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Addio a Rita Levi- Montalcini

Pubblicato il 30 dicembre 2012 da redazione

(Roma, 30 dicembre 2012) A una manciata di ore dalla fine di questo 2012, si è spenta nel primo pomeriggio di oggi nella sua casa romana in via di Villa Massimo, a due passi da Villa Torlonia, la premio Nobel e senatrice a vita Rita Levi – Montalcini.

Aveva 103 anni la grande scienziata cui si deve, nel lontano 1953, la scoperta del fattore di crescita nervoso (Ngf), scoperta che nel 1986 le valse il Nobel per la medicina, e grazie alla quale in futuro si potranno arginare le malattie degenerative del cervello, come l’Alzheimer. Si dice certo Luigi Aloe, uno dei ricercatori che ha lavorato con lei per 40 anni, e che insieme con la Nobel ha firmato alcune degli studi più importanti. “Per me – ha commentato Aloe –  Montalcini è stata una grande donna e scienziata capace di parlare con tutti, dalle persone più umili a quelle più colte e potenti. Lavoratrice instancabile aveva un costante desiderio di scoprire qualcosa di utile e aveva la capacità di lavorare in rete con molte persone. Credo- conclude il ricercatore – che la molecola che le ha valso il Nobel avrà importanti sviluppi non solo per alcune malattie della senescenza ma anche di quelle della vista”.

Prima donna a essere ammessa alla Pontifica Accademia delle Scienze. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita, dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti sociali e scientifici. E’ stata socia dell’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche e tra i soci fondatori della Fondazione Idis-Città della Scienza

“E’ un faro di vita che si è spento”, è stato il primo commento di Piera Levi-Montalcini, nipote della scienziata, che sarà ricordata anche come una grande donna capace di dialogare con le giovani generazioni –  con i quali trascorreva molto tempo –  e il loro mondo.

“Alla formazione delle giovani generazioni Montalcini – ha dichiarato il presidente della Camera Fini – ha dedicato particolare impegno, nella consapevolezza che la trasmissione della conoscenza costituisce un presupposto fondamentale del progresso umano”. Proprio in quest’ottica era nata nel 1992, la Fondazione Levi-Montalcini Onlus, costituita da Rita e Paola Levi-Montalcini, in memoria del padre Adamo Levi, con il motto “Il futuro ai giovani”, e con lo scopo di favorire l’orientamento allo studio e al lavoro delle nuove generazioni, di donne soprattutto, e in quei paesi dove si lotta ogni giorno per la sopravvivenza.

“Per l’istruzione, chiave dello sviluppo – scriveva la Nobel  sul sito della Fondazione  -  ritengo necessaria un’azione comune nel contesto mondiale di interconnessione di popoli e di continenti che all’inizio del terzo millennio impone una normativa di rapporti civili.

Personalmente ho dedicato la mia vita alla ricerca e al sociale. La vita ha valore se non concentriamo l’attenzione soltanto su noi stessi ma anche sul mondo che ci circonda.

Sono pervenuta a tale decisione in base all’esigenza di far fronte a una delle maggiori problematiche che gravano sulle popolazioni dell’Africa, che consiste nel mancato accesso all’istruzione per la quasi totalità delle appartenenti al sesso femminile.

Certo si tratta di una goccia nel mare, al confronto delle altre grandi sofferenze del Continente africano, ma sono convinta che aiutando le donne nel raggiungimento di questo diritto, si possa guardare alla libertà di crescita e di sviluppo degli individui della propria società di appartenenza e di quella globale.

Grazie a coloro che sostengono l’attività della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus” (Rita Levi-Montalcini)

Innumerevoli, intanto continuano ad arrivare i messaggi di cordoglio per questa grande italiana, messaggi come quello del  Direttore Generale della FAO,  José Graziano da Silva, che ha voluto ricordare  l’Ambasciatrice di Buona Volontà (dal 1999)  Rita Levi Montalcini, la cui scomparsa  “ci ha privato di una sostenitrice appassionata ed instancabile di un mondo libero dalla fame”.

“La Professoressa Montalcini è stata riconosciuta internazionalmente come una delle menti più brillanti e feconde.  Alla FAO abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscerla anche come un’amica saggia e generosa, impegnata in prima persona nella lotta per un mondo libero dalla fame”.

“La FAO le sarà sempre riconoscente per aver contribuito personalmente a mantenere l’impegno di porre fine a fame, malnutrizione e povertà estrema all’ordine del giorno dell’agenda internazionale”, ha poi aggiunto.

In veste di Ambasciatrice di Buona Volontà della FAO ha scritto articoli ed editoriali sull’emergenza fame ed ha partecipato con regolarità a tutti gli eventi ad alto livello della FAO.

In uno dei suoi interventi più recenti Montalcini si è rivolta in modo particolare ai giovani esortandoli ad impegnarsi maggiormente nell’eliminazione della fame da lei definita “una tragica realtà”.

“E’ arrivata inaspettata la triste notizia della scomparsa della Signora Italiana della Scienza, della nostra Socia Onoraria Rita Levi Montalcini e voglio esprimere a nome mio personale e delle 12.000 Socie della Fidapa BPW Italy le nostre commosse condoglianze” . Così presidente nazionale della FIDAPA BPW ITALY, avv. Eufemia Ippolito, ricorda la sua socia onoraria:

“L’abbiamo seguita in tutti questi anni, ammirate della Sua vita di Scienziata e dal grande contributo dato alla ricerca scientifica, orgogliose per quel premio Nobel che ha riconosciuto  il Suo impegno, la Sua passione, i risultati di eccellenza conseguiti.

E’ stata per tutte noi un faro di intelligenza, di umanità, di tenacia,  sempre stupite per il rigore intellettuale che ha accompagnato la Sua vita, per quell’impegno civile con il quale non ha mai mancato di esaltare le grandi potenzialità del capitale umano ed in particolare delle donne e per quella grazia, da tutti riconosciuta, che l’ha resa unica agli occhi del mondo.

Lascia in tutte noi un senso di infinita e tenera  malinconia ma anche  la certezza che sapremo onorare le Sue idee e i Suoi messaggi  rivolti al sociale: “Quando muore il corpo, sopravvive quello che hai fatto, il messaggio che hai dato.

“Il Suo messaggio, in tutte noi – conclude Ippolito –  sopravvivrà per sempre”.

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