004 e il 2008 e presentati nei maggiori musei del mondo, progetto al quale ha collaborato il marito Shoja Azari, co-sceneggiatore e produttore associato.

La scrittrice Shahrnush Parsipur (Teheran 1946 ), al cui libro si è ispirata la regista,  vive negli Stati Uniti. Negli anni Settanta, è ripetutamente arrestata dalla polizia segreta dello Shah. Nell’estate del 1990, a quasi vent’anni dalla sua realizzazione, pubblica il romanzo “Donne senza uomini”, a seguito del quale viene condotta in carcere, dove rimane reclusa per sei mesi, processata insieme al suo editore e rilasciata dietro il pagamento di un’ingente cauzione. Il romanzo viene quindi messo al bando e il governo iraniano fa pressione sull’autrice affinché in futuro smetta di scrivere. Comincia ad acquisire notorietà anche all’estero e viene invitata a tenere conferenze negli Stati Uniti, Germania, Canada, Inghilterra, Svezia, Danimarca e Francia Nel 1993 ottiene il premio “Lillian Hellman–Dashiell Hammett” per il coraggio mostrato contro la repressione dei diritti umani. Tutti i suoi romanzi, eccetto uno, sono banditi dall’Iran. In Italia “Donne senza uomini” è uscito nel 2004 pubblicato da Giovanni Tranchida Editore.

(Delt@ Anno VIII, n. 41 – 42 del 26 – 27 febbraio 2010)

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