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AMBIENTE. GREENPEACE: I GRANDI MARCHI DELLA MODA RESPONSABILI DELL’INQUINAMENTO DEI FIUMI CINESI

Pubblicato il 07 dicembre 2012 da redazione

Comunicato Stampa
GREENPEACE: I GRANDI MARCHI DELLA MODA RESPONSABILI
DELL’INQUINAMENTO DEI FIUMI CINESI

ROMA, 5 dicembre 2012 – Significative quantità di sostanze chimiche
pericolose sono state individuate in campioni d’acqua prelevati in
prossimità dello scarico di reflui industriali delle fabbriche che
riforniscono noti marchi come Levi’s , Calvin Klein e GAP.

Le indagini, condotte presso le due località di produzione tessile
più importanti della Cina, Shaoxing e Linjiang, sono state pubblicate
oggi in un rapporto di Greenpeace International “Toxic Threads:
Putting Pollution on Parade” che denuncia come le fabbriche oggetto
dell’analisi, tra cui alcune che producono per le maggiori case di
moda come Levi’s , Calvin Klein e GAP, riversano i loro reflui nei
sistemi di depurazione comunale, rendendo così difficile
l’identificazione dei responsabili dell’inquinamento. “I campioni di
acque di scarico sono quelli più contaminati da sostanze tossiche che
abbiamo mai trovato durante la nostra campagna ” spiega Yifang Li,
responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Asia.

Greenpeace ha indagato su due dei più grandi depuratori comunali
cinesi della provincia costiera di Zhejiang. Le analisi sui campioni
d’acqua prelevati in prossimità degli scarichi degli impianti di
depurazione di Shaoxing (il più grande in termini di capacità di
lavorazione giornaliera della Cina) e di Linjiang hanno rivelato la
presenza di sostanze chimiche tossiche cancerogene come aniline
clorurate e alcuni derivati del benzene, e altre che alterano il
sistema riproduttivo, come il nonilfenolo etossilato. Alcune di queste
sostanze sono persistenti e bioaccumulanti.

I ricercatori di Greenpeace hanno raccolto testimonianze delle
popolazioni locali i cui terreni e le cui acque sono state inquinate.
Queste persone sono preoccupate per la loro salute e, pur risiedendo
in una delle regioni più ricche di acqua della Cina, hanno dovuto
richiedere al governo locale forniture di acqua potabile visto che la
loro era inquinata. Molte case internazionali di moda, come Levi’s,
producono nelle fabbriche che risiedono all’interno di queste zone
industriali.

Il rilascio di sostanze chimiche pericolose nei sistemi idrici, sia
quando i vestiti sono prodotti, sia dopo con il lavaggio domestico dei
prodotti venduti, può essere fermato solo con una rapida e trasparente
eliminazione del loro uso nei processi produttivi.

Per raggiungere l’azzeramento delle emissioni di sostanze chimiche
pericolose entro il 2020, le case di moda devono richiedere ai loro
fornitori di rendere pubblico quali e quante sostanze chimiche
pericolose usano e rilasciano nell’ambiente, e quindi approntare un
programma per la loro celere eliminazione dal ciclo di produzione,
mediante la sostituzione con prodotti non impattanti. Greenpeace
continuerà la sua campagna contro quei marchi che non si assumono la
responsabilità per tutti gli anelli della loro catena di
approvvigionamento.

FOTO DISPONIBILI

Leggi il briefing in italiano e il rapporto (in inglese) “Toxic
Threads – The Big Fashion Stitch-Up” (in inglese):
http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Tessuti-tossici-linquinamento-in-mostra/

Contatti:
Ufficio stampa, 06.68136061 int.146 – 239 – 348.3988615
Massimo Guidi, Foto e Video, 06.68136061 int.222 – 348.6811043

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